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Dopo aver meditato i ragazzi si sentono bene, più allegri, soddisfatti e ben disposti
. L’adolescenza è un periodo difficile sia per i ragazzi che per i genitori. Ma,
soprattutto per i ragazzi, questo periodo può essere fonte di ansia, paure, rivoluzioni
interiori ed esteriori che, a volte, possono sfociare in comportamenti deleteri per se stessi
e gli altri; altre in somatizzazioni come depressione, chiusura o, al contrario, eccessiva
eccitazione o sfacciataggine.
Anziché portarli subito dallo psicologo o, in casi peggiori, dallo psichiatra,
ricercatori dell’Università di Cambridge suggeriscono che può essere utile la meditazione.
A suggerirlo sono la professoressa Felicia Huppert e il collega Daniel Johnson che hanno
condotto uno studio su un gruppo di 155 ragazzi di età compresa tra i 14 e i 15 anni.
A seguito di un training di meditazione il gruppo di ragazzi ha mostrato di sentirsi
meglio, provando una sensazione di benessere generale che si rifletteva anche su emozioni come
la felicità, la soddisfazione, l’affetto, l’interesse. Insomma, si sentivano proprio
bene.
«Il nostro studio dimostra che questo tipo di formazione migliora il benessere negli
adolescenti e che, quanto più si pratica, maggiori saranno i benefici», sottolinea Huppert
nel comunicato dell’Università di Cambridge, la quale aggiunge che molti degli studenti
hanno mostrato vivo interesse nel poter continuare la pratica dopo la ricerca.
Un dato interessante, fatto notare dai ricercatori, è che i ragazzi che soffrivano di
maggiori livelli di ansia sono stati quelli che hanno beneficiato di più della formazione e
della meditazione.
Ai ragazzi era stato insegnato a prendere consapevolezza di sé, a sviluppare un senso
di accettazione e a concentrarsi sul respiro; e poi sulle emozioni e sensazioni che
percepivano durante una camminata.
«Se si prende pratica a essere nel presente, è possibile aumentare i sentimenti positivi
piacevoli da assaporare nel corso delle esperienze. Inoltre, calmare la mente e osservare
le esperienze con curiosità e accettazione non solo riduce lo stress, ma aiuta con il
controllo dell’attenzione e la regolazione delle emozioni - competenze che sono utili sia
all’interno che all’esterno della classe», conclude Huppert.
(lm&sdp)
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