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La
Medicina Tibetana
è nata come scienza autonoma nel VII secolo, durante
il regno di Songtsen Gampo ed ha integrato, in una sintesi originale e organica, le conoscenze
delle altre medicine asiatiche e mediorientali, sulla base di un sistema medico autoctono le
cui origini risalgono al II millennio a.C. I quattro Tantra della M.T. furono tradotti un
secolo più tardi, in collaborazione con il medico indiano Dhawa Ngonga...
Gli insegnamenti contenuti nei Tantra furono dati da Buddha stesso e poi trasmessi attraverso
i detentori del lignaggio. Tuttora la versione estesa dei 4 Tantra sono alla base del sistema
medico Tibetano; versione che è stata compilata da Yuthok Yonten Gonpo. Egli studiò tutti i
sistemi medici: quello greco, ayurvedico, cinese, e ne estrasse le parti più preziose e le
incorporò nei 4 Tantra. Quindi
la Medicina Tibetana
è una sintesi di tutti i principali sistemi medici dell’epoca. Infatti ci sono conoscenze
farmacologiche del sistema indiano, la moxibustione e lassativi del sistema cinese e chirurgia
e anatomia del sistema greco. La conoscenza delle piante, la diagnosi attraverso le urine, gli
occhi, la lettura del polso e la cura delle malattie di alta quota sono quelle del sistema
locale. Gli insegnamenti più profondi sul corpo umano, sulla sua formazione, sul decadimento
e lo studio dei canali, venti e chakra appartengono alla tradizione buddista Vajarayana. In
breve
la Medicina Tibetana
è basata essenzialmente sulla tradizione buddista Vajarayana, ma anche sulla sintesi dei
migliori insegnamenti delle varie scuole innestati sulle radici della tradizione medica
autoctona. Chiunque può diventare medico purchè, oltre a studiare la materia, sia disposto
ad integrare i concetti di amore, compassione e altruismo: bisogna avere una giusta
motivazione per occuparsi dei pazienti in modo veramente efficace…
Questa medicina si basa su una dottrina cosmologica che vede l’intero universo come
un’aggregazione di particelle infinitesimali, ognuna delle quali contiene la natura e la
potenzialità dei 4 elementi: aria, fuoco, acqua e terra. Queste particelle, interagendo nella
dimensione dello spazio, (5° elemento) generano i 3 Umori: Flemma - Bile - Vento che possiamo
considerare come i regolatori delle funzioni fisiologiche dell’uomo. La condizione di salute
e malattia, sia fisica che psichica, dipende dall’interazione di questi umori. Per
comprendere meglio bisogna partire da quello che in tibetano si chiama no-chu, che possiamo
tradurre in macrocosmo e microcosmo. Questa è la base di tutto: noi siamo uomini, l’uomo ha
una sua propria esistenza individuale e la medicina soddisfa il suo bisogno esistenziale.
Quindi, per medicina non si intende soltanto un insieme di farmaci (preparati con erbe
mediche) e qualche minerale, e nemmeno una semplice terapia: per medicina si intende, anche e
soprattutto, un insegnamento spirituale. Infatti, nel buddismo, uno dei nomi del Buddha è
Grande Medico. Qui bisogna evitare di pensare che il Buddha Sakiamuni andasse in giro con la
borsa del medico, ma occorre capire il principio sottostante: tutti noi, nel corso della vita,
andiamo incontro a problemi che derivano da cause primarie quali le passioni e emozioni, ed è
proprio alle cause primarie che bisogna risalire per comprendere l’origine delle malattie.Di
fronte a un disturbo o una malattia, anziché cercare di scoprire la causa, l’atteggiamento
comune è quello di chiedere al medico il farmaco che guarisca subito. Questo modo di fare
trascura del tutto le cause primarie che (è importante sottolineare) sono le più rilevanti.
Da sempre i Maestri, i medici e i capi spirituali o religiosi, si sono interessati alle cause
primarie: perchè esisterebbe la religione se non per risolvere i problemi di quella che viene
definita “anima” o coscienza dell’individuo?
Nella religione buddista, nel tantrismo, o nel dzochen (insegnamento buddista basato sul
principio dell’autoliberazione) si afferma che la condizione dell’uomo è senza difetti,
pura e perfetta sin dal principio. Da dove sorgono quindi i difetti? Dal nostro modo di vedere
basato sul dualismo: tutti i fenomeni sono prodotti dalla mente e le 5 energie sottili
contenute al suo interno sono la materia prima per la produzione dei fenomeni. Il mondo fisico
è composto da questi 5 elementi. Gli oggetti che tocchiamo e vediamo sono la manifestazione
grossolana delle energie degli elementi. Ad esempio, nella terra che possiamo toccare
fisicamente, l’elemento dominante è la terra, appunto, ma se cerchiamo con attenzione
troveremo anche l’elemento fuoco-acqua-vento-spazio. I 5 elementi hanno 3 livelli:
grossolano - sottile - molto sottile (o essenza). Le forme sottili di queste energie
elementali sono situate all’interno della mente e si manifestano esteriormente producendo il
nostro corpo e tutti i fenomeni del mondo. Le energie dei 5 elementi possono essere suddivise
in 3 energie. Questo sistema è presente in tutti i fenomeni naturali: comprende 2 energie
opposte e 1 neutra, in modo da avere, ad esempio, inverno / estate (energie opposte) e
primavera-autunno (energia neutra), Polo nord / Polo sud ed equatore (neutra); giorno / notte
e alba-tramonto (neutri). Quando riferiamo queste energie al corpo umano troviamo che ci sono
3 umori che hanno un’energia calda - fredda e neutra. I 3 umori, i 3 canali sottili e i 3
canali fisici grossolani sono generati direttamente dai 3 veleni mentali , prodotti appunto
dalla Mente o coscienza. Ci sono molti altri veleni mentali ma questi sono i 3 principali, e
sono tutti derivati dall’Ignoranza.
Come abbiamo visto la mente è alla base di tutti i fenomeni e la sua vera natura è
incontaminata, luminosa ed ha la capacità di realizzare la coscienza assoluta. Purtroppo, da
un tempo senza inizio la mente è velata dall’Ignoranza, che la rende come un cristallo
sporco… Dall’ignoranza nasce l’Ego, che a sua volta fa nascere il corpo fisico e
mentale. E dall’Ego si producono le 3 qualità inerenti che a loro volta sono la base per la
formazione dei 3 veleni mentali. Vengono chiamati veleni mentali perché bloccano il sentiero
dell’illuminazione attraverso l’esperienza di sentimenti e di passioni distruttive.
Infatti, per
la Medicina Tibetana
veniamo al mondo per purificare questi 3 veleni. Quali sono i 3 veleni? Ottusità,
(ignoranza), Rabbia (odio, rancore), Attaccamento. I veleni mentali contaminano la coscienza
con impronte karmiche di vite precedenti: se non avessimo alcun veleno mentale, avremmo
superato l’esistenza ciclica e il karma... L’odio, la rabbia sono la causa del canale
destro. Ottusità e delusione sono la causa del canale sinistro; Attaccamento è la causa del
canale centrale. Tutte le essenze vitali sono dentro le cavità dei canali sottili e
costituiscono il sostegno della vita e della consapevolezza. Quando le emozioni negative
aggrovigliano i canali, questo ha per effetto il blocco delle energie (o venti) e, di
conseguenza, le essenze vitali si fanno più grossolane. Quando vengono mantenute nel corpo
come essenze grossolane, invece che come essenze di saggezza, il mondo esteriore viene
percepito negativamente e sorgono le malattie. Quindi, la malattia è il modo che ha il corpo
per farsi sentire, infatti, l’ascolto è la chiave del “lucchetto” del corpo.
La Medicina
Tibetana
guarisce prima di tutto l’anima, così facendo il
corpo guarisce automaticamente. Prendendo in considerazione non solo il corpo con i suoi
disturbi ma anche e, soprattutto, la psiche e la dimensione spirituale dell’individuo,
questa medicina è preminentemente olistica. Le cure vanno dalla dieta (molto importante),
alla moxibustione, dall’hor–me (massaggio antesignano del massaggio con pietre) alla
coppettazione, da purificazioni periodiche ai massaggi, a medicine naturali e terapie
spirituali estremamente potenti, perchè lavorano non solo sul corpo ma soprattutto a livello
energetico e spirituale (Tza –Lung) .
“La salute e la felicità sono un diritto di ogni individuo. E’ per questo
che è importante incoraggiare la promozione di diversi sistemi medici. Se molti sistemi di
medicina, come quello tibetano, sono tradizionali e antichi, non dovrebbe essere ignorata la
loro importanza nel contribuire sostanzialmente alle scienze mediche, particolarmente nel
trattamento delle malattie psicosomatiche e non infettive”. (S.S. Dalai Lama).
Fonti Bibliografiche:
Namkhai Norbu;
Tenzin Wangyal Rinpoche;
Christopher Hansard;
Pasang Yonten Arya.
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