"Medicine Non Convenzionali. Il caso di
Bologna"
Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della dott.ssa
Antonella Ronchi, coordinatrice del Comitato
Permanente di Consenso per le Medicine Non Convenzionali in Italia, in merito al caso
del medico ayurvedico bolognese, accusato di omicidio.
tratto da http://www.ariannaeditrice.it
del 12 ottobre 2009 a
firma della Dott.ssa Antonella Ronchi*
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Riceviamo e pubblichiamo l'intervento della dott.ssa
Antonella Ronchi, coordinatrice del Comitato Permanente di Consenso per le Medicine Non
Convenzionali in Italia, in merito al caso del medico ayurvedico bolognese, accusato di
omicidio, dopo il decesso del giovane paziente sofferente di fibrosi cistica. "I mezzi di
comunicazione riportano con grande evidenza la trasformazione del capo d'accusa da omicidio
colposo a omicidio volontario per un medico bolognese esperto in medicina ayurvedica che aveva
preso in cura un bambino affetto da fibrosi cistica. Secondo
la nuova accusa "il medico, sospendendo la terapia tradizionale, ha accettato il rischio
che si potesse verificare l'evento morte". Non
possiamo entrare nel merito del caso singolo, unico vero criterio che permetterà di dare un
giudizio sulla vicenda; sarà da valutare quale fosse la situazione del piccolo paziente e
quale beneficio avesse tratto dalla terapia convenzionale, quale fosse le sua prognosi nel
momento in cui fu consultato il medico ayurvedico. Ci
conforta sapere che l'Ordine dei Medici di Bologna non ha ravvisato nel comportamento del
medico elementi censurabili ed ha archiviato il caso. Comunque
alcune considerazioni di carattere generale si possono e si devono fare. In
primo luogo, qualunque medico accetta che si possa verificare l'evento morte qualunque mezzo
terapeutico adotti. E' esperienza comune che buona parte delle persone affette da cancro
muoiano della malattia, ma se il medico che non è in grado di assicurare la sopravvivenza
fosse incriminabile per omicidio volontario, arriveremmo al paradosso che i sanitari
dovrebbero rifiutarsi di prestare cura al paziente per evitare di essere messi sotto accusa. In
secondo luogo la medicina Ayurvedica è un antico sistema medico che fa parte della tradizione
indiana e che proprio in India affianca, con pari dignità, Inoltre
qualunque Medicina Non Convenzionale in Italia viene praticata all'interno di un contesto
medico di garanzia, e all'interno di un più ampio piano di cura, che includa la conoscenza di
diagnosi, prognosi e terapie mediche convenzionali. La
trasformazione del capo d'accusa in omicidio volontario sottintende la valutazione che in
medicina si possano proporre scelte nette, tra una medicina efficace e sicura e altri approcci
vaghi e inaffidabili. La realtà non è questa, la medicina non dà verità definitive e
verdetti indiscutibili, ma esprime la ricerca umile e partecipata del migliore strumento per
il singolo paziente che al medico si rivolge".
Fonte: Green
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