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Nel 1535 Jacques Cartier salpò dalle coste della Francia diretto verso Terranova con
un equipaggio di 110 uomini. In 6 settimane 100 uomini si ammalarono di scorbuto. Un indigeno
disse loro di bere succhi dei frutti di un albero che crescevano in quella zona e gli uomini
guarirono nel giro di pochi giorni. Da quell'episodio capitani di navi accorti e lungimiranti
comandarono al loro equipaggio di consumare succhi di arancia e limone per scongiurare lo
scorbuto. Ci volle molto tempo prima che il mondo medico accettasse questa semplice soluzione,
ma alla fine nel 1795 dovette soccombere al buon senso e il succo di limone diventò
obbligatorio nella dieta dei marinai.
Uno
dei motivi per cui le infezioni sono così numerose in ospedale è
che molti infermieri amano più gli antibiotici che lavarsi le mani. Quando nel 1843 Oliver W.
Holmes suggeriva ai medici di cambiare gli indumenti e lavarsi le mani dopo aver visitato i
pazienti affetti da febbre puerperale le sue richieste vennero completamente ignorate. Anche
l'avvento dell'anestesia è stata per lungo tempo trascurata se non osteggiata dal mondo
medico e venne ufficialmente accettata soltanto quando la regina Vittoria diede alla luce il
principe Leopoldo sotto l'effetto del cloroformio. Fino al 1980 era prassi comune operare i
bambini senza anestesia perché si riteneva che fossero incapaci di provare dolore.
Da
dati riportati da vari libri e giornali, pare che oggi i medici causano più malattie e decessi
del cancro o delle cardiopatie. Una persona su 6 si trova in ospedale a causa del medico. Le
reazioni negative ai farmaci sono la quinta causa di morte negli Usa perché i medici non
comprendono i pericoli associati ai farmaci. Il 40% delle persone che assume farmaci subisce
pesanti effetti collaterali, daltronde nessuno può stabilire in anticipo quali saranno le
conseguenze sulla salute di un farmaco lanciato sul mercato. Molte più persone vengono uccise
dai farmaci prescritti che dall'uso illegale di droghe. Solo in Australia ogni anno vengono
ricoverate quasi mezzo milione di persone perché dei medici li hanno fatti ammalare e 18.000
di questi muoiono ogni anno a causa di errori medici, tossicità dei farmaci, errori
chirurgici ecc., mentre negli Usa i casi di mortalità a causa dei medici si aggira intorno
alle 200.000 unità. E le cifre in Europa non sono più incoraggianti dove medici e medicine
pare che uccidono più persone di tutti i tipi di cancro. In realtà i medici rappresentano
una delle principale causa di malattie e morte molto più di tutti gli altri tipi di problemi
messi insieme, compreso cancro e malattie cardiache.
Daltronde,
come afferma la stessa rivista British Medical Journal, 6
trattamenti su 7 non sono supportati da prove scientifiche. Il problema di fondo è che gran
parte della ricerca medica è organizzata, pagata, commissionata e sponsorizzata
dall'industria farmaceutica che è fatta per produrre buone recensioni e non certo arrecare
danno a se stessa. Pare che molti degli scienziati implicati sono pronti a modificare i
risultati dei loro esperimenti se questi non danno i risultati sperati. Si calcola che almeno
il 12% delle ricerche scientifiche siano false.
Anche
gli esami e le analisi per le diagnosi mediche pare non siano affidabili:
non riescono a prevedere l'andamento di una malattia nel 50% dei casi. Dei patologi hanno
effettuato diverse centinaia di autopsie scoprendo che più della metà dei defunti era morto
per una causa diversa da quella diagnosticata, praticamente aveva ricevuto un trattamento
medico sbagliato. E se la vita media si è allungata (ma non certo il benessere della persona)
ciò non è dovuto ai medici e alle medicine ma all'igiene, all'acqua corrente, al
riscaldamento centralizzato, al poco lavoro, alla riduzione della mortalità infantile, alla
carenza di guerre. Ci sono più malati oggi di quante ce ne siano stati in tutta la storia
umana. In sostanza si può dedurre che dopo i 65 anni di età il cittadino è un peso per lo
Stato e cerca di sostituirlo con chi produce.
Il
numero delle persone che muoiono a causa dei medici è
4 volte maggiore di quello delle persone che muoiono per incidenti stradali. Praticamente il
medico ha più probabilità di ucciderci della nostra automobile. In realtà i medici oggi
sono solo un canale commerciale dell'industria farmaceutica e gran parte dei medicinali che
prescrivono non si conosce gli effetti perché tutti i medicinali, nessuno escluso, sono
sperimentati sugli animali. Insomma i medici uccidono più persone di quante non ne curino e
causano più malattie e disagi di quanti ne riescano ad alleviare: il motivo è da ricercare
nel fatto che la classe medica è in stretta alleanza con l'industria farmaceutica.
Almeno
il 70% degli esami e dei test richiesti dal medico non sono necessari. Un
sondaggio ha dimostrato che le analisi del sangue e delle urine consentono al medico di
formulare una diagnosi esatta solo all'1% dei casi. Uno studio recente ha dimostrato che su 93
bambini cui erano state diagnosticate malattie di cuore solo il 15% erano realmente malati.
Se
si dovesse classificare l'industria del cancro
in base al suo fatturato sarebbe tra le più importanti del mondo; ma se la si dovesse
considerare in base alla sua capacità di sconfiggere la malattia che si prefigge di
combattere sarebbe tra le industrie più fallimentari del pianeta.
Nel
1970 una persona su 6 poteva ammalarsi di cancro;
nel 1980 il rischio era raddoppiato; nel 1990 si arriva a circa il 40%. Non solo, oggi il
tasso di sopravvivenza al cancro è lo stesso del 1950. I tempi della dichiarata guarigione
dal cancro rientrano nei 5 anni: se una persona muore dopo 5 anni e un giorno il caso verrà
considerato un successo. Sembra che lo scopo dominante sia tenere in vita il paziente per quei
5 anni. Uno studio approfondito ha dimostrato che i pazienti che avevano rifiutato i
trattamenti convenzionali del cancro sono vissuti in media tre anni di più. In realtà la
guerra contro il cancro è stata un fallimento come quella contro la droga. E i medici che
osano consigliare terapie alternative, naturali, vengono sistematicamente isolati, scherniti,
disprezzati.
I
risultati delle ricerche mediche dipendono da chi le finanzia. Ma
nessuno sembra interessato a scoprire perché ci si ammala di cancro, o di qualunque altra
patologia: questo farebbe diminuire i profitti e il fatturato. Nessuno ha intenzione di far
capire alla gente che il nostro organismo è in grado di neutralizzare, senza l'ausilio di
medici e medicine, di 9 malattie su 10 .
Un
gruppo di ricercatori ha esaminato le cartelle cliniche di 100 pazienti:
solo il 53% degli infarti era stato diagnosticato. Nel corso di uno studio è stato chiesto a
80 medici di esaminare un modello di seni femminili al silicone: i medici sono riusciti a
trovare solo metà dei noduli anomali nascosti. Un altro studio ha dimostrato che su pazienti
in punto di morte una diagnosi su 4 era sbagliata e che il 70% dei deceduti sottoposti ad
autopsia presentavano patologie gravi mai state diagnosticate. In un altro studio avente per
oggetto 400 autopsie in più della metà dei casi era stata formulata una diagnosi sbagliata.
Anche gli errori della lettura di raggi X si aggira intorno al 30% e anche quando le
radiografie vengono visionate una seconda volta solo un terzo degli errori commessi viene
individuato.
Nel
1950 un bambino su 14 si ammalava di cancro; nel 1985 la cifra era salita a uno su 4 e
nonostante gli ingentissimi finanziamenti le industrie ricercatrici non sembrano provare il
minimo imbarazzo per l'abissale fallimento, anzi continuano a chiedere altri e poi altri
fondi. In realtà la scienza medica non sa come affrontare il cancro. Se una persona ammalata
di cancro e si fa visitare da tre medici diversi riceverà sicuramente tre diverse terapie.
Il
problema è che la quasi totalità dei medici non accetta che ci sia un legame tra stile di
vita e malattia, tra cibo e cancro, anche se
la National Academy
of Sciences afferma che il 60% dei casi di cancro nelle donne e il 40% negli uomini sono
collegati a fattori nutrizionali. Anche
la Britisch Medical
Association calcola che almeno un terzo dei casi di cancro è attribuibile all'alimentazione,
anche se il legame tra grassi-proteine animali e cancro è ormai inconfutabile. Negano
l'esistenza tra stress e sistema immunitario, tra tossiemia e malattie congenite. Ma i medici
si ostinano a ignorare tale equazione e si rinnova la nemesi karmica che da millenni grava
sulla classe medica, a danno della popolazione.
Fin
da quando fu introdotta la mammografia al seno mediante raggi X
i medici si accorsero che poteva procurare più casi di cancro di quanti non ne rilevasse.
Ogni dose media di raggi X equivale ai danni di 6 sigarette.
Alcuni
studi negli Usa hanno dimostrato che l'incidenza del cancro
in una determinata zona di un determinato paese aumenta con il numero dei medici presenti in
quella zona. La propensione per la radiografia da parte dei medici forse spiega tale fenomeno.
Spunti
tratti dal libro "Come impedire al vostro medico di nuocervi" di Vernon Coleman
Ma
anche se il meccanismo instaurato in campo medico ha allontanato i medici dal principio
ippocratico che recita "Primo non nuocere", ritengo ingiusto trascurare l'importante
contributo della medicina e di molti medici i quali, con vero spirito di sacrificio personale,
in molte circostanze risultano determinanti per alleviare sofferenze e salvare molte vite,
specialmente nei casi di emergenza. L'operato dei medici dovrebbe essere improntato a
combattere le cause delle malattie e considerare simultaneamente l'entità umana in tutte le
sue componenti fondamentali ed quindi uscire della logica settoriale e dei sintomi in una
visione olistica in cui la medicina naturale rientra come branca insostituibile e
complementare per il bene integrale dell'uomo.
"Un
medico è un uomo che viene pagato per raccontare delle fandonie nella camera del malato, fino
a quando la natura
non
l'abbia guarito o i rimedi non l'abbiamo ucciso" (A. Furetière).
"Un
terzo di ciò mangiamo serve a vivere, gli altri due terzi a far vivere i medici" (Papiro
egiziano).
Franco Libero Manco
Fonte: www.luigiboschi.it
Link: http://www.luigiboschi.it/?q=node/34233
1.08.2010
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