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"Secondo l'Ispo ormai il 65% della popolazione ha dimestichezza col termine
medicine non convenzionali e le conosce," è il commento rilasciato all'Adnkronos daPaolo
Roberti di Sarsina, esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità,
co-direttore del Corso di Alta Formazione in "Sociologia della salute e medicine non
convenzionali" dell'università di Bologna, fondatore e coordinatore del Comitato per le
MNC in Italia "Per il Censis poco meno del 50% le considera utili - continua - più del
70% vorrebbe che fossero rimborsate dal Ssn. Per quanto riguarda gli operatori, sono circa
12.000 i medici e i veterinari che fanno parte delle 25 associazioni e società scientifiche
che compongono il Comitato per le MNC in Italia, che rappresenta tutte le Medicine Non
Convenzionali riconosciute dalla Federazione dei medici (FNOMCeO) e dalla Federazione dei
veterinari (FNOVI). Ed è fondamentale sottolineare che molti sono i 'camici bianchi' che
hanno completato un iter formativo pluriennale post-laurea a profilo definito per acquisire
specifiche competenze in una o più delle MNC riconosciute come di esclusiva competenza del
medico e dell'odontoiatra, e cioè: agopuntura, fitoterapia, medicina antroposofica, medicina
ayurvedica, medicina omeopatica, medicina tradizionale cinese, omotossicologia-medicina
fisiologica di regolazione, osteopatia e chiropratica".
"I medicinali omeopatici e antroposofici si trovano esclusivamente in farmacia -
precisa - e sono presenti nella quasi totalità dei presìdi italiani: la spesa per le cure
con medicinali omeopatici nel
2007 in
Italia è stata di circa 300 milioni di euro. Nel nostro Paese operano nel settore omeopatico
circa 30 aziende che impiegano oltre 1.200 dipendenti e l'Italia è il terzo mercato europeo
dopo Francia e Germania. Il settore continua a crescere, con una media del 6-7% annuo
nell'ultimo decennio".
Nonostante l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha emanato la "Dichiarazione di
Pechino sulla Medicina Tradizionale" in cui si richiede, tra l'altro, la necessità di
azione e cooperazione da parte della comunità internazionale, dei governi, nonché dei
professionisti e degli operatori sanitari, continua Sarsina "le istituzioni italiane non
hanno finora voluto né sono state capaci di mettersi al passo con questa realtà sociale
ampiaente diffusa, disattendendo anche
la Risoluzione
sulle Medicine Non Convenzionali emanata sia del Parlamento Europeo (1997) che del Consiglio
d'Europa (1999), né adottando il Piano strategico sulle medicine tradizionali, complementari
e alternative dell'OMS (2002)".
Roberti di Sarsina è autore con Costantino Cipolla del libro "Le peculiarità
sociali delle medicine non convenzionali" (FrancoAngeli edizioni), scritto con l'intento
di fare chiarezza sulle questioni normative, scientifiche e sociali che investono le
discipline e le pratiche mediche non convenzionali nel loro rapporto con la società moderna
occidentale.
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