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Il pessimismo sul futuro dell'economia Usa ha raggiunto i piani alti dei media
specializzati. Sul Financial Times di ieri Martin Wof - uno degli editorialisti di punta -
sintetizzava l'analisi di Nouriel Roubini, economista tra i più ascoltati della nuova
generazione. In sintesi, la strada verso «la madre di tutte le catastrofi» viene spiegata in
dodici tappe. Una vera via crucis di inizio millennio.
Il primo passo dovrebbe essere un ulteriore calo del valore delle case Usa, tra il 20 e il
30%. Una svalutazione del patrimonio immobiliare tra i 4mila e i 6mila miliardi di dollari,
che lascerebbe molti consumatori senza nulla in tasca. Ne discende una svalutazione
nell'ordine del 60% di tutti i mutui concessi negli ultimi due anni, lasciando le banche a
loro volta senza fiato. Il terzo passo falso coinvolgerebbe il credito al consumo «non
assicurato» (carte di credito, prestiti a breve, ecc), provocando un innalzamento
insostenibile dei tassi praticati alla clientela ordinaria. La serie delle svalutazioni si
scaricherebbe a quel punto sulle «assicurazioni monoline» (società specializzate nella
ri-assicurazione delle obbligazioni municipali e corporate), già in difficoltà in questo
momento.
Nemmeno il tempo di tirare il fiato, ed ecco che il quinto step annuncia il tracollo dei
valori degli immobili commerciali, che si trascina quello di numerose banche di livello
regionale e anche nazionale. A un profano può sembrare che la lista delle catastrofi potrebbe
anche fermarsi qui, ma siamo solo a metà del guado, per Wolf e Roubini. I prestiti concessi
dalle banche ed altre istituzioni finanziarie per i leverage buyouts (fusioni societarie fatte
a credito, stile l'acquisto della Telecom italiana ai tempi di Colaninno e poi di Tronchetti
Provera) diventerebbero fonte di perdite molto consistenti, compromettendone i bilanci. A
catena, andrebbe registrata un'ondata di fallimenti societari (di preferenza tra chi ha bassa
profittabilità e alto indebitamento), provocando un credit default swap da almeno 250
miliardi di dollari.
Il castello di scartoffie che viene anche chiamato «sistema finanziario ombra» (cdo, hedge
funds, «veicoli speciali», ecc) ne uscirebbe minato dall'interno; e non potrebbe neppure
ricevere un aiuto dall'intervento delle banche centrali. Passo 10: collassano più velocemente
i mercati azionari, prosciugando (11) la liquidità nei mercati finanziari (compreso il
prestito interbancario). Tappa finale, il «circolo vizioso» di perdite, riduzioni di
capitale, contrazione del credito, liquidazioni forzate, vendita isterica di asset a qualsiasi
prezzo ribassato.
Non si tratta, spiega Wolf, di una forzatura polemica; ma dello «scenario da incubo» che ha
spinto Bernanke a tagliare i tassi di interesse di 200 punti base in pochi mesi. E ancora non
basta. L'implacabile Roubini risponde anche alla domanda: «questa azione della Fed, alla fine
fine, ci tirerà fuori dai guai?». La spiegazione è altrettanto articolata, ma la risposta
è semplice: «no».
Francesco Piccioni
Fonte: www.ilmanifesto.it
Link: http://www.ilmanifesto.it/Quotidiano-archivio/21-Febbraio-2008/art51.html
21.02.08
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