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Carissimi,
vi abbiamo gia' parlato di questo libro verso la fine dell'anno scorso.
E' piaciuto tanto a tutti e la prima edizione e' andata esaurita molto velocemente. Ora Nuovi
Mondi Media ce ne ha inviate alcune copie e allora siamo contenti di riparlarvi di Tre Tazze
di Te', di Greg Mortenson e David Oliver Relin
E' la storia di un alpinista che voleva andare sul K2 per portare in vetta un braccialetto
della sorellina morta. Ma non ci e' mai arrivato, a soli
600 metri
dalla cima Greg si sente male e viene soccorso da un capotribu' Balti e portato al villaggio
di Korphe, in Pakistan.
Li' passa qualche giorno per riprendersi e vede che i bambini del villaggio non hanno una
scuola, perche' mancano i soldi per pagare l'insegnante e manca anche la scuola.
E allora, quale miglior modo per ricordare la sorellina tanto amata che costruire una scuola
per i bambini di Khorpe?
E poi un'altra e un'altra ancora... fino ad arrivare a 58. Perche' anche cosi' si puo'
sconfiggere il terrorismo... una scuola alla volta.
Riportiamo qui di seguito l'intervista che la giornalista del Venerdi', Lara Crino', ha
raccolto da Greg Mortenson.
Se volete, leggete questo libro: e' un inno alla speranza e un gran racconto...
L'americano che
manda a scuola le figlie dei talebani
di Lara Crino'
Nel
settembre
1993, l
'alpinista americano Greg Mortenson si trovava a soli
600 metri
dalla vetta del K2, nel Karakoram pakistano, quando fu costretto a ridiscendere a valle.
Durante la discesa incontro' un paese non segnato sulle mappe, Korphe. Disidratato e smagrito,
fu accolto nella casa del capo villaggio. A Korphe vide i bambini che studiavano all'aperto,
nel vento gelido, tracciando le addizioni per terra. Negli Stati Uniti, Mortenson lavorava
saltuariamente come infermiere. Non aveva denaro, in certi periodi dormiva in macchina.
Tuttavia, decise che avrebbe costruito una scuola a Korphe e poi nei villaggi vicini. La
storia di come ci sia riuscito, fondando 58 scuole tra il Pakistan e l'Afghanistan e
garantendo l'istruzione a 24mila bambini e bambine, e' al centro della sua autobiografia Tre
tazze di te', scritta con il giornalista David O. Relin, bestseller negli Usa e ora edita da
Nuovi Mondi Media. In Italia ha appena ricevuto il Giglio d'oro del comune di Firenze.
Mortenson ci ha incontrato a Roma, prima di ripartire per il Pakistan. Questo gigante dai modi
gentili, rispettato dai capi tribu' di una delle zone piu' pericolose al mondo, narra il suo
singolare american dream: portare i libri dove il governo Usa semina bombe.
Come decise di costruire una scuola?
Volevo scalare il K2 per onorare la memoria di mia sorella Christa, morta a 23 anni. Quando
arrivai a Korphe, deluso, scoprii c'era un modo piu' sensato di onorarla: dare istruzione ai
bambini di quel villaggio.
In Tre tazze di te' scrive di essere cresciuto in Tanzania, dove i suoi genitori
insegnavano. Ha seguito il loro esempio?
Essere bambino nell'Africa post coloniale degli anni Sessanta e' stato un paradiso. Poi, da
adolescente, al rientro negli Stati Uniti, sono stato contagiato dalla mania del controllo,
dall'ossessione del risultato. In Pakistan ho riscoperto l'intuizione, la pazienza della mia
infanzia africana.
Dove ha trovato i fondi per il progetto di Korphe?
Quando tornai in California, nel 1993, mandai piu' di 500 lettere a personaggi famosi, ma
nessuno rispose. Poi uno dei pionieri di Silicon Valley, il miliardario svizzero Jean Hoerny,
lesse di me su una rivista. Aveva fatto trekking sul Karakoram, conosceva la poverta' dei
balti. Mi chiamo' e mi disse: "Se prometti di non berteli in Messico, ti mando i 12mila
dollari che ti servono". Cosi' ho creato la scuola a Korphe. Morendo, Hoerny ha lasciato
un milione di dollari affinche' creassi una fondazione e costruissi altre scuole.
Le attivita' crescono?
Il budget attuale e' di 800mila dollari l'anno, con molti donatori privati che ci finanziano a
seconda delle loro capacita' economiche. A maggio 2007 tornero' qui, voglio far conoscere il
Central Asian Institute nel vostro Paese. Intanto ho gia' creato una versione italiana (www.tretazzedite.it)
del sito (www.ikat.org).
In questi anni non tutto e' filato liscio. E' stato sequestrato, contro di lei c'e' stata
una fatwa
Fui sequestrato anni fa, per 8 giorni. Mi ero spinto da solo in una zona wazira al confine tra
Pakistan e Afghanistan; i capi locali volevano capire chi ero, poi mi rilasciarono. La fatwa
e' stata emessa da un mullah sciita a cui non piace che le bambine vadano a scuola. Ma gli
altri imam del Pakistan settentrionale hanno scritto a Qom, la citta' santa iraniana, per un
parere. Il responso e' stato che il Corano non vieta l'istruzione delle ragazze: la fatwa e'
stata ritirata, ho la loro benedizione. Ho avuto un processo regolare, al contrario dei
prigionieri talebani nel carcere di Guantanamo.
Lei parla di tolleranza, rispetto. Cosa non sopporta dell'integralismo islamico?
L'integralismo ha a che fare con l'ignoranza piu' che con l'Islam. La violenza sulle donne, il
razzismo e l'odio per me sono insopportabili. Ma non solo in Pakistan, anche negli Usa.
Che rapporti ha con il governo americano?
Il Central Asian Institute vuole restare autonomo dal governo. Il Pentagono mi ha offerto
milioni di dollari per fondare scuole in aree 'strategiche' per il controllo militare, ma ho
detto no. Sa quanto costa l'istruzione di un bambino in Asia Centrale? Circa dollaro al mese.
E a quanto ammonta la spesa militare Usa in Afghanistan nel 2005? 14 miliardi di dollari.
Qual e' stato l'errore piu' grave della presidenza
Bush in Afghanistan?
Svilire l'ONU. Nella mentalita' dei capi locali, l'ONU e' una sorta di super-consiglio tribale
cui si puo' dare ascolto. Agire fuori dall'egida Onu ha delegittimato Bush. Nessun leader ha
il coraggio di dire: ho sbagliato, scusate. E invece sarebbe l'unico passo da compiere. E lo
dico da patriota. Sono stato nell'esercito per anni.
Il suo impegno e' cambiato dopo l'11 settembre?
Non molto. La gente in Asia non mi associa con gli Stati Uniti, ma con cio' che faccio.
Come si rapporta ai governi locali?
Le mie scuole hanno lo stesso programma delle scuole governative pakistane o afgane: un
insegnamento islamico, ma moderato. Con una sola clausola: ogni anno ci deve essere un
incremento del 10% della quota femminile.
Perche' e' importante istruire le bambine?
Come si riduce la mortalita' infantile, come si promuove la democrazia, come si sconfigge il
terrorismo? La risposta e' questa: con l'educazione delle donne. Se legge economisti come
Amayrta Sen, Jeffrey Sachs, o Yunus scoprira' che dicono la stessa cosa: educare una donna e'
educare un'intera comunita'.
Come immagina il futuro?
Se arrivi da ospite in un villaggio dopo l'offerta di tre tazze di te' puoi considerarti parte
della loro famiglia. Ecco, io credo all'idea di un'unica famiglia umana nonostante le
differenze.
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