"Il resto del ddl votato in Senato. Multe
per i giornalisti e ostacoli per i magistrati"
ddl intercettazioni approvato a Palazzo Madama dovesse diventare una legge dello Stato?
tratto da http://www.ilsalvagente.it
del
10 luglio 2010 a firma di Barbara Cataldi
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In attesa degli emendamenti, annunciati ieri dal ministro Alfano al Quirinale,
cosa prevde, in realtà, la "legge bavaglio" approvata al Senato. Cosa cambierà se il ddl
intercettazioni approvato a Palazzo Madama dovesse diventare una legge dello Stato? I punti di maggior rilievo sono due. La prima grande differenza riguarda lo strumento delle intercettazioni nelle
indagini condotte dai pm e realizzate dalla polizia giudiziaria. La seconda è la censura imposta a giornalisti ed editori, con forti limitazioni
alla libertà d'informazione. Chi
può essere intercettato?
Oggi per mettere sotto controllo un'utenza telefonica ci vuole l'autorizzazione
di un magistrato, nel caso in cui stia indagando qualcuno, sospettato di aver commesso un
reato. Con le nuove norme potranno essere intercettate solo le persone su cui pendano
gravi indizi di colpevolezza e solo per alcuni reati: mafia, terrorismo, sequestro di persona,
lo stalking e quelli puniti con più di 5 anni di reclusione, La
durata delle intercettazioni Attualmente i telefoni possono essere messi sotto controllo per tutta la durata
delle indagini preliminari. Con il ddl approvato dal Senato il limite è 75 giorni. Se ci sono
ragioni motivate il pm può chiedere al Gip una proroga di tre giorni in tre giorni. Per i
reati più gravi, si può prorogare per 40 giorni, più altri 20 ancora prorogabili. Le
intercettazioni ambientali
Oggi gli investigatori possono piazzare microfoni in luoghi pubblici e privati,
fino alla fine delle indagini. Con la nuova legge niente più microfoni piazzati in casa o in
auto. Le cimici saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili per altri tre. Norma
transitoria
Le nuove regole se diventassero legge si applicherebbero anche ai processi in
corso. Quindi, se nell'ipotesi dell'accusa di processi già avviati fossero state raccolte
delle prove a carico degli imputati con intercettazioni e registrazioni ambientali
regolarmente autorizzate con le vecchie regole, non avrebbero alcun valore, qualora fossero
fuori dal tetto dei 75 giorni per le prime e dei 3 giorni per le seconde. Silenzio
imposto ai magistrati
Oggi il Pm può andare in tv a parlare dell'inchiesta di cui è titolare. Se il
ddl intercettazioni diventasse legge se lo facesse potrebbe essere sostituito dal capo del suo
ufficio. Niente più telecamere neppure durante i processi pubblici. Oggi basta l'accordo
del giudice che presiede l'udienza in questione. In futuro dovrebbe per registrare
immagini e parole dovrebbe servire l'assenso del presidente della corte d'appello. Censura
ai giornalisti
Attualmente se il giornalista pubblica delle intercettazioni, su cui pende il
segreto istruttorio, rischia un mese di carcere evitabile pagando 281 euro di ammenda. Nessuna
multa è prevista per gli editori. Con le norme future il giornalista non può più pubblicare atti delle inchieste
in versione integrale fino al termine dell'udienza preliminare. Le intercettazioni, invece,
non potranno essere pubblicate né integrali né in forma di riassunto fino al processo. Nel caso in cui infrangesse questa regola il cronista rischierebbe un mese di
carcere evitabile con una multa di 10 mila euro. Gli atti delle indagini, invece, potranno essere pubblicati non tra virgolette
ma solo con un riassunto. Stangata
sugli editori
Per gli editori, invece, ci sarebbe una multa di 300 mila euro se pubblicano
brani testuali di intercettazioni, 450mila euro se si tratta di intercettazioni di persone
estranee ai fatti. Punite
le talpe
Oggi chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto
istruttorio rischia fino a un anno di carcere. Con le nuove norme si arriverà a un massimo di pena
di 6 anni. La
norma D'Addario
Attualmente chiunque può registrare una conversazione di nascosto, come ha
fatto la escort Patrizia D'Addario a Palazzo Grazioli con Berlusconi o come fanno spesso Striscia
la notizia e Le Iene. Con il ddl intercettazioni queste registrazioni sono permesse solo a giornalisti
professionisti e pubblicisti, o se c'è di mezzo la sicurezza dello Stato. Per gli altri carcere da 6 mesi a 4 anni. La
norma salva prete
Oggi se viene intercettato un sacerdote il Pm non ha nessun obbligo di
avvertire le autorità ecclesiastiche. Con le nuove regole il magistrato dovrà avvertire la
diocesi; se l'intercettato è un vescovo bisognerà avvertire la segreteria di Stato vaticana. |
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