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«Mi chiamo Angelo Aquaro...». E giù risate a crepapelle.
«Faccio il giornalista...». Oh oh, ah ah ah!!! Beh, da questo momento in poi la strada è tutta in discesa. «Il
nostro training comincia proprio così» giura l´uomo che si è messo in testa di guarire il
mondo con una risata. «Chiediamo di dire il nome e riderci su. Poi passiamo alla professione.
E poi...». E poi non ci resta che ridere, appunto. No, 60mila persone in sessanta paesi del
mondo non possono sbagliarsi. E la cifra è, ci mancherebbe, ridicolosamente al ribasso. Dice
il dottor Madan Lan Kataria, il medico indiano che sostiene che con 15 minuti di risata al
giorno può curare di tutto, dalla depressione al tumore, che il prossimo obiettivo sono un
milione di adepti in dieci anni. E stavolta non scherza. Il suo «Laughter Yoga» è un
fenomeno in espansione così rapida che il New Yorker ha spedito un reporter fino a Mumbai. E
Time ha indagato quattrocento club negli Usa. Dall´appuntamento dei manager iperindaffarati e
iperstressati all´undicesimo piano di un grattacielo di Times Square, nella Grande mela che
già all´indomani dell´11 settembre aveva importato la tecnica all´Università di New York,
fino al meeting che Heidi Heyns amministra nel French Quarter della New Orleans del dopo
Katrina. Perché lo Yoga della Risata è una realtà terribilmente seria. Che dopo una
partenza balbettante sta prendendo piede anche in Italia.
Gli esperti naturalmente si chiedono se quelle guarigioni siano solo uno dei tanti effetti
placebo che sull´uomo funzionano così bene. Certo: il sorriso benefico non è una novità.
La Laughter Therapy
è riconosciuta nel Dizionario 2002 McGraw-Hill di Medicina come «uso dell´humour per
combattere e curare stress da trauma e sentimenti di perdita». E i meccanismi sarebbero
nascosti nel «rilascio di endorfine», quei neurotrasmettitori prodotti dal cervello che
provocano eccitazione e «favorendo l´ossigenazione del sangue portano alla produzione di
emoglobuline», cioè degli anticorpi. Ma prima ancora era stata
la Humour Therapy
a superare le resistenze degli scettici. E da Aristotele a Henry Bergson sul valore
terapeutico del comico si sono esibiti filosofi di ogni scuola. E allora dove sta la
devastante novità del dottor Kataria?
Semplice: il maestro sostiene che i benefici del buonumore possono essere indotti dalla risata
forzata. Provocata ad arte senza nessuna spiritosaggine. Per questo Kataria parla di Laugther
Yoga: perché ingloba appunto le tecniche della respirazione e della meditazione tipiche dello
Yoga.
Il dottore ricorda ancora il giorno dell´illuminazione nella primavera di 15 anni fa. Il
quattordicesimo figlio di un povero contadino del Punjab aveva giurato che con la sua laurea
in medicina avrebbe riscattato la famiglia. Ma la sua vena creativa - fondò la prima clinica
itinerante di Mumbai, aprì la prima rivista di salute popolare in India - non riusciva a
trovare dimensione. Finché non si imbatté in un americano, Norman Cousins, che sul New
England Journal of Medicine raccontava del valore terapeutico della risata provato su stesso.
«All´improvviso mi si affacciò un´idea: se ridere fa così bene perché non aprire un club
della risata?».
Qui la storia prende quella connotazione bollywoodiana che ha spinto Mira Nair, la regista
di Monsoon Wedding, a realizzare un documentario, The Laughter Club Of India, sul dottore
stravagante. «Mi precipitai nel parco» racconta Kataria «e cominciai a cercare di
convincere quelli che incontravo a ridere insieme a me. All´inizio ridevano, sì, ma su di
me. Finché non riuscii a costruire un primo capannello. E giorno dopo giorno fu un successo
crescente». Col tempo però l´effetto comico svanì. «Una signora si lamentò: pur di far
sorridere, qualcuno aveva cominciato a esplorare i giochetti più sconci. Fu allora che provai
a tirare fuori la risata più finta che abbia mai provato».
«Oh oh, ah ah ah!!!» è diventato da quel momento uno slogan che ha travalicato i confini. E che la sua tecnica funzioni lo giurano le persone più
insospettabili. Dai divi di Hollywood come Goldie Hawn a una pioniera negli Usa come Kik
Williams. «Nel
2006 mi
trovavo in Libano per il matrimonio di un´amica quando Israele lanciò l´attacco contro gli
hezbollah. Lo shock delle bombe, la paura di non farcela, gli amici lasciati in quell´inferno.
Al ritorno avevo di tutto: asma, depressione, sentivo di impazzire e le medicine per superare
quello stress post-trauma mi stavano avvelenando. Scoprii su Internet la scuola di Kataria e
scappai in India». Le medicine nella pattumiera, Kik ha cominciato a diffondere il verbo. «Sono
l´unica ad aver portato la tecnica in carcere, Rhode Island State Prison. Ricordo una signora
ottantenne: aveva dimenticato come si ride da una vita. Cominciammo a ridere insieme: e i suoi
occhi si sciolsero in una risata da bambina».
La profetessa dei Club della Risata in Italia è una delle poche al mondo che possono vantare
un record: è stato Kataria stesso a bussare alla sua casa di Vitinia, Roma. «Avevamo
organizzato un workshop e mi ero permessa di invitarlo». Laura Toffolo, ex manager, racconta
i miracoli della terapia: «Una mia amica giurava di tenere sotto controllo il tumore. Il suo
oncologo non voleva credere ai progressi. E quando lei titubante gli ha raccontato della
terapia quello è scoppiato a ridere: ma fa benissimo, lo sa che la seguo anch´io?».
Anche le vacanze romane del guru sono irrimediabilmente da ridere. «Un giorno in casa aveva
bisogno di asciugare la biancheria in fretta e non sapeva come fare. Ma Kataria è uno che non
si perde d´animo: l´ho sorpreso che quasi cuoceva le mutande su una padella...». Le mutande
in padella?? E lei come ha reagito? «Oh oh, ah ah ah!!!». E già: che bello sarebbe riuscire davvero a curare il mondo
così.
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