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"Cina: 13.000 ricoverati per il latte alla melamina. Sotto accusa anche la Nestlè"  
 Oltre 50.000 bambini intossicati. 104 i casi gravi. Da Hong Kong allarme anche per prodotti 
della multinazionale svizzera, che nega il coinvolgimento.

tratto da http://www.ilsalvagente.it del 22 settembre 2008

Non si ferma, in Cina, l’escalation del latte alla melamina: sono circa 13.000 i bambini dopo aver bevuto il latte contaminato e un caso è stato segnalato ad Hong Kong, dove sono stati anche effettuati controlli su prodotti della multinazionale svizzera Nestlé.

L'agenzia Nuova Cina ha riferito che, secondo il ministero della Sanità, nel paese sono ormai 12.892 i bambini che hanno dovuto essere ricoverati in ospedale dopo avere consumato latte contaminato dalla melamina, una sostanza chimica utilizzata per produrre plastica, colle e fertilizzanti. Mescolata al latte e alle farine, la melamina fa sembrare più alto il valore proteico, ma provoca calcoli e insufficienza renale grave, con danni permanenti e a volte mortali.

In realtà sono quasi 53.000 in Cina i bambini rimasti intossicati e per i quali è stato necessario il trasferimento in ospedale a causa dei malori accusati dopo aver ingerito il latte adulterato: la maggior parte tra essi, per un totale di 39.965, "sostanzialmente si sono ripresi", e sono stati rimandati a casa dopo aver ricevuto "cure e indicazioni terapeutiche", ha precisato un portavoce del ministero della Sanità, mentre gli altri 12.892 restano ricoverati tuttora.

I casi gravi, secondo le fonti ufficiali, sarebbero almeno 104. L '80 per cento dei pazienti ha meno di due anni.

La novità Nestlé

Ma la novità riguarda il coinvolgimento della Nestlé. Finora, infatti, sotto accusa era finita soltanto la Yili , un gigante cinese, invece da Hong Kong è scattato un nuovo allarme, dopo che un giornale locale ha segnalato una possibile contaminazione con melamina del latte Nestlé. Nelle ultime ore alcuni supermercati hanno ritirato dagli scaffali il latte in polvere della multinazionale svizzera, che ha subito sostenuto che il suo latte in polvere elaborato in Cina può essere consumato in tutta sicurezza.

Il colosso svizzero dell'alimentazione ha diffuso un comunicato in cui dichiara che "nessuno dei suoi prodotti in Cina è fatto con latte contaminato".

Un comunicato in Svizzera

Nel comunicato diffuso da Ginevra, la Nestlé dice che gli esami di laboratorio effettuati dalle autorità di Hong Kong sul latte in questione "non hanno rilevato alcuna contaminazione".
Il Centro per la sicurezza alimentare di Hong Kong ha riscontrato, però, la presenza di sostanze pericolose in un altro prodotto Nestlé, un latte usato nel catering. "Dato il basso livello rilevato, il consumo normale non è dannoso per la salute, tuttavia è sconsigliabile somministrare questo prodotto a bambini piccoli", ha riferito un portavoce del Centro.

Un bilancio ancora parziale

Nelle ultime settimane in Cina 4 bambini sono morti dopo aver bevuto latte contaminato da melamina e altre migliaia si sono ammalati di calcoli o insufficienza renale. Ad Hong Kong è stata segnalata la prima vittima della contaminazione al di fuori della Cina continentale, una bambina di tre anni affetta da un calcolo renale dopo aver consumato quotidianamente negli ultimi 15 mesi due o tre tazze di una bevanda al latte della Yili, uno dei tre gruppi caseari cinesi nei cui prodotti è stata trovata la melamina. La bimba dopo la visita è stata dimessa dall'ospedale. "Le sue condizioni sono buone”, secondo una portavoce dell'ospedale Principessa Margaret. Ma l’allarme si allarga.

L’escalation delle notizie precedenti

Si aggrava in Cina lo scandalo del latte in polvere contaminato da melamina, un derivato della plastica e, soprattutto, una sostanza tossica. Oggi è morto un quarto neonato e sono state arrestate altre 12 persone.
Le autorità sanitarie di Hong Kong hanno poi annunciato di aver scoperto melamina anche nel latte liquido delle più importanti società produttrici di prodotti caseari, nei gelati, nello yogurt provenienti dalla fabbrica cinese Yili e di aver chiesto il loro ritiro.

Problemi con l’esportazione

Il governo difende il proprio operato e nega che ci siano problemi legati all'esportazione di latte in altri paesi.
Ma intanto Bangladesh e Corea del Sud stann effettuando test sul latte importato dalla Cina. 
Gli arresti oggi sono arrivati, complessivamente, a 18, tutti nella regione di Shijiazhuang, capitale di Hebei, come ha annunciato la polizia locale.

Il gigante Yili sotto accusa

Il Centro per la sicurezza alimentare (Cfs) di Hong Kong ha scoperto la presenza di melamina in 8 dei 30 prodotti del gigante cinese Yili e chiesto di toglierli dal commercio. "Abbiamo chiesto all'importatore di far cessare la vendita dei prodotti e di ritirare tutti quelli già in vendita a Hong Kong", ha detto Constance Chan, responsabile del centro, in una conferenza stampa.
"Chiediamo al pubblico di non consumare i prodotti di questa marca", ha aggiunto Chan. Yili, che è stato uno sponsor ufficiale dei giochi olimpici di Pechino, figura tra le 22 compagnie incriminate dalle autorità cinesi.

Controlli estesi al bestiame

Secondo l'agenzia ufficiale Nuova Cina i controlli saranno estesi all'alimentazione per il bestiame. Intanto le autorità stanno tentando di arginare le possibili preoccupazioni legate alle esportazioni di latte in polvere contaminato verso 5 paesi in via di sviluppo e la Corea del Sud, affermando che nessun problema è stato registrato in quei paesi.

Il governo aveva annunciato nei giorni scorsi che Yemen, Bangladesh, Birmania, Gabon e Burundi hanno importato latte da due aziende cinesi i cui prodotti risultano essere stati contaminati. Jiang Yu, la portavoce del ministro degli esteri, ha detto oggi in un briefing con la stampa che ''sebbene non ci sia stata alcuna reazione negativa, l'organismo per il controllo della qualità ha chiesto alle società interessate di attivarsi per ritirare i prodotti''.

Sempre oggi anche l'ente sudcoreano per il controllo dei cibi e dei farmaci ha detto che si stanno effettuando test sui prodotti contenenti latte provenienti dalla Cina. I risultati saranno noti la prossima settimana: ''Noi prevediamo che i prodotti non contengano melamina, ma, se risulteranno contaminati, saranno ritirati'': ha detto un funzionario.