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Sabato
23 maggio sono andata a visitare Villa Nobel a Sanremo. Quando sono arrivata, nel salone
principale, era in corso un incontro sul Lupus Eritematoso Sistemico (LES), che e' una
malattia subdola, per certi versi ancora misteriosa e per fortuna piuttosto rara, che colpisce
soprattutto le donne, e che in Italia, dal 2006, e' stata classificata come malattia cronica e
invalidante.
Dopo
aver ascoltato alcune battute dell'incontro, ho preso con me una copia di "Icaro",
la rivista del "Gruppo Italiano LES" per portarla a un'amica medico. Ma, nel darle
una scorsa, mi sono imbattuta in un articolo che ho trovato interessante e inquietante; esso
infatti richiama l'attenzione in modo documentato sul fatto che le lampadine fluorescenti
compatte -LFC-(note come lampadine a basso consumo energetico), considerate un toccasana per
l'ambiente, provocano invece ulteriori gravi danni alle persone affette dal LES o da altre
malattie (o disturbi) quali, per esempio, l'autismo, l'epilessia e l'emicrania.
Istintivamente
mi e' sembrato giusto dedicare le mie noterelle di inizio giugno a questo problema, anche
perche' forse c'e' ancora un qualche margine di intervento presso l'Unione Europea, e cosi'
riproduco di seguito l'articolo in questione; si tratta della traduzione italiana di un
appello che, come si legge nell'introduzione, e' stato "lanciato da David Price,
coordinatore della Spectrum Alliance, (http://www.spectrumalliance.org.uk),
nell’ambito della piu' vasta campagna di sensibilizzazione in Europa sulle conseguenze sulla
salute originate dall’uso di questo genere di illuminazione". Lo posso riprodurre col
gentile permesso della Presidente del "Gruppo Italiano LES", Maria Teresa Tuccio. La
quale fa anche sapere che chi fosse interessato a mettersi in contatto col gruppo puo'
rivolgersi ad Augusta Canzona, vicepresidente del "Gruppo Italiano LES", scrivendole
a questo indirizzo: lupusroma@virgilio.it.
Ecco
dunque l'articolo che si trova nella rivista "Icaro" n. 57/maggio 2009, p. 55 ss. e
che nella sua veste originale si puo' leggere anche a questo indirizzo: http://www.lupus-italy.org/icaro/index.html.
(Oltre ai titoli dei paragrafi gia' in grassetto nel testo originale, mi sono permessa di
evidenziare anche altre parti. I numeri tra parentesi rimandano alle note che consistono in
link che pero' non sono attivi nella nostra versione. Chi e' interessato a risalire alle
fonti, puo' servirsi dunque del link dell'articolo riportato sopra).
UE: DAL BANDO DELLE LAMPADINE A INCANDESCENZA ALLA PERICOLOSITA' ACCERTATA DEI DISPOSITIVI A
BASSO CONSUMO LAMPADINE A BASSO CONSUMO ENERGETICO: QUALI RISCHI PER
LA SALUTE
?
L’Europa e
la Gran Bretagna
pianificano la totale messa al bando delle lampadine a incandescenza ma questo significhera'
sofferenze e totale esclusione sociale per le persone con problemi di fotosensibilita'.
Si tratta delle persone con patologie quali Lupus, forme di dermatite o eczema,
elettrosensitivita', autismo, epilessia, emicrania, alcuni tipi di porfiria, e molte altre
ancora che possono soffrire gravi e dolorose reazioni all’illuminazione a basso
consumo.
Come
sappiamo, entro settembre 2012 saranno messe al bando in tutta l'Unione Europea le lampadine a
incandescenza per fare spazio a quelle a minor consumo energetico. Lo hanno deciso gli esperti
degli Stati membri che hanno approvato - come parte della Direttiva Ecodesign dei Prodotti che
Consumano Energia (EuP) – una proposta di regolamento della Commissione volta a eliminare
dal commercio gradualmente le lampadine tradizionali a partire dal 2009 per terminare alla
fine del 2012. Da settembre 2009 non saranno piu' in vendita le vecchie lampadine
incandescenti da 100 watt, stessa sorte per quelle da 75 watt a partire dal 2011 e per le
lampadine a incandescenza da 40 e 25 watt dal 2012.
Secondo
questa proposta di regolamento, che deve essere ancora approvato dal Parlamento europeo, i
consumatori potranno ancora scegliere tra le lampadine fluorescenti compatte a lunga durata
oppure le lampade alogene efficienti che forniscono la stessa qualita' di luce dei bulbi
incandescenti con risparmi energetici tra il 25% e il 50%.
Le lampade fluorescenti compatte (LFC), la piu' diffusa tipologia di lampade a basso consumo
oggi presente sul mercato, presentano purtroppo tre principali problemi: le radiazioni
elettromagnetiche, il mercurio e le radiazioni UV.
Radiazioni Elettromagnetiche
Misurazioni eseguite dimostrano che le LFC generano potenti campi elettromagnetici a poca
distanza dalla sorgente, fino ad un metro di distanza (1). Il centro indipendente di ricerche
francese CRIIREM (Centre de recherche et d´information sur les rayonnements e'lectromagne'tiques)
sconsiglia pertanto di utilizzare lampadine a basso consumo energetico a brevi distanze, come
ad esempio per illuminare i comodini delle camere da letto o le scrivanie (2). La messa al
bando delle lampadine ad incandescenza portera' quindi ad un aumento delle persone sottoposte
ad alti livelli di radiazioni elettromagnetiche.
Esistono, inoltre, indicazioni che il campo elettromagnetico generato dalle LFC puo' viaggiare
all'interno dei cavi elettrici esponendo le persone alla cosi' detta “elettricita' sporca”
in tutta l'abitazione. Uno studio pubblicato nel giugno del 2008 dall'American Journal of
Industrial Medicine segnalava che questa elettricita' sporca aumenta di 5 volte il rischio di
contrarre il cancro (3). L’effetto dannoso dell'elettricita' sporca e' stato evidenziato
anche dalle ricerche condotte dalla ricercatrice canadese Marta Havas (4).
Le lampade alogene a basso voltaggio (12V) possono anch’esse essere dannose a causa del
campo elettromagnetico generato dal trasformatore. Cio' succede in particolare con le
radiazioni emesse dai “trasformatori elettronici” che possono contaminare anche le
condutture generando elettricita' sporca.
Le lampade alogene a 220 V non hanno invece questo effetto.
Mercurio
Le LFC contengono da
3 a
5 mg di mercurio, una sostanza estremamente tossica per il cervello, il sistema nervoso, i
reni ed il fegato. Sebbene si dica che le LFC hanno un basso contenuto di mercurio, questo
quantitativo e' piu' che sufficiente a causare seri danni alla salute. In modo particolare
sono a rischio le donne in stato di gravidanza ed i bambini piccoli, poiche' il mercurio
influisce sullo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del feto e del neonato.
Valutazioni eseguite dimostrano che quando una lampadina a basso consumo si rompe i vapori di
mercurio si diffondono e le emissioni superano di gran lunga i livelli di sicurezza per
svariate settimane dalla rottura (5). Le lampadine che non vengano smaltite correttamente
potrebbero rompersi nei camion della spazzatura, diffondendo i vapori di mercurio sulla citta',
o finire nelle discariche dove il mercurio puo' contaminare aria, acqua e suolo. Di
conseguenza, la messa al bando delle lampadine ad incandescenza ed il conseguente aumento
dell’utilizzo delle LFC portera' centinaia di chilogrammi di mercurio direttamente nelle
nostre case e nelle nostre strade.
Radiazioni-UV
Le LFC senza il doppio guscio protettivo (ed anche alcuni tipi di lampade alogene) emettono
radiazioni UV-B e tracce di UV-C. E' ben noto che questo tipo di radiazioni sono dannose per
la pelle (i.e. tumore della pelle) e per gli occhi (i.e. cataratta). Diversi studi, infatti,
dimostrano che le lampade fluorescenti aumentano il rischio di contrarre tumori della pelle
(6).
La British Association of Dermatologists sostiene che le persone che soffrono di alcune
malattie della pelle o che sono sensibili alla luce accusano un aggravamento dei loro sintomi
in conseguenza dell’uso di lampadine a basso consumo energetico (7). Perfino individui senza
problemi cutanei preesistenti possono sviluppare sul viso sintomi allergici e/o lesioni simili
alle ustioni da sole (8).
La protezione supplementare del doppio guscio sulle LFC puo' circoscrivere il problema delle
radiazioni UV, ma fintantoche' saranno vendute LFC senza doppia protezione, le razioni UV
continueranno ad essere un alto fattore di rischio.
Ulteriori problemi
Altri problemi correlati all’uso delle LFC comprendono il tremolio della luce -- che puo'
provocare mal di testa, affaticamento della vista e problemi di concentrazione (9) -- e
l’alta percentuale della componente blu della luce che, come e' risaputo, diminuisce la
produzione di melatonina, che a sua volta puo' causare disturbi del sonno, tumori, attacchi di
cuore, ecc.
Testo
tratto da www.aduc.it/dyn/
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