"Heinrich Kremer: la rivoluzione silenziosa
della medicina del cancro e dell'Aids"
esistenti e che sia importante che i medici e terapeuti veramente interessati alla salute
delle persone ne vengano a conoscenza.
a cura di: Controinfoaids tratto da
http://www.comedonchisciotte.org
del 17 maggio 2008
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Ho
conosciuto il Dr. Kremer, ci dice Antonio Tagliati, a Barcellona nei corsi organizzati dal
centro di informazione su AIDS, tumori e salute C.O.B.R.A. Spagna (Centro Oncologico Biologico
di Ricerca Applicata), ora PLURAL-21. Il
centro COBRA è nato in Francia fondato dal Dottor Beljanski per sperimentare terapie di
sostegno per la protezione delle cellule sane in pazienti sottoposti a chemioterapia, al fine
di limitarne gli effetti collaterali. A
Barcellona si era costituito un gruppo di appoggio per pazienti che utilizzavano questi
metodi, sia nel cancro che nell'AIDS. Si sono registrati casi di pazienti che utilizzando solo
le terapie di sostegno senza la chemioterapia hanno sperimentato guarigioni
"inspiegabili". Mentre COBRA Francia si è limitata ad approfondire e sviluppare gli
studi del Dottor Beljanski, COBRA Spagna ha allargato il campo delle sue ricerche, e ora ha
cambiato nome in PLURAL-21. Il
Dr. Kremer è intervenuto al congresso di Ginevra del 1988 assieme alla Dr.ssa Papadopulos. Le
loro proposte di intervento sono state accettate perché considerate rigorosamente
scientifiche. Ma il loro intervento è stato programmato alle ore 22 del primo giorno, dopo
l’inaugurazione e la cena. Presenze: 50 persone. Pensiamo
che il Dr. Kremer abbia svolto il lavoro sul cancro e AIDS più minuzioso ed esatto fra quelli
esistenti e che sia importante che i medici e terapeuti veramente interessati alla salute
delle persone ne vengano a conoscenza. Chi
è il Dr. Heinrich Kremer Nato
nel 1937 1958-65
studia Medicina 1965
Dottorato in Medicina 1966-68
Medico ausiliario 1968
Dottorato in psichiatria e neurologia 1966-70
Studia Sociologia, Psicologia e Politologia nella Libera Università di Berlino 1968-79
Responsabile medico di terapia sociale per tossicomani e persone con trascorsi gravi per
problematiche relative alla sessualità ed alla personalità nel carcere di Berlino-Tegel (progetto
pilota del governo federale tedesco per la riforma del regime penitenziario). 1979-80
Professore, perito e capo di progetto di medicina sociale a Berlino e Bassa Sassonia 1981-88
Direttore medico della clinica specializzata per tossicomani della regione di Berlino, Brema,
Amburgo, Schleiring-Holstein e Bassa Sassonia. Specialità principale: riabilitazione
psicosomatica, ricerca clinica basica e profilassi di infezioni. Nell’ottobre
'82 effettua la prima prova clinica del vaccino dell’epatite B. Settembre la prima prova
clinica in Germania dei test di anticorpi del HIV 1988
si dimette per disaccordo sulla politica per le droghe e l’AIDS dal
1988 Perito, professore e redattore indipendente in medicina sociale. Ricerche su droghe e
AIDS e medicina dell’AIDS 1995-99
Membro del “gruppo di studio su immunità e nutrizione diretto dal Dr. Alfred Hassig. Elenchiamo
qui di seguito le tappe principali della sua ricerca scientifica nel campo del cancro e
dell'AIDS. A
PROPOSITO DEL CANCRO Le
ricerche scientifiche più recenti del Dr. Kremer indicano che i pazienti con neoplasie in
corso presentano una carenza sistemica di cisteina e glutatione, frutto dell’eccessiva
metabolizzazione di cisteina e glutatione e/o di un insufficiente assorbimento di cisteina e/o
del disturbo della sintesi della cisteina dalla metionina a livello epatico, e/o del disturbo
della sintesi del glutatione (di origine tossica/tossico-farmacologica a causa di un gran
numero di sostanze). L’organismo
è affetto da una carenza eclatante di protoni liberamente convertibili. Nelle condizioni
della nostra civiltà odierna, l’organismo deve smaltire più di 60 000 sostanze tossiche
attraverso il sistema del glutatione. L’oncogenesi può essere il risultato di una carenza
di glutatione, per cui la capacità di riserva della catena di respirazione dei mitocondri,
finalizzata alla produzione di ATP, si abbassa in maniera strisciante e scende al di sotto di
un determinato valore critico e l’ossigeno non è più essere disponibile per la produzione
di energia (apparente carenza di ossigeno, pseudo-ipossia). I
frammenti arcaici di genoma nel DNA del nucleo cellulare fungono, in questo caso da memoria
della carenza protonica, per cui dal punto di vista genetico e supergenetico viene attivata
una reazione di controregolazione estremamente complessa. L’interazione reciproca con i
mitocondri è bloccata e dopo la divisione, le cellule non sono più in grado di ripristinare
lo status anteriore e rimangono imprigionate nel ciclo di divisione. Le cellule tumorali così
trasformate però non sono nemmeno in grado di giungere all’apoptosi, poiché questa
richiederebbe l’apertura dei canali mitocondriali, che a causa del processo di forte
controregolazione della sintesi di NO rimangono chiuse. Il
processo di trasformazione delle cellule in cellule tumorali è ora spiegabile! Il
cancro è quindi il risultato della riattivazione prolungata del programma genetico e
energetico arcaico; si tratta cioè di una regressione e non di una mutazione casuale di tipo
“maligno”, ipotesi finora privilegiata. Dal punto di vista dell’evoluzione dei processi
nella simbiosi cellulare, ora è per la prima volta possibile spiegare la trasformazione delle
cellule tumorali e influire positivamente, poiché le leggi della co-evoluzione sono stati per
la prima volta spiegati dal Dr. Kremer. Il
60-70% della popolazione in Germania richiede ormai terapie di tipo biologico, senza chimica,
bisturi o radiazioni. Nella prassi ciò ha condotto ad un approccio disordinato, caotico e
razionalmente incontrollabile dei diversi interventi terapeutici che spesso culminano in
azioni multiple più o meno sensate. Ciò dimostra che la maggior parte delle terapie non è
basata su un approccio sensato, logico e coerente, proprio in virtù del fatto che si ignorano
i meccanismi di azione, i dosaggi, le combinazioni possibili, le interazioni e gli effetti
clinici. Questa situazione ha provocato forti incertezze nella maggior parte dei medici che si
occupano solo a margine dell’oncologia biologica, ma anche dei pazienti che spesso ottengono
consulti terapeutici diametralmente opposti. Un
approccio terapeutico logico e coerente presuppone la conoscenza della dinamica
dell’oncogenesi. Queste conoscenze sono oggi disponibili, grazie alle ricerche scientifiche
del Dr. Kremer. Finora dominava la convinzione che le cellule tumorali fossero il risultato di
certe mutazioni casuali dei geni nel nucleo delle cellule con il risultato della divisione e
replica incontrollata delle cellule stesse. Non era però possibile spiegare perché le
cellule tumorali producono la propria energia prevalentemente senza consumare ossigeno e perché
le cellule tumorali non vengono eliminate dalle cellule immunitarie. Oggi
sappiamo che questi processi trovano la loro spiegazione nell’evoluzione delle cellule
dell’organismo umano; come in tutti gli organismi pluricellulari, anche le cellule umane
presentano un doppio genoma e un doppio metodo per la produzione di energia. Per proteggere la
parte più antica del genoma, sensibile all’ossigeno, durante il processo di divisione tutte
le cellule attivano il meccanismo anaerobico di produzione energetica. Dal punto di vista
bioenergetico, questo ritmo alternato è comandato da una miscela di gas monossido di azoto e
perossido, processo soggetto ad una decisa regolazione contraria da parte del sistema del
glutatione, contenente lo zolfo. La
maggior parte dei tumori è di origine ambientale! Nelle
cellule tumorali questa dinamica bioenergetica alternata è bloccata e, dopo la loro
divisione, le cellule non sono più in grado di ripristinare il normale ciclo di respirazione
aerobica. Ricerche recenti, effettuate su più di 40.000 coppie di gemelli, hanno confermato
che la maggior parte dei tumori ha la propria origine a livello ambientale e che le mutazioni
genetiche sono quindi di natura secondaria. Un ruolo decisivo in questa fase è attribuibile
all’esaurimento documentato del sistema del glutatione, che nelle condizioni della nostra
civiltà moderna è continuamente impegnato a smaltire più di 60.000 sostanze tossiche. Il
fatto che la carenza di glutatione blocca anche la sintesi del gas citotossico monossido di
azoto nelle cellule immunitarie e non, ma anche nelle cellule tumorali e nelle metastasi,
spiega perché le cellule tumorali sono immunoresistenti. Su
questi risultati di ricerca si innesta la terapia di ripristino biologica sviluppata dal Dr.
Kremer. A
PROPOSITO DELL'AIDS Quando
nel 1984 escono i primi test HIV e il suo ospedale deve sperimentarli, analizza il
funzionamento del test e lo ritiene non specifico. Esprime i suoi dubbi al Ministero della
Sanità ma non viene ascoltato e gli viene confermato l’obbligo di utilizzarlo. Accetta a
patto che il test sia anonimo. Prepara quindi le provette numerate col sangue dei pazienti e
aggiunge altre provette numerate col sangue suo e dei medici dell’ospedale. Mentre non tutti
i pazienti risultarono positivi, sia lui che tutti i medici risultarono positivi. Tutti erano
stati sottoposti al vaccino dell’epatite B come categoria a rischio dato che operavano in un
ospedale per tossicodipendenti, e ciò era sufficiente a produrre abbastanza anticorpi da dare
positivo al test. Si rifiuta quindi di applicare un test chiaramente falso ai suoi pazienti,
tanto più che ciò rappresenta una condanna a morte con pesanti conseguenze sui livelli di
stress e quindi sullo stato psicofisico. In più rifiuta di somministrare farmaci altamente
tossici a persone che invece avevano bisogno di trattamenti per stimolare la rigenerazione
cellulare, soprattutto per danni epatici. Si
licenzia e fa una previsione: nelle carceri tedesche (l’unico posto in cui le persone
vengono sistematicamente testate all’HIV all’entrata e all’uscita) non ci sarebbe
stata nessuna sieroconversione, nonostante la presenza di ventimila tossicomani che scambiano
siringhe e hanno rapporti sessuali non protetti. Dopo
10 anni tale previsione venne confermata. Nonostante numerosi contagi di epatite e malattie
veneree, non ci furono sieroconversioni per “l’HIV”, tutti coloro che erano negativi
all’entrata del carcere lo erano all’uscita. Ciò
fu la conferma che gli anticorpi che dànno risultato positivo ai test HIV sono endogeni,
indicano uno stato di metabolismo personale, non trasferibile perché si è formato nel tempo
e che può essere o no patologico (La dottoressa Papadopulos del Real Perth Hospital elenca
78 situazioni che possono produrre un test HIV positivo fra cui per esempio avere avuto molti
parti). Perciò, per capire se la persona è o no in uno stato patologico bisogna
analizzare altri parametri per capire il reale stato del metabolismo. I fattori che possono
provocare una destabilizzazione della salute sono cumulativi e possono essere di origine
tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale e psicologica. I danni provocati da una falsa
diagnosi mortale sono stati enormemente sottovalutati: dieci o quindici anni di aumento di
tensione, rifiuto e paura chiaramente influiscono sulla salute di una persona almeno quanto
una epatite cronica o subcronica trascurata per anni. Stabilito
cosa non è l’AIDS comincia la ricerca di cosa è. Nel '95 comincia la
collaborazione col Dr. Hassig, immunologo svizzero, ex direttore della Croce Rossa svizzera
per la raccolta e distribuzione di sangue, e fondatore del “Gruppo di studio su immunità e
nutrizione”. L’articolo di Hassig, Kremer e altri “Patologia della immunosoppressione
negli stati ipercatabolici” (vedi al sito http://digilander.iol.it/controinfoaids oppure
il testo " 1980 - 1999: quella sporca storia dell'AIDS - Un virus mai isolato - Una
epidemia inventata - Una strage causata da farmaci e pensieri di morte", Reprint N. 13,
Ed Andromeda, Bologna 1999) pone la prima base importante: si analizza a livello cellulare
la reazione di stress e si comparano le alterazioni metaboliche negli stati di shock
traumatico, malnutrizione e AIDS trovando analogie importanti, pur senza riuscire a spiegare
tutti i sintomi e le alterazioni dei parametri dell’AIDS. Ciò
può avvenire solo dopo il '98, quando gli studi di Furchgott e Ignarro ricevono il premio
Nobel: si tratta dell’analisi della funzione del gas ossido di azoto (NO) nel metabolismo.
In particolare Kremer focalizza la sua attenzione sulla attività del NO nella modulazione
dell’immunità cellulare. Contemporaneamente studi della Stanford University confermano che
la popolazione di linfociti TCD4 è composta di due sottogruppi Th1 e Th2. Il gruppo Th1
produce NO per svolgere la funzione di immunità cellulare e in un secondo tempo il gruppo Th2
migra dal sangue verso i linfonodi e il midollo osseo per stimolare la produzione di anticorpi
da parte dei linfociti B. La quantità di Th1 e Th2 sono inversamente proporzionali. In caso
di stress cellulare cronico si ha una soppressione permanente del gruppo Th1 per meccanismi di
controregolazione e questo determina il cosidetto “quadro AIDS”: •
scarsa immunità cellulare (patologie da virus, micobatteri, funghi e parassiti intracellulari)
•
elevata attività di immunità umorale (esclusione esplicita di malattie batteriche, in
adulti, dall’elenco ufficiale delle malattie caratteristiche dell’AIDS), e nello
stesso tempo, •
produzione di anticorpi sufficientemente alta da far scattare positivo il “test HIV”
ingannevolmente costruito da Gallo, cho non ha mai isolato il virus (le foto che mostra sono
sempre di una parete cellulare con qualcosa che sgorga) e ha preso proteine endogene e le ha
definite virali (ciò è spiegato nell’ottimo lavoro della Dr.ssa Papadopulos) •
Limitata presenza di linfociti T4 nel sangue che non è dovuta alla loro distruzione da parte
del fantamatico “virus HIV” che nessuno ha visto (all’entrata del congresso di
Ginevra nel '98 c’era un grande cartello con una taglia di £. 50milioni per chi avesse
portato la dimostrazione che qualcuno aveva isolato il virus HIV, premio andato deserto)
ma dal fatto che i Th2 non sono presenti nel sangue e quindi non sono misurabili. Il
fatto importante è che tutti i “sintomi AIDS” si possono spiegare come uno squilibrio
endogeno trattabile con medicine non tossiche e che, soprattutto, non rappresenta una
“minaccia mortale incurabile” da trattare con medicinali tossici ritenendo che sia il male
minore. Diventa
quindi chiaro che il trattamento deve orientarsi a un recupero di questo equilibrio Th1-Th2.
Lo studio della Standford University lega questo equilibrio alla presenza di glutatione
ridotto come protezione delle fasi della catena respiratoria dei mitocondri. I
mezzi per riottenere questo equilibrio cellulare possono essere molti, una volta ottenuta la
comprensione di base di ciò che sta succedendo a un sieropositivo. Può
essere semplicemente un falso positivo perché il suo metabolismo produce un numero di
anticorpi maggiore della norma ma essere sano, o effettivamente si è in presenza di un certo
tipo di squilibrio. Si tratta, perciò, attraverso una corretta anamnesi e una corretta
interpretazione dei parametri di analisi, di individuare i fattori che hanno portato a questo
squilibrio che possono essere di natura tossica, da infezione, traumatica, nutrizionale o
psicologica. Una
visione corretta porta anche a comprendere il trattamento necessario per quella persona che può
essere diverso ma equivalente a seconda della disciplina che il terapeuta pratica. I
trattamenti che si stanno facendo negli ospedali a base di antivirali e inibitori di proteasi (questi
ultimi creati per fermare la sepsi in caso di shock traumatico o grandi ustioni)
funzionano solamente sopprimendo i sintomi. Le dosi sono state ridotte negli anni per limitare gli effetti tossici (secondo
i dati del Ministero della Sanità italiano il primo calo di mortalità avviene semplicemente
con la riduzione di AZT da 1500 mg a 500 mg al giorno, il secondo calo di mortalità con
l’introduzione degli inibitori di proteasi). I pazienti, vedendo diminuire i sintomi,
prendono sicurezza e diminuiscono lo stress psicologico ottenendo una stabilizzazione della
salute, anche perché viene detto loro che ormai l’AIDS è stata trasformata in una malattia
cronica con cui si può convivere, ma a caro prezzo: se i cocktails possono fermare uno stadio
acuto a lungo andare risultano ugualmente tossici provocando la morte della persona. Secondo Per
ottenere la guarigione bisogna reinstaurare l’equilibrio di base. In questi ultimi 2-3 anni il Dr. Kremer ha analizzato le scoperte fatte nei principali
istituti di ricerca nel mondo e ha riunito informazioni isolate per ottenere questa
comprensione. Ogni medico e terapeuta le potrà poi utilizzare e confrontare con la sua
esperienza e tipo di approccio. Le
scoperte che sono alla base della ricerca sulla simbiosi cellulare negli ultimi 15 anni
confermano il paradigma della naturopatia. La
vita cellulare avviene sul confine tra la fase solida (macromolecolare) e la fase fluida
(liquida e gassosa). L'ampiezza quantodinamica del campo dei biofotoni autoorganizzato di
tutti i sistemi cellulari umani si modula attraverso l'equilibrio nel flusso tra differenze di
fase, di alta fluidità e di bassa fluidità. Queste ultime determinano le condizioni di
ossido-riduzione nella complessa rete delle simbiosi cellulari ecto-, endo-, e mesodermali e
del mesenchima (tessuto fondamentale), la produzione di energia cellulare per fermentazione o
per ossidazione governata dal potenziale redox, così come le espressioni genetiche per la
biosintesi e per la divisione cellulare, che senza eccezione dipende dalla condizione redox. Fonte: http://digilander.libero.it/controinfoaids/
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