|
CORRISPONDENTE
DA NEW YORK
«Amo l’America e per questo ne metto in luce i difetti». Michael Moore parla del suo
ultimo film Sicko alla vigilia del debutto in Italia, distribuito da 01, spiegando la scelta
di denunciare il sistema sanitario Usa «per mettere in risalto come l’Europa abbia modelli
migliori». Ma ha qualcosa da dire anche sulla sanità italiana: «Le vostre falle dipendono
dalla carenza di fondi pubblici, Sabina Guzzanti dovrebbe farne un film».
Come è nato «Sicko»?
«Ho iniziato chiedendo attraverso Internet alla gente di raccontarmi le loro esperienze. Ho
ricevuto 25 mila email. Sono rimasto scioccato da molti racconti, la cosa che più mi ha
colpito è che le cose peggiori sono capitate a chi possiede l’assicurazione, alle famiglie
della classe media che pensavano di essere al sicuro ma poi si sono accorte che
l’assicurazione non pagava i conti di ospedali e dottori».
Perché sottolinea l’esodo degli americani verso il Canada per curarsi, quanto è
grande questo fenomeno?
«Una donna mi ha segnalato il fenomeno, siamo andati a vedere lungo il confine e ci siamo
accorti che riguarda una moltitudine di americani in cerca di cure. I canadesi non sono molto
contenti del film, adesso temono un’invasione».
Il film accusa tanto i democratici quanto i repubblicani di non sapere o volere
riformare la sanità. Ritiene dunque che l’America sia senza speranza?
«Riformare il sistema sanitario pubblico è possibile fino a quando l’America resterà una
democrazia. Il popolo può chiedere le leggi adatte. Ma il 70 % della gente è contro la
guerra in Iraq e siamo ancora lì. Ciò che il popolo vuole conta poco...».
Eppure il candidato democratico John Edwards afferma che se sarà presidente garantirà
ad ogni cittadino la totale copertura sanitaria. Gli crede?
«Edwards vuole anche mantenere le compagnie di assicurazione e io sono contrario. Le
assicurazioni private devono essere abolite».
Perchè?
«Non si può ragionare in termini di profitto quando c’è in gioco la salute. Le
assicurazioni puntano a fare profitti sulla salute: è una contraddizione».
Come sostituirle?
«Con un sistema sanitario pubblico per tutti i cittadini, capace di garantire una copertura
totale. Senza eccezioni».
Nel film indica come esempi i modelli francese e britannico ma in Europa è
la Scandinavia
ad essere considerata la migliore. Perché non lo ha detto?
«Gli scandinavi, sopratutto i norvegesi, sono i migliori del mondo. Ma l’Oms considera
la Francia
la prima e l’Italia la seconda. Ho scelto
la Francia
per sorprendere gli americani. Non avrebbero mai creduto a un film che racconta come in
Norvegia a chi soffre alcune particolari malattie vengono offerte due settimane alle Canarie,
spa inclusa.
La Norvegia
è una nazione incredibile: chi commette il crimine più orrendo subisce un massimo di 21 anni
di prigione. Ma ha i più bassi tassi di mortalità infantile e criminalità del Pianeta. Le
loro soluzioni sono le più sane».
Sicko è in arrivo in Italia, dove il sistema sanitario pubblico è spesso criticato.
Suggerisce agli italiani di andare a farsi curare in Francia?
«I francesi si lamentano della loro sanità pubblica, come italiani e canadesi, ma siete
tutti dei gran viziati. Guardando all’Europa con gli occhi americani si rimane a bocca
aperta, da voi la società si occupa dei singoli, da noi no».
Qual è la differenza fra i sistemi europeo e americano?
«Voi ritenete che sia diritto di ogni malato vedere un dottore mentre da noi conta solo chi
può pagare. Si pensa a se stessi, la salute altrui non interessa. Voi credete di essere tutti
nella stessa barca mentre da noi prevale l’idea che ognuno fa per sè e gli altri poco
importano. L’America deve liberarsi da questo individualismo».
Che opinione ha del sistema sanitario in Italia?
«Avete molte falle. Sta agli italiani decidere cosa fare per porvi rimedio. A mio avviso il
problema non è nel sistema sanitario vero e proprio, la cui idea di base è molto buona, ma
nel fatto che continuate a eleggere governi che distolgono denaro. E’ la grave carenza di
fondi pubblici che causa l’assenza di dottori, laboratori, macchinari moderni».
La scelta di portare alcuni soccorritori dell’11 settembre a curarsi a Cuba le ha
attirato dure critiche. Cosa risponde?
«Mi attaccano perché
svelo qualcosa di molto imbarazzante: un bambino nato a Cuba ha più possibilità di arrivare
al primo compleanno rispetto a un coetaneo americano».
I repubblicani l’hanno accusata di dimenticare che a Cuba i registi come lei
finiscono nelle galere di Castro...
«In America vi sono
oltre due milioni di persone in prigione, più di ogni altro Paese del mondo. In America c’è
una odiosa discriminazione razziale. In America vi sono talmente tante e gravi violazioni dei
diritti umani che per me, come americano, è molto difficile mettere all’indice violazioni
che avvengono in altri Paesi, come Cuba. Come suggerisce Gesù, dobbiamo prima guardare a noi
stessi».
Molti liberal la considerano un idolo delle battaglie per i diritti civili mentre
altrettanti conservatori la disprezzano. La cosa le piace o le provoca fastidio?
«Vorrei essere amato
da tutti».
Cosa vorrebbe dire a chi la disprezza?
«Andate a vedere i miei film. Chi mi odia non li ha mai visti, ha solo creduto alla
propaganda di destra. Sono convinto che anche chi è in disaccordo con me una volta visti i
miei film si renderà conto che amo l’America, e per questo denuncio ciò che non va».
Farà mai un film sull’Europa, ad esempio sul paragone fra la sanità italiana e
norvegese?
«No, deve essere il
vostro Michael Moore a farlo. E lo avete in Sabina Guzzanti».
|