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"Influenza A: i rischi del vaccino"
È tutto pronto per la vaccinazione di massa contro l’influenza AH1N1, che imperversa su giornali e tv senza 
sosta dalla scorsa primavera. I primi due vaccini ad essere autorizzati in Europa sono stati quelli prodotti da 
Novartis e GlaxoSmithkline.
Ma cosa contengono questi vaccini? E quali sono i possibili rischi per la salute?
 tratto da http://www.aamterranuova.it del 30 ottobre 2009 a firma di Beatrice Salvemini

L’obiettivo del Ministero della salute in Italia è di vaccinare 40 milioni di persone. Ma cosa contengono questi vaccini? E quali sono i possibili rischi per la salute?

È tutto pronto per la vaccinazione di massa contro l’influenza AH1N1, che imperversa su giornali e tv senza sosta dalla scorsa primavera. I primi due vaccini ad essere autorizzati in Europa sono stati quelli prodotti da Novartis e GlaxoSmithkline; l’obiettivo del Ministero della salute in Italia è di vaccinare 40 milioni di persone.

Mentre Regioni e Fimmg (Federazione dei medici di medicina generale) litigano sui rimborsi da garantire ai medici di base per ogni vaccinazione effettuata (alcune Regioni, anziché pagare ai medici 7,50 euro a somministrazione, volevano pagarne poco più di 3 e ai medici questa proprio non è andata giù), c’è chi ha focalizzato l’attenzione sul contenuto dei vaccini a disposizione. Si tratta di un giornalista americano vincitore di un Emmy Award per i suoi articoli di investigazione, che nel corso della sua lunga carriera ha lavorato anche per l’ABC, Fox News e per il Washington Post. È Gary Matsumoto che sul sito web www.without-consent.com ha messo a disposizione dei consumatori le informazioni sull’adiuvante contenuto nei vaccini autorizzati in Europa.

«Si tratta del MF59 e dell’AS03, ottenuti dallo squalene, capace di indurre paralisi negli animali a cui viene iniettato» spiega Matsumoto, che fornisce numeri inquietanti. «Le malattie indotte negli animali dagli adiuvanti oleosi sono nove, 30 è il numero degli articoli scientifici che attestano la capacità dello squalene di provocare paralisi negli animali a cui viene iniettato, 900.000 è il numero delle persone che in Inghilterra hanno ricevuto un adiuvante tossico tra il 1963 e il 1965 prima che fosse ritirato dal mercato».

Nel 2000 sull’American Journal of Pathology è stato pubblicato uno degli studi a cui Matsumoto fa riferimento. Si tratta dello studio di un gruppo di ricercatori del dipartimento di medicina del Karolinska Institutet di Stoccolma, che scoprono come nei ratti lo squalene, iniettato per via intradermica, induca infiammazione delle articolazioni, erosione delle ossa e delle cartilagini e sviluppo di poliartrite. Eppure l’Organizzazione Mondiale della Sanità ne promuove l’utilizzo e rassicura i consumatori affermando che è sicuro.

Pochi comunque, almeno in Italia, paiono porsi il problema della sicurezza del vaccino e c’è chi stima che questa campagna vaccinale registrerà un’altissima adesione dopo la pressione che i media hanno esercitato in questi mesi. Eppure alla fine di settembre lo stesso viceministro della salute Ferruccio Fazio sdrammatizzava, affermando che questa influenza è mite e molti potrebbero passarla senza nemmeno accorgersene. C’è stata addirittura una lite sui numeri; c’era chi parlava di decine di migliaia di casi sulla base di modelli matematici e chi rivedeva al ribasso le stime affermando che i conti erano sbagliati.

Questa influenza non è preoccupante, «eppure i mezzi di informazione hanno creato il panico» spiega il dottor Eugenio Serravalle, pediatra e autore del libro Bambini super vaccinati. «È un tipico esempio di invenzione delle malattie e non si tratta della prima volta. Nel 2005 l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva previsto fino a sette milioni di morti per l’influenza aviaria. Alla fine i morti furono 262. Si trattò solo di un gravissimo errore prognostico? Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan) l’attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe un giro di oltre 10 miliardi di dollari. A chi mi chiede se sia utile e sicuro vaccinarsi, la mia risposta non può che essere: NO».

Articolo tratto da Terra Nuova - Novembre 2009