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Quante volte avete sentito parlare di “pericolo inflazione” nelle ultime
settimane? Moltissime, vero?
E se qualcuno vi chiedesse che cos’è, esattamente, l’inflazione?
Probabilmente la risposta sarebbe questa:
”L’inflazione
è l’aumento continuo e generalizzato del livello dei prezzi”
Questa è la definizione più accettata e diffusa al giorno d’oggi ma, come vedremo, è
ingannevole ed imprecisa.
La cosa è evidente non appena ci si domanda quali siano le cause dell’inflazione.
Secondo quanto hanno riportato i giornali ad ottobre il rischio inflazione era dettato
dall’aumento del prezzo
del pane e della pasta., a novembre era invece la benzina.
a “far correre” l’inflazione mentre a dicembre il governatore della Banca Centrale
Europea, ...
... Claude Trichet, avvertiva di un pericolo di inflazione in caso di aumento dei salari
A gennaio, infine, il
governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, fa un bilancio del 2007 e spiega
che la causa dell’inflazione sarebbe da ricercarsi "soprattutto negli aumenti dei
prezzi internazionali del greggio e dei beni agricoli”.
L’inflazione sarebbe quindi l’aumento dei prezzi ed i prezzi in aumento… causerebbe
l’inflazione!
Corollario di questo ragionamento circolare è che i rincari spesso avvengano a causa di comportamenti
opportunistici e speculativi da parte dei negozianti e dei distributori e che quindi il
governo possa combattere l’inflazione istituendo un garante,
il cosiddetto Mr. Prezzi.
Inflazione monetaria
Ma in un mondo in cui progressivamente le parole si sono svuotate del loro significato (si
pensi al termine “missione di pace” per indicare gli interventi militari in Iraq ed
Afghanistan) anche il termine “inflazione” ha seguito un simile destino.
Se vogliamo quindi comprendere che cosa sia realmente l’inflazione ed in quale modo causi
l’aumento continuativo e generalizzato dei prezzi, dobbiamo tornare alla sua
definizione originaria, ovvero quella utilizzata dalla scuola austriaca di economia e qui
enunciata da Mises:
“L'inflazione, per come questo termine è sempre stato usato ovunque e specialmente in
questo paese, sta ad indicare l'incremento della quantità di moneta e di banconote in
circolazione e nei conti correnti. Ma la gente oggi usa il termine inflazione per indicare
il fenomeno che non è nient'altro che una conseguenza dell'inflazione stessa, ovvero la
tendenza di tutti i prezzi e dei salari di aumentare.”
Insomma, come diceva Ugo
Tognazzi, ” Inflazione significa essere povero con tanti soldi in tasca”
Vediamo ora per quale motivo, in caso di aumento della quantità di moneta in circolazione, i
prezzi tendono a salire:
Immaginiamo che Giorgio l'ortolano si rechi al mercato rionale per vendere le sue patate.
Dall'esperienza delle settimane passate sa che fissando il prezzo a 2 euro il Kg riuscirà a
vendere tutti e 15 i Kg di patate che ha portato con sé.
In piazza ci sono Anna, Beatrice e Carla che sono scese per fare la spesa: ognuna ha deciso
di destinare 10 euro all'acquisto di patate dall'ortolano. Passa prima Anna e ne compra
5 kg
, poi Beatrice fa lo stesso ed infine, nella tarda mattinata è il turno di Carla, che
acquista gli ultimi
5 kg
.
La settimana seguente il prezzo delle patate è sempre di 2 euro ma nel frattempo è successo
qualcosa. Anna ha infatti sposato un bravissimo falsario ed ora può destinare all'acquisto di
patate 20 euro, di cui 10 falsi.
All'apertura del mercato Anna acquista subito
10 Kg
di patate e se ne va. Quando poco dopo giunge Beatrice e compra gli ultimi 5 chili Giorgio si
ritrova senza più mercanzia. Siamo solo a metà mattinata e le patate sono già state tutte
vendute: non c'è più nulla per Carla, che torna a casa a mani vuote.
Nei giorni seguenti Giorgio ragiona tra sé e sé: “Poiché non posso portare al mercato più
di 15 chili di patate e dal momento che a 2 euro le ho vendute tutte subito, potrei provare ad
aumentare il prezzo!”
Detto, fatto. La settimana successiva il prezzo delle patate è di 2 euro e cinquanta al
chilo.
Come al solito passa Anna con i suoi 20 euro, con i quali ora può acquistare solo
8 kg
di patate, seguita da Beatrice e Carla, le quali si dividono a metà gli ultimi 7 chili,
pagando 8 euro e 75 centesimi a testa.
Giorgio l'ortolano se ne torna a casa con 37.5 euro, sette e mezzo in più della settimana
precedente.
Che cosa ci insegna questo breve aneddoto esemplificativo?
- I primi a ricevere la moneta nuova incrementano il loro reddito a spese di chi la moneta non
la riceve:
Anna riesce in un primo tempo ad acquistare i prodotti al “prezzo vecchio” ed anche dopo
l’adeguamento dei prezzi può comprare più patate di quanto riuscisse a fare in partenza (+
3 Kg
) , il tutto a spese di Carla e Beatrice (
-1,5 Kg
a testa).
- Il prezzo aumenta in seguito ad un incremento della domanda
Giorgio non aumenta il prezzo delle patate perché è un negoziante cattivo e speculatore ma
lo fa in seguito ad un aumento della domanda di patate innescata dai dieci euro falsi di Anna.
Un eventuale intervento governativo volto a calmierare il prezzo non farebbe altro che peggiorare
la situazione (nel cap.
XII dei Promessi Sposi Manzoni ne dà una splendida descrizione)
- I prezzi non vengono adeguati in modo istantaneo ed uniforme
Trascorre del tempo tra l’introduzione della moneta nuova e l’aumento effettivo dei prezzi
e questi ultimi non aumentano in modo uniforme. Vediamo perché:
Siamo sempre al mercato e stavolta ci occupiamo di Dario il macellaio.
Anna è vegetariana, Carla e Beatrice spendono ogni settimana 10 euro per comprare del filetto
ed a fine giornata Giorgio l’ortolano destina un terzo dei suoi ricavi (10 euro)
all’acquisto di carne.
Immaginiamo che la prima settimana il prezzo della carne sia di 10 euro al Kg e che Dario
abbia in negozio
3 Kg
di carne, che vengono tutti venduti. Per tre settimane tutto continua come prima fino alla
sera della quarta settimana, quando Giorgio arriva in negozio con 13 euro (ne ha incassati
37,5) e vorrebbe acquistare della carne che però non c'è.
Che cosa accadrà la settimana seguente al prezzo della carne?
Dario lo aumenta ad 11 euro al chilogrammo! Tra l'altro sua moglie Laura sì era lamentata con
lui per l’"immotivato" aumento del prezzo delle patate....
Col passare del tempo, man mano che la nuova moneta “circola” nell'economia, vi sono
adeguamenti nei prezzi di tutti i beni (ed eventualmente anche nei salari), ma in tempi ed
in modalità diverse: la settimana successiva all'introduzione dei 10 euro falsi il prezzo
delle patate è aumentato del 25% mentre quella seguente è toccato alla carne rincarare del
10%.
L’effetto globale è proprio quello di un aumento continuo e generalizzato dei prezzi e
dei salari accompagnato da un trasferimento di ricchezza reale dagli ultimi a
“ricevere la moneta nuova” (i salariati il cui stipendio aumenta solo alla fine) verso i
primi ad utilizzarla.
Ma nel mondo reale chi è il falsario e soprattutto chi è Anna?
Banca Centrale, il falsario “a norma di legge”
Nessuno avrebbe dubbi nel definire furto l’attività di un falsario, anche quando i
lestofanti sono interpretati da Totò e Peppino, come nel film “La banda degli onesti”.
Quando invece il “falsario” è monopolista e svolge la sua attività per legge ecco
che la sua attività cessa di essere furto e diventa “politica monetaria” mentre
l’immissione in circolazione di nuove banconote create dal nulla viene salutata come “iniezione
di liquidità per stimolare l’economia”.
Il meccanismo con cui vengono messe in circolazione le nuove banconote non è semplice:
la Banca Centrale
Europea non va come Totò a far compere dal tabacchino
Quello che fa è invece regolare il sistema delle banche commerciali stabilendone i
requisiti di riserva
obbligatoria, ovvero la percentuale dei titoli e soprattutto dei depositi
che deve essere depositata presso
la Banca Centrale
, fissando il tasso di interesse per i propri prestiti ed intervenendo come “prestatore di
ultima istanza” ogni volta che le banche si trovano in difficoltà.
Ecco ad esempio i dati pubblicati a dicembre
dalla Banca Centrale Europea:
Il broad monetary aggregate M3, ovvero la stima di tutta la moneta
circolante e creditizia presente nel sistema, ha registrato un aumento dell'11,5%
rispetto allo stesso mese del 2006.
Scordatevi la figura dell’usuraio violento e senza cuore: se siete “Anna” ovvero le
banche commerciali,
la BCE
e
la Fed
saranno sempre pronte a prestarvi del denaro fresco di stampa!
Non sono le “patate” però l’obiettivo privilegiato degli investimenti bancari. Gli
istituti di credito, sicuri di avere le spalle coperte dalla Banca Centrale, si
comportano piuttosto come un giocatore d’azzardo che punta su investimenti sempre più rischiosi
senza preoccuparsi delle conseguenze.
Così nascono le bolle speculative e così si determinano le crisi che seguono.
Come dite? Sono aumentati i prezzi di latte
e uova? Chissà perché!
Marco Bollettino
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