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Ridere fa bene alla salute. E non è solo fede popolare. Numerosi studi hanno
dimostrato che stati d'animo positivi rappresentano un vero toccasana in grado di proteggerci
dalle malattie e anche di facilitare le guarigioni. Una risata grassa e spontanea favorisce
l'eliminazione dell'acido lattico, mitiga il senso di affaticamento, dona quella benefica
sensazione di rilassamento classica dei momenti di serena ilarità.
Al ministero delle Pari Opportunità ci hanno creduto al punto da stanziare 2 milioni di euro
per sostenere la "clownterapia" per i bambini ricoverati in ospedale. Il compito del
clown non è semplice perché non esistono regole di sviluppo dei principali concetti
acquisiti nel corso di formazione di base e che comprendono tecniche teatrali e circensi,
maturità personale, igiene e comportamento in ospedale, e tra questi: la fiducia, la
comunicazione, la psicologia del rifiuto, la costruzione del "personaggio clown", la
giocoleria e l'acrobatica comica, le tecniche e le gags clownesche, la micromagia. Tutto si
basa dunque sull'improvvisazione, sulla sensibilità, sulla prudenza e sullo spirito di
osservazione.
I clown in corsia devono ricordarsi del piacere del gioco e dello scherzo, devono incuriosire
i piccoli pazienti, comprendere la loro difficoltà a superare la paura, la solitudine, il
terrore della malattia e della sofferenza. Per questo il ministero finanzierà non solo i
progetti riguardanti la clownterapia, ma anche i relativi corsi di formazione entro le onlus.
Balzato agli onori della cronaca grazie al film Patch Adams, interpretato da Robin Williams,
la clownterapia stravolge i concetti cardine della medicina accademica e apre le porte ai
clown che fanno squadra con il personale medico ed infermieristico, entrando ogni giorno in
corsia per strappare un sorriso ai piccoli ricoverati. Le Onlus che desiderano accedere al
fondo potranno inoltrare domanda entro la fine di gennaio (40 giorni dal 24 dic. 2008, giorno
in cui l'avviso è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale).
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