"Effetti sulla salute degli impianti di
incenerimento di rifiuti"
Nelle
popolazioni esposte alle emissioni di inquinanti provenienti da inceneritori sono stati
segnalati
numerosi effetti avversi sulla salute sia neoplastici che non.
Cosa emerge dallo studio di Forlì.
tratto dal
sito http://www.disinformazione.it
del
26 gennaio 2009
a cura della Dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa, Associazione dei Medici per l'Ambiente,
I.S.D.E. Italia
|
Abstract Dati
di letteratura La
letteratura medica segnala circa un centinaio di
lavori scientifici a testimonianza
dell’interesse che l’argomento riveste. Fra questi, diverse decine sono costituiti da
studi epidemiologici condotti per indagare lo stato di salute delle popolazioni residenti
intorno a tali impianti e/o dei lavoratori addetti e, nonostante le diverse metodologie di
studio applicate ed i numerosi fattori di confondimento, sono segnalati numerosi effetti
avversi sulla salute, sia neoplastici che non. Prima di esporre i dati a nostro avviso più
eclatanti, appare comunque opportuno ricordare come anche di recente (22) sia stato ribadito
quanto pesantemente gli
interessi economici influenzino la salute pubblica e come
errori negli studi epidemiologici, sia
nella selezione dei casi come dei controlli, possano sottostimare le conseguenze sulla salute.
Di recente questo è stato ribadito per i rischi occupazionali (23), ma non si vede perché ciò
non possa anche essere vero in epidemiologia ambientale, in cui le variabili in gioco sono
ancora maggiori. Gli effetti non neoplastici più
segnalati sono ascrivibili soprattutto agli effetti di diossine (e più in generale degli endocrin
disruptor) ed all’emissione di particolato e ossidi di azoto. Sono stati descritti:
alterazione nel metabolismo degli estrogeni (24), incremento dei nati femmine e parti
gemellari (25-26), incremento di malformazioni congenite (27-28),
ipofunzione tiroidea, disturbi nella pubertà (29), ed anche diabete, patologie
cerebrovascolari, ischemiche cardiache, problemi comportamentali, tosse persistente,
bronchiti, allergie. Un ampio studio (30) condotto
in Giappone ha analizzato lo stato di salute di 450.807
bambini da Ancor
più numerose e statisticamente significative sono comunque
le evidenze emerse per quanto il cancro e più che analizzare i singoli studi sembra più
utile riportare quanto segue: Neoplasie
polmonari Neoplasie
Infantili Sarcomi
dei Tessuti Molli Dati
di Forlì: cosa risulta dallo studio Enhance Health Ungheria:
Dorog I
risultati sono: Italia:
Forlì Per il sesso maschile
non emergono differenze per quanto attiene la mortalità complessiva e la mortalità per tutti
i tumori, ad eccezione del cancro a colon retto (come già a Dorog) e prostata, che presentano
entrambi un RR statisticamente significativo pari a 2.07 nel terzo livello di esposizione. Si
fa notare comunque che gli stessi estensori, nella Discussione dei Risultati,
letteralmente affermano:
“l’analisi dei ricoveri ospedalieri mostra un aumento nella frequenza di angina,
BPCO e asma negli uomini residenti nell’area più vicina agli impianti”
Per
il sesso femminile i risultati
che emergono sono invece, a nostro avviso, particolarmente inquietanti. Si registrano infatti
eccessi statisticamente significativi sia nella mortalità complessiva che nella mortalità
per tumori. Nello specifico risulta nelle donne un aumento del rischio di
morte per tutte le cause, correlato alla esposizione a metalli pesanti,
tra il +7%
e il +17%. Tali
risultati potrebbero essere ancora di ancora maggior rilievo, qualora la popolazione di
riferimento fosse realmente non esposta: infatti il livello minimo di esposizione preso come
riferimento corrisponde ad una ricaduta stimata dei metalli pesanti compresa tra 0,61 e 1.9 ng/m3,
valore certo non nullo né trascurabile. Per
i sarcomi possono farsi analoghe
considerazioni. Anche in questo caso emergono - a nostro avviso - dati inquietanti: sono
infatti elencati nella tabella riassuntiva n° 6 ben
18 casi di sarcoma, di cui si perde in qualche modo traccia nelle tabelle generali, in cui
sono disaggregati per sesso. Trattandosi di patologie rare, disaggregando per sesso si perde
di significatività, con l’ effetto di togliere rilievo ad un dato altrimenti
particolarmente significativo in quanto riferito a una patologia “sentinella”
dell’inquinamento da inceneritori. Anche in questo caso, tuttavia, gli stessi estensori
dello studio non possono fare a meno di annotare nella discussione (pag. 42) che “gli
eccessi di mortalità per sarcoma dei tessuti molli sono
degni di nota” affermando, a pag. 39, che,
“si osserva un aumento statisticamente
significativo della mortalità nel livello più elevato di metalli pesanti ( RR = 10.97, IC
95%=1.14-105.7, 3 casi) per la coorte di tutti i residenti”. Conclusioni Questi
dati sono ancora più allarmanti se li si considera alla luce del contesto geografico del
nostro territorio. Per
quanto riguarda il sesso femminile si registrano dati per
certi versi ancora più preoccupanti: l’incidenza di cancro nelle donne è infatti
in Emilia Romagna la più alta d’Italia: Tutto
quanto sopra ci rammenta e conferma l’amara verità di Irwin Bross: “quando
( ..il governo e la classe dirigente medica e scientifica…) dicono che qualcosa è sicuro e
buono per te, ciò che questo significa veramente è che è sicuro o buono per loro. A loro
non importa quello che succede a te (…) Se c’è qualcuno che proteggerà la tua vita e
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Anni 1992/1997 – 1998/2002 Convegno di Campodarsego (Pd), 25 gennaio
2009
Inceneritori e nanoparticelle La
giornata di domenica all’Auditorium della BCC di Campodarsego ha stimolato molte riflessioni
che almeno in parte sento la necessità di condividere con tutti voi. Innanzitutto la qualità
dei relatori merita un plauso per la precisione e disarmante semplicità delle informazioni
portate che sono il frutto di anni di costante impegno per fare prendere coscienza alla gente
della posta in gioco. Devo poi ringraziare per la sensibilità, l’interesse e la
responsabilità civile dimostrata dalle centinaia di partecipanti da ogni parte del veneto: è
la testimonianza di una speranza per un futuro migliore che non muore …mai! Possiamo
dire, senza tema di smentita, che ci troviamo sulla “linea del Piave”: retrocedere o fare
finta di niente ancora non è più possibile senza essere considerati, giustamente,
corresponsabili con i progetti criminali che qualcuno vuole fare subire agli italiani
soprattutto ai bambini. Il
latte vaccino a Brescia è pesantemente contaminato da diossine. Questo dato di fatto anziché
fare promuovere uno studio esteso sul territorio circostante, al fine di stabilire la causa
prima di una situazione così grave, ha portato all’incriminazione degli allevatori le cui
vacche hanno prodotto latte alla diossina! Siamo ben oltre la già colpevole idiozia! Nessuna
parola, né indagine sulla “bomba ecologica” più grande d’Italia, cioè il mega
inceneritore (sempre chiamato termovalorizzatore, per la qual cosa tutti noi paghiamo multe
salate alla EU che ci ha condannato per l’utilizzo di appellativo ingannevole!!!). E’
chiaro come il sole che la contaminazione della catena alimentare nelle campagne del bresciano
va collegata principalmente alle pesantissime emissioni di fumi dell’incenerimento di oltre
200mila tonnellate l’anno di rifiuti ma per gli amministratori, ASL e ARPA il problema non
è nemmeno preso in considerazione perché… ci sono i filtri! Eppure
è stato dimostrato scientificamente che un camino d’inceneritore emette sempre fumo cioè
ceneri volatili che ricadono al suolo contaminando giorno dopo giorno, anno dopo anno,
l’aria, l’acqua e i terreni circostanti in modo direttamente proporzionale alla massa di
materia bruciata. Mettendo i filtri si riesce solo a “nascondere” il fumo, ma non si
limitano in alcun modo le particelle che escono dal camino: queste infatti sono molto più
piccole e totalmente invisibili e proprio per questo potenzialmente molto più pericolose. I
nostri Amministratori, accecati dal denaro non vogliono ricordare la legge fisica basilare
secondo la quale “ nulla si crea , nulla si distrugge ma tutto si trasforma”, peccato che
la trasformazione data dall’incenerimento sia un incubo per la salute della gente! Infatti
il Dr. Stefano Montanari e la moglie Dr.ssa Gatti con le loro ricerche
scientifiche al microscopio elettronico, hanno dimostrato che gli inceneritori come tutta
l’attività industriale altamente tecnologica produce in modo continuo NANOPARTICELLE,
centinaia di volte più piccole del famoso PM10, unica particella considerata dalla legge, la
cui concentrazione elevata porta agli inutili provvedimenti di chiusura del traffico
veicolare. Ma proprio le dimensioni così ridotte delle nanoparticelle consentono loro di
entrare direttamente nel sangue, senza alcuna possibilità di “filtraggio” da parte delle
mucose e degli endoteli respiratori, entrando direttamente nella cellula, attraverso la
membrana cellulare, senza danneggiarla, posizionandosi a ridosso del DNA del nucleo. Ovvio
che, prima o poi, il DNA subisce un danno e subisce una trasformazione anche in senso
neoplastico: certo, non subito, magari dopo 10 o 20 anni! Ecco allora che altri studi
epidemiologici effettuati proprio qui in Veneto dall’Istituto Oncologico Veneto (IOV), ma
non solo, dimostrano la stretta correlazione tra l’aumento della comparsa di tumori (in
particolare i sarcomi, che sono tumori”sentinella” dell’inquinamento dell’aria) nella
popolazione con la prolungata esposizione alle emissioni d’inceneritori. Ma tutto tace… la
televisione e i giornali non ne parlano per cui …non è vero!!!
Non possiamo fare finta che tutto questo non esista: è duro da accettare ma, se siamo
uomini e non “caporali” abbiamo il DOVERE ETICO di proteggere noi e i nostri figli da una
minaccia che è già realtà, ma che possiamo evitare diventi ancora più grave. La nuova
“politica energetica” di questo paese è ostaggio da sempre dei petrolieri ma con la legge
dei CIP6 si è oltrepassata ogni misura di decenza. La
legge europea sulle energie rinnovabili era accettabile: prevedeva che ogni cittadino pagasse
una percentuale della bolletta energetica (in Italia il 7%) per finanziare la costruzione di
impianti di energia rinnovabile anche familiari. Ora la lobby dei petrolieri, solo in Italia,
è riuscita a fare aggiungere, al testo, la famosa parolina “…e assimilabili”, riuscendo
così a fare rientrare nelle fonti di energia rinnovabili anche i rifiuti urbani che,
inceneriti, fanno produrre energia elettrica. Il famoso CDR ovvero combustibile derivato da
rifiuti! In questo modo i 5 miliardi di euro l’anno che gli Italiani pagano per
autofinanziarsi una conversione energetica ecocompatibile vanno per il 70% a finanziare gli
inceneritori : mentre per gli impianti fotovoltaici, eolici etc. resta un misero 30% . Non
solo ma questi squali si fanno pagare l’elettricità prodotta con l’incenerimento dei
rifiuti tre volte il suo valore perché sarebbe elettricità prodotta con “energia
rinnovabile”! Il Dr.
Montanari ha mostrato una foto del cadavere di un neonato di pochi giorni morto per una
leucemia iperacuta, fulminante. La madre sana con gravidanza senza problemi: nel corpo del
neonato sono stati rinvenuti presenza di metalli pesanti di vario tipo in elevata
concentrazione. Come è stato possibile tutto ciò? Evidentemente, durante la gravidanza, il
sangue della madre conteneva questi veleni e li ha passati a suo figlio. A lei, apparentemente
nulla di patologico è accaduto ma su un essere di pochi chili è stato molto probabilmente
fatale. Quante di queste morti dovremo ancora sopportare per comprendere che non possiamo
accettare in silenzio la costruzione di centinaia di nuovi inceneritori (chiamati ovviamente
cogeneratori a biomasse o termovalorizzatori etc.) in tutta Italia? L’obiettivo RIFIUTI ZERO
è una realtà in molte grandi metropoli nel mondo: si può attuare, qui ed ora, con spesa
minima evitando totalmente l’incenerimento ed eliminando la tassa sui rifiuti ai cittadini
che virtuosamente aderiscono alla raccolta differenziata spinta: lo ha dimostrato dati alla
mano l’imprenditrice veneta Carla Poli puntando molto sull’educazione ambientale delle
nuove generazioni. In
Veneto è stata lanciata ieri l’iniziativa Rete Ambiente Veneto (R.A.V.) per collegare tutte
le realtà dei Comitati sparsi ovunque nel territorio che si oppongono allo scempio del
territorio e della loro salute. Nella grande maggioranza dei casi gli Amministratori locali
sono collusi perché comprendono solo il linguaggio del denaro: resta solo la possibilità di
una grande mobilitazione della gente che dal basso
costringa i politici a ricordare che amministrano nel nome e per conto delle persone che li
votano e non delle ditte costruttrici d’inceneritori! A noi l’iniziativa Politica, con la
“P” maiuscola perché l’alternativa non c’è se non il deserto delle coscienze di
gente che si è venduta l’anima !!! |
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