"Il più grande esperimento biologico mai
visto"
di Arthur Fistenberg Sun Montlhy
tradotto da Amanda Adams (La Leva di Archimede)
tratto da http://www.comedonchisciotte.org
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Nel 2002, Gro Harem Brudtland, allora capo del WHO (World Health
Organization), disse ad un giornalista norvegese che i cellulari erano stati banditi dal suo
ufficio a Ginevra perché se un telefono cellulare era a meno di La
signora Brundtland è un medico e il precedente Primo ministro della Norvegia. Questa
sensazionale notizia, pubblicata il 9 marzo del 2002 da Dagbladet, fu completamente ignorata
da tutte le altre testate giornalistiche nel mondo. La settimana seguente un suo dipendente,
Michael Repacholi, responsabile del progetto internazionale EMF (campi elettromagnetici),
minimizzò pubblicamente le preoccupazioni del suo diretto superiore. Cinque mesi dopo, per
ragioni che molti sospettano legate all’annuncio riportato in precedenza, la signora
Brundtland ha dato le sue dimissioni dal comando del WHO dopo appena un mandato. Niente potrebbe dimostrare più chiaramente la schizofrenia
collettiva di quando si parla delle radiazioni elettromagnetiche. Rispondiamo a tutti quelli
preoccupati per la loro salute (come fa intendere il progetto EMF), ma ignoriamo ed
emarginiamo coloro, come Questo
articolo è stato scritto come un piccolo manuale, prima di tutto per mettere tutti sulla
stessa linea d’onda e poi per chiarire alcune cose in modo che si possano effettuare scelte
razionali verso un mondo più sano. Elementi fondamentali La
cosa più importante sui telefoni cellulari ed i ripetitori è che emettono radiazioni
microonde proprio come le antenne Wi-Fi, i computer senza fili (portatili), i telefoni
cordless e le loro unità base e tutti gli altri apparecchi senza fili. Se è un apparecchio
di comunicazione e non è connesso ad un filo, emette radiazioni. La maggior parte dei sistemi
Wi-Fi ed alcuni cordless usano la stessa frequenza dei forni a microonde, altri invece usano
frequenze diverse. I dispositivi Wi-Fi sono sempre accesi ed emanano in continuazione
radiazioni come le unità di base dei cordless che emanano radiazione anche quando il telefono
non è in uso. Un telefono cellulare acceso, seppure non in uso, emana in continuazione
radiazioni. Per non parlare dei ripetitori, logicamente sempre attivi. A
questo punto potresti domandare quale è il problema. Gli scienziati normalmente suddividono
lo spettro elettromagnetico in “ionizzanti” e non “ionizzanti”. Le radiazioni
ionizzanti, che includono i raggi x e le radiazioni atomiche, causano il cancro. Le radiazioni
“non ionizzanti”, tra cui le microonde, dovrebbero essere innocue. Questa distinzione mi
ricorda la propaganda dell’Animal Farm di George Orwell: “Quattro gambe buono, due gambe
cattivo”. – L’affermazione “Non ionizzante buono, Ionizzante cattivo” è poco
affidabile. Una
volta un astronomo, scherzò sull’eventualità che se Neil Armstrong avesse portato un
telefono cellulare sulla luna nel 1969, ci sarebbe apparsa come la terza più potente fonte di
radiazioni microonde nell’universo, preceduto solo dal sole e dalla via lattea. Egli aveva
ragione. L’evoluzione della vita sulla terra è avvenuta con livelli trascurabili di
radiazioni microonde. Per
quanto riguarda i cellulari, avvicinandoli alla testa danneggi il tuo cervello in vari modi.
Per prima cosa, pensa ad un forno a microonde. Il telefonino, come il forno a microonde e a
differenza di una doccia calda, riscalda dall’interno, non dall’esterno. Non ci sono
sensori per avvisarti del riscaldamento graduale del cervello in quanto la nostra evoluzione
non è avvenuta in presenza di radiazioni microonde. Inoltre, la struttura della testa e del
cervello è talmente complessa e non uniforme che si creano all’interno di esso dei “punti
caldi” dove il riscaldamento può superare dai dieci alle cento volte quello dei tessuti
adiacenti. Questi cosiddetti punti caldi possono crearsi sulla superficie del cervello in
prossimità del cranio, in profondità o addirittura a livello molecolare. La barriera sanguigna del cervello Il
secondo effetto collaterale del quale vi vorrei parlare, che è stato provato nei laboratori,
avrebbe dovuto di per sé essere abbastanza, per chiudere questa industria e spaventare
chiunque convincendoli a non usare più i loro telefoni cellulari. Io lo chiamo la “prova
schiacciante” contro i telefoni cellulari. Come la maggior parte degli effetti biologici
delle radiazioni microonde, questo non ha niente a che fare con il riscaldare. Il
cervello è protetto da una griglia di passaggi stretti tra cellule adiacenti delle pareti dei
capillari, la cosiddetta barriera sanguigna del cervello che, come una pattuglia di guardia,
fa passare i nutrienti e blocca le sostanze tossiche. Dal 1988, nei laboratori di ricerca di
un neurochirurgo svedese, Leif Salford, vengono eseguite diverse variazioni di questo semplice
esperimento: delle cavie vengono esposte a radiazioni dei cellulari o di altri tipi di fonte
di radiazioni microonde, in seguito questi ratti vengono sacrificati per esaminare
l’albumina nel loro cervello. L’albumina è una componente del sangue che normalmente non
attraversa la barriera sanguigna del cervello. La presenza di albumina nei tessuti del
cervello è un segnale che dei vasi sanguigni sono stati danneggiati e che il cervello abbia
perso una parte della sua protezione. Questo
è quello che hanno trovato costantemente i ricercatori negli scorsi 18 anni: le radiazioni di
microonde in una quantità uguale alle emissioni di un cellulare hanno causato la dispersione
di albumina nei tessuti del cervello. Un'unica esposizione per 2 minuti ad un normale
telefonino ha provocato la dispersione di albumina nel cervello. In uno degli esperimenti,
riducendo le esposizioni a 1/1000, i danni alla barriera sanguigna del cervello sono di fatto
aumentati, dimostrando che i danni non sono proporzionali alla dose e che ridurre la potenza
non renderà i telefoni cellulari più sicuri. Quali
sono le implicazioni per noi? Due minuti al cellulare disturbano la barriera sanguigna del
cervello, due ore al cellulare danneggiano definitivamente il cervello, le radiazioni
“passive” potrebbero essere altrettanto dannose. La barriera sanguigna del cervello di un
ratto è identica a quella dell’uomo. Questi
risultati eclatanti hanno creato talmente tanta agitazione in Europa che nel Novembre 2003 fu
organizzata una conferenza sponsorizzata dall’Unione Europea, dal titolo “La barriera
sanguigna del cervello – Può essere influenzata dalle interazioni delle onde
elettromagnetiche?”, apparentemente per rassicurarci, quasi come lanciare un messaggio:
“Stiamo facendo qualcosa!”. Realmente non hanno fatto niente, come non è stato fatto
niente negli ultimi 30 anni. Il
Dott. Salford è molto schietto per quanto riguarda le sue ricerche. Definisce l’uso dei
cellulari come “il più grande esperimento biologico mai esistito”, e ha avvertito
pubblicamente che un’intera generazione di teen-ager potrebbero trovarsi a soffrire di
deficit celebrali o di Alzheimer non appena raggiunta la mezz’età. La malattia delle onde elettromagnetiche Sfortunatamente,
i cellulari non nuocciono solamente a chi li usa, e purtroppo non ci dobbiamo preoccupare solo
del cervello. Il seguente sommario è stato preparato tenendo conto di un vasto numero di
lavori scientifici sugli effetti delle onde elettromagnetiche (che comprendono anche le
microonde), e delle esperienze di alcuni scienziati e medici da tutto il mondo, con i quali
sono in contatto. Gli
organi più suscettibili alle radiazioni includono i polmoni, il sistema nervoso, il cuore,
gli occhi e la ghiandola tiroidea. Le malattie legate a tali organi, come asma, disordini del
sonno, ansia, ADD, autismo, sclerosi multipla, ALS, Alzheimer, epilessia, fibromi, fatica
cronica, cataratte, ipotiroidismo, diabete, melanomi maligni, cancro del testicolo e attacchi
di cuore, sono aumentate notevolmente negli ultimi decenni, ci sono numerose ragioni che fanno
collegare tale incremento al notevole aumento delle onde elettromagnetiche nell’ambiente. Ho
omesso dalla lista sopra una malattia: la malattia che ho io e “l’individuo del gruppo
B”. Di seguito un riassunto storico. Negli anni ’50 e ’60 i lavoratori che costruivano,
testavano e riparavano impianti radar, furono colpiti in larga scala da questa malattia. Così
fu anche per chi, nelle industrie, costruiva o riparava forni e saldatrici a microonde. I
sovietici lo hanno chiamato, giustamente, la malattia delle onde radio, ed hanno fatto
ricerche approfondite a riguardo. Nell’occidente, l’esistenza di questa malattia è stata
sempre negata, ma i lavoratori continuavano ad ammalarsi. Vedi le testimonianze in
un’udienza del 1981 d’avanti al Congresso, presidiata dal rappresentante Al Gore, che
illustrarono gli effetti dei forni e saldatori a microonde. Un altro episodio di “Stiamo
facendo qualcosa!” ma realmente niente viene fatto. Al
giorno d’oggi con la proliferazione dei ripetitori radio e dei trasmettitori personali, la
malattia si è diffusa come una piaga nella popolazione. La stima è che la malattia ha
colpito 1/3 della popolazione, ma viene diagnosticata per quello che è, solamente quando ha
disabilitato a tal punto l’individuo, che oramai non può più avere una vita sociale.
Alcuni dei sintomi più comuni sono: insonnia, giramenti di testa, nausea, mal di testa,
fatica, perdita di memoria, mancanza di concentrazione, depressione, dolori del torace,
fischio nelle orecchie. I pazienti possono anche manifestare infezioni croniche a livello
respiratorio, aritmie cardiache, sbalzi di pressione improvvise, sbalzi dei livelli dello
zucchero nel sangue, disidratazione, e persino lesioni ed emorragia interna. Quello
che rende questa malattia così difficile da accettare, è che nessuna terapia potrebbe essere
di successo se non si elimina l’esposizione alla causa, ma la causa ormai è ovunque. Il
Dott. Olle Johansson si riferisce agli ammalati dichiarando “Ci avvertono di un pericolo che
c’è per tutti”. “Potrebbe essere un enorme errore sottoporre il mondo intero a
radiazioni 24 ore al giorno”. Il Dott. Johansson, neuro-scienziato del famoso Istituto
Karolinska a Stoccolma, dirige un gruppo di ricerca che sta documentando il peggioramento
significativo della salute pubblica che ebbe inizio con l’introduzione in Svezia nel 1997
dei cellulari di seconda generazione a 1800MHz. (5,6) Proliferazione incontrollata Se
i cellulari ed i suoi ripetitori sono mortali, i ripetitori radio e tv, con i quali abbiamo
vissuto per più di un secolo, sono stati innocui? Nel 2002, Orjan Hallberg e Olle Johansson
hanno scritto una relazione che analizza questa domanda dal titolo: “La tendenza al cancro
durante il ventesimo secolo”. (7) Hanno trovato negli Stati Uniti, Svezia e dozzine di altri
paesi, che l’aumento della mortalità per il melanoma della pelle e per il cancro della
vescica, prostata, colon, seno e polmoni, erano quasi paragonabili all’aumento
dell’esposizione pubblica alle onde elettromagnetiche negli ultimi 100 anni. Quando
aumentavano i trasmettitori in una determinata zona, aumentavano anche i casi di quei tipi di
cancro, quando i trasmettitori diminuivano, diminuivano anche i casi di cancro. Un’altra
scoperta sensazionale, paese per paese, e località per località in Svezia, hanno trovato
statistiche che provavano che i tumori causati dall’esposizione alle onde elettromagnetiche
erano tanti quanto quelli causati dal fumo delle sigarette. Questo
mi porta a sottolineare un’incomprensione globale. La differenza più grande tra i
ripetitori dei cellulari di oggi ed i ripetitori radio, non è la sicurezza bensì il numero.
Il numero di ripetitori radio negli Stati Uniti, ancora oggi, è minore di 14000. Il numero di
ripetitori per i cellulari ed i ripetitori Wi-Fi superano i centomila, e di cellulari,
computer portatili, cordless e “walkie-talkie” se ne contano un centinaio di milioni.
Inoltre si stanno moltiplicando senza controllo le istallazioni radar ed i network di
comunicazione per le emergenze. Dal 1978, quando l’Agenzia per la protezione ambientale ha
per l’ultima volta censito le onde radio negli Stati Uniti, l’esposizione urbanistica per
ogni abitante alle onde elettromagnetiche è aumentata di 1000 volte, l’aumento maggiore
c’è stato negli ultimi 9 anni. (8) Le
vaste conseguenze di tutto questo sull’umanità sono ignorate. Dalla fine del 1990, è stata
creato negli Stati Uniti, un’intera nuova classe di rifugiati ambientali. Abbiamo un numero,
sempre maggiore, di persone ammalate o morenti, che, come me, stanno cercando un po’ di
sollievo dalla sofferenza, abbandonano le loro case, alcuni vivono nelle macchine, nei
rimorchi o in tenda senza fissa dimora. A differenza dei terremotati, nessuno fa alcun
tentativo per alleviare le nostre sofferenze. Nessuno sta raccogliendo donazioni, magari per
comprare una casa protetta, nessuno prende in considerazione la possibilità di rinunciare al
proprio telefono cellulare, i loro portatili o i loro cordless in modo che possiamo avere
anche noi dei vicini di casa. Le
persone preoccupate, e quelle ammalate non si sono ancora aperti l’un l’altro, però si
pongono domande. Una
risposta al gruppo A: Nessuna barriera o auricolare può proteggerti dal tuo telefono
cellulare o dal tuo cordless. Non c’è una distanza che può essere considerata sicura dai
ripetitori. Se il tuo telefono cellulare, il tuo cordless o il tuo portatile funziona nella
tua casa, sei irradiato 24 ore su 24. Al
gruppo B: Creare una barriera efficace per la tua casa, è difficile ed ha poche possibilità
di successo. Ci sono solo un paio di medici negli Stati Uniti che provano a curare i danni
delle onde elettromagnetiche, e raramente hanno avuto successo poiché ci sono pochissimi
luoghi in tutto il mondo dove ancora non sono arrivate le radiazioni. Si,
le radiazioni provengono anche dall’alto, dai satelliti; i satelliti sono una parte del
problema, non la soluzione. Non c’è alcun modo per rendere la tecnologia wireless sicura. La
nostra società in appena un decennio, è divenuta socialmente ed economicamente dipendente da
quella tecnologia che sta danneggiando tremendamente il mondo. Più ci “infanghiamo” in
questa tecnologia, più sarà difficile uscirne. Il momento per uscirne, come individuo e
collettivo, per quanto possa essere difficile, è adesso! Versione originale: |
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