"Sicurezza. Giocattoli, in Italia oltre la
metà sono pericolosi"
Altroconsumo
ha realizzato un'inchiesta sulla sicurezza dei giochi acquistati in negozi specializzati,
ipermercati,
supermercati e bancarelle: 19 su 34 sono risultati pericolosi.
tratto da http://www.helpconsumatori.it
del 28 novembre 2008
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Altroconsumo
ha realizzato un'inchiesta sulla sicurezza dei giochi acquistati in negozi specializzati,
ipermercati, supermercati e bancarelle: 19 su 34 sono risultati pericolosi. Su 83 prodotti
venduti in Europa solo il 25% è in regola; il 57% del campione è pericoloso e il 18% non
rispetta la legge, dunque non dovrebbe comunque essere venduto. Su 34 giocattoli acquistati in Italia e portati in laboratorio, ben 19 sono risultati pericolosi. Uno di questi era già stato segnalato al
ministero dello Sviluppo economico nel 2004 (il Brio Stacking Clown): a distanza di 4 anni è
ancora in vendita, nel totale disinteresse dell'incolumità dei consumatori che li utilizzano,
i bambini. E' quanto risulta da un'inchiesta sulla sicurezza dei giocattoli, realizzata da Altroconsumo su campioni di giocattoli acquistati in
negozi specializzati, ipermercati, supermercati e bancarelle. L'indagine allargata ad altri
Paesi ha dimostrato che su 83 prodotti a scaffale nelle città del vecchio continente solo il
25% sono in regola: il 57% del campione è pericoloso e un altro 18% non rispetta la legge,
dunque non dovrebbe comunque essere venduto. Il test ha seguito i parametri della normativa di riferimento, la direttiva n.378 del 1988. Sono state eseguite prove di resistenza
meccanica, per simulare i lanci e le tensioni a cui i bimbi sottopongono peluche e giochi in
genere. A questi è stata aggiunta la ricerca di ftalati e altre sostanze chimiche
potenzialmente dannose per la salute, come formaldeide, cadmio, e solventi. I rischi documentati in laboratorio vanno dal pericolo di rimanere con le dita intrappolate negli snodi e nelle fessure, alle sostanze
chimiche, che possono essere inalate, succhiate, assorbite attraverso la pelle. E piccole
parti che si staccano facilmente, col rischio di essere ingoiate. "L'industria è chiamata a realizzare controlli a monte della messa
in commercio - scrive in una nota Altroconsumo - I ritiri a
posteriori a causa di incidenti o segnalazioni di associazioni di consumatori sono la riprova
che il meccanismo è inceppato: c'è chi produce senza rispettare la normativa. E mette in
vendita senza subire sanzioni, né richiami". Altroconsumo un mese fa ha segnalato al Ministero dello Sviluppo economico i giochi pericolosi risultati da questo test. Nessun
provvedimento è stato preso. "Chi deve controllare rimane immobile, e ha la sua buona
dose di responsabilità in un settore a forte rischio incidenti". E' stata realizzata anche un'indagine sull'etica nella produzione in questo settore. Le industrie, tutte occidentali, hanno dislocato la
produzione in Cina per tagliare sui costi: quasi il 90% dei prodotti in vendita arriva da
quest'area. I consumatori dovrebbero premiare, nello scegliere un giocattolo, chi tra le
aziende rispetta parametri di sicurezza, corretto trattamento dei lavoratori, rispetto
dell'ambiente. Dal 2004 è stato avviato il programma di monitoraggio della produzione in Asia: Icti Care. E' un passo nella direzione di un maggiore rispetto
dei diritti sia sociali che ambientali, ma resta ancora molta strada da fare per raggiungere
standard accettabili. Un'alternativa degna di fiducia è quella offerta dal circuito del
commercio equo e solidale. Per
consultare l'indagine cliccare qui 2008
- redattore: GA |
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