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Quando
imperversano i virus influenzali, è tempo di ricorrere alle "bombe" vitaminiche.
Per prevenire il raffreddore non servono però necessariamente i preparati chimici (pillole,
integratori alimentari in polvere), ma si può ricorrere anche a frutta, verdura e germogli,
che sono altrettanto ricchi di vitamine.
In particolare i germogli
costituiscono veri e propri concentrati di vitamine, sostanze minerali e fibre; inoltre
presentano un ridotto apporto energetico e un elevato contenuto di acidi grassi insaturi.
Particolarmente indicati per il consumo a crudo sono i germogli di cereali (grano, segale e
orzo), di legumi (fagioli indiani o Mung, lenticchie o erba medica), ma anche di senape,
sesamo e girasole. I germogli di piselli, soia e ceci devono essere sbollentati prima del
consumo, poiché contengono sostanze tossiche che la germinazione elimina solo parzialmente.
Se avete un po' di posto sul davanzale della finestra, potete coltivare anche da soli questi
croccanti dispensatori di vitamine.
Per la germogliazione, acquistate solo semi non trattati e non modificati geneticamente;
rivolgetevi preferibilmente ai negozi di prodotti naturali o biologici, dove si trovano in
vendita anche miscele di semi già pronti.
I semi da far germogliare, preventivamente lavati, vanno disposti in una ciotola o su un
piatto piano coperti con una garza; quindi si lasciano a mollo per una notte in una quantità
d'acqua almeno doppia rispetto al loro volume.
Il giorno dopo sciacquare abbondantemente i semi, sgrondarli, rimetterli nel recipiente senza
acqua e sistemarli in un luogo luminoso. Ripetere quest'operazione due volte al giorno.
Evitare i ristagni d'acqua sul fondo del recipiente, poiché i semi sono facilmente
attaccabili da muffe e batteri.
I germogli sono pronti dopo 3-4 giorni. Prima del consumo, sciacquarli ancora accuratamente.
Come già accennato, si raccomanda di sbollentare i germogli di piselli, soia e ceci, poiché
contengono alcune sostanze tossiche che non vengono eliminate del tutto durante la
germinazione.
Il processo di trasformazione dal seme al germoglio modifica notevolmente il valore nutritivo
del prodotto, in particolare determina un incremento considerevole di fibre e vitamine; i
germogli di fagioli indiani (Mung), soia, grano e alfa alfa, per esempio, sono particolarmente
ricchi di vitamina C, B1, B2, niacina e vitamina E. Inoltre, la germinazione migliora la
qualità nutritiva dei grassi e delle proteine e riduce l'apporto energetico; i carboidrati
sono trasformati in zuccheri semplici – quelli che danno al germoglio il caratteristico
gusto dolciastro – e così non causano fastidiosi gonfiori addominali.
I germogli sono ricchissimi anche di sostanze minerali; il loro contenuto di calcio,
fosforo, magnesio, zinco e ferro è paragonabile a quello di frutta e verdura.
Progetto cofinanziato dal Ministero delle Attività Produttive
I GERMOGLI: LE VITAMINE
FATTE IN CASA
tratto da http://lerboristeria.com/
Col termine
"germogli" intendiamo riferirci ai semi germogliati di cereali, legumi ed altre
specie vegetali di cui si utilizza tutto: chicco e germoglio.
I Germogli costituiscono un esempio della straordinaria capacità della Natura di produrre
energia, capacità che può essere sfruttata da ogni consumatore per procurarsi a basso costo
cibi freschi, ricchi di principi nutritivi come vitamine, enzimi ed oligoelementi, e di facile
digestione.
Fin dall'antichità molti popoli utilizzavano quale cibo rigeneratore e terapeutico i grani
germinati e i germogli sviluppati e ne hanno tramandato l'uso. Già nel "Pen Tsao" o
"Grande Erbario della Medicina Cinese", circa 2700 anni a.C., il germoglio crudo di
soia veniva raccomandato per edemi, dolori alle ginocchia, crampi, disturbi digestivi, polmoni
"deboli", macchie sulla pelle e malattie del cuoio capelluto.
Sembra anche che i focosi cavalli di Attila ed i veloci destrieri arabi venissero nutriti con
semi di frumento germogliato, prima delle occasioni importanti.
Nell'800 e nel 900, sono soprattutto i racconti dei missionari ad informarci sull'uso dei
germogli presso le popolazioni della Cina e dell'India.
Le
virtù dei germogli
Oggi
questo cibo è stato "scoperto" anche da noi occidentali proprio per la sua grande
ricchezza nutrizionale: facilissimi da preparare, economici, dai sapori gustosi e svariati, i
germogli sono una vera miniera di principi nutrizionali che, soprattutto in questa epoca
sovrabbondante di cibi raffinati, sterilizzati, pieni di additivi di ogni genere,
costituiscono un fattore di prevenzione e di difesa dei processi vitali dell'organismo. Se
consideriamo che il mantenimento ed il potenziamento delle difese naturali dell'organismo, e
quindi la difesa e il miglioramento della salute, richiedono innanzitutto un'alimentazione
equilibrata e ricca di vegetali freschi e genuini, comprendiamo bene quale importanza abbia il
consumo di germogli di semi di vario tipo, quali cereali e leguminose, naturalmente
provenienti da coltivazioni biologiche.
I
semi di cereali o legumi allo stato crudo sono immangiabili ed indigesti; essi quindi devono
essere cotti per renderli commestibili ed assimilabili: il calore, infatti, trasforma gli
amidi in carboidrati più semplici, le proteine in frammenti più solubili, e così è
possibile utilizzarli per la nostra alimentazione. Con il calore però, la "vita"
che è presente allo stato latente nel seme, scompare: infatti, un seme dopo la cottura non è
più capace di germogliare.
Invece la germogliazione permette di mangiare crudi quegli stessi semi, fornendo cibi ricchi,
vitali e nutrienti, in cui l'energia "potenziale" contenuta nel seme si libera e si
trasforma in energia assimilabile dall'organismo.
Il germoglio infatti costituisce un alimento fresco, che si presta ad essere mangiato crudo,
ricchissimo di nutrienti quali vitamine, enzimi, oligoelementi, aminoacidi essenziali; è
facile da digerire, è privo di scarti poiché si utilizza per intero, è gustoso, è facile
da preparare e conservare, ed è anche molto economico poiché dà un'ottima resa.
Vedremo
più avanti come fare per prepararli, ma possiamo dire subito che, una volta preparati per la
germogliazione, tutto il processo avviene senza che noi si debba intervenire: non c'è da fare
nessun lavoro, lavora solo il tempo. Infatti subito dopo che il seme è stato messo in ammollo
ha inizio la "germinazione", cioè l'attivazione e la rivitalizzazione del germe del
seme, detto embrione, che rappresenta la giovane piantina e contiene in "nuce" tutte
le parti essenziali della futura pianta (fusticino, foglioline, radichette). Durante questa
fase, quando il germoglio è ancora piccolissimo ed è racchiuso all'interno del tegumento,
quindi non ancora visibile, avvengono profonde modificazioni nella struttura del chicco e
nella sua composizione biochimica. Man mano che il chicco assorbe acqua il seme si gonfia e il
guscio si fessura e il piccolo germoglio incomincia a crescere e a diventare visibile
all'esterno come una piccola plantula nella quale, in conseguenza di complesse reazioni
enzimatiche, le sostanze di riserva (amidi) del seme, contenute nel tessuto nutritivo
all'interno dei cotiledoni, vengono trasformate e mobilizzate, quindi assorbite dall'embrione
che si fa via via più grande diventando una "pianta germinativa", il Germoglio, che
se venisse piantato crescendo darebbe origine ad una nuova piantina, identica alla pianta
madre.
E'
proprio durante la trasformazione delle sostanze di riserva che avvengono le numerose e
complesse trasformazioni biochimiche, non ancora del tutto chiarite, che danno al germoglio la
sua ricchezza di sostanze: esso diventa un vero e proprio scrigno di principi nutritivi, che
sono di più facile digestione ed assimilazione da parte dell'organismo; ed ecco perché i
cereali e i legumi germogliati sono molto più digeribili - addirittura a crudo - dei semi di
origine per cui sono consigliati anche a chi soffre di una cattiva forma gastrointestinale.
Le sostanze di riserva contenute nel chicco sono costituite per gran parte da amidi ed
emicellulosa, che sono carboidrati complessi: essi vengono in gran parte trasformati in
destrine e maltosio, sostanze più semplici e dolciastre, che danno al germoglio il suo
caratteristico e delicato sapore leggermente dolce.
Anche
la parte proteica del chicco subisce una trasformazione, infatti le proteine vengono "predigerite"
dagli enzimi scomponendosi in aminoacidi, di più facile e veloce digestione e assimilazione,
e inoltre i germogli subiscono un aumento in aminoacidi essenziali, così come aumentano anche
gli acidi nucleici, i sali minerali e gli oligoelementi, che inoltre vengono a trovarsi in
forma organica e quindi più facilmente assimilabili ed utilizzabili dall'organismo, in
particolare il ferro, che in forma inorganica è di difficile assimilazione e può dare
origine a disturbi gastrointestinali. Le vitamine addirittura subiscono aumenti considerevoli,
dal 50% al 100%, e in certi casi anche molto di più, come ad esempio la vitamina A, che può
aumentare dopo 72 ore di germinazione anche del 370%. In particolare i germogli sono ricchi di
vitamina B12 , cosa che può essere utile, insieme alla ricchezza in ferro, per evitare
carenze qualora si segua un'alimentazione vegetariana.
Per
dare un'idea della "saggezza" della Natura facciamo solo un piccolo esempio: una
tazza media di ceci fornisce, grosso modo, la stessa quantità di proteine di una bistecca,
oltre a una buona quantità di sali minerali e vitamine; essi sono però carenti di vitamine
B12 e C ma... dopo la germinazione troviamo che queste due vitamine sono aumentate
considerevolmente! Tale fenomeno non deve stupirci, infatti è abbastanza logico che nel
processo di "rivitalizzazione" del chicco, quale è la germinazione, emergano
caratteristiche tipiche dei vegetali freschi, come la presenza di vitamina C.
La
preparazione
Da
quanto detto emerge chiara l'importanza di destinare una quota della propria alimentazione al
consumo di germogli di vari tipi. Vediamo dunque quali semi possiamo far germogliare e come
prepararli per ottenere i germogli.
Si possono far germogliare quasi tutti i semi, c'è solo l'imbarazzo della scelta, ma i più
indicati e sperimentati sono il frumento (o grano), la soia verde, il miglio, i ceci, i
fagioli, le lenticchie, il riso integrale, l'avena, il girasole, e qualunque altro seme
commestibile la fantasia vi suggerisca.
Bisogna evitare i semi delle solanacee (es. patata, pomodoro) perché contengono sostanze
tossiche.
E' preferibile utilizzare semi di coltivazione biologica, quelli cioè ottenuti senza uso di
concimi chimici di sintesi, di diserbanti, di anticrittogamici e altri veleni, per ovvi
motivi.
Il
metodo più semplice per ottenere i germogli, se non si dispone di un germogliatore apposito,
è quello di disporre i semi ben mondati e sciacquati in un piatto fondo con dell'acqua, in
modo che vi restino immersi; coprirli quindi con un tovagliolo umido e lasciarli a bagno da
sei a dodici ore, a seconda della grandezza dei semi. Al mattino i semi vanno risciacquati
ancora e disposti nuovamente sul fondo del piatto, così umidi come sono, ma senza aggiungere
altra acqua; vanno nuovamente ricoperti col tovagliolo umido e ancora con un piatto
rovesciato, e lasciati germogliare.
I
semi così predisposi vanno sciacquati due volte al giorno per i primi 2-3 giorni, poi basta
una sola volta, ad eccezione dei ceci e della soia che vanno sciacquati sempre due volte, poi
sempre ricoperti nel solito modo.
Si ripete il procedimento per 3-5 giorni, a seconda dei semi scelti, finché i germogli
avranno raggiunto una lunghezza di 3-
4 centimetri
, dopodiché si possono scoprire per esporli per qualche tempo alla luce, per far sì che si
arricchiscano della preziosa clorofilla (circa 7-8 ore alla luce indiretta, meno se al sole,
per evitare che si dissecchino). I tempi di germinazione possono variare al variare della
temperatura, oltre che dipendere dal tipo di seme scelto. Utilizzare quantità di semi non
troppo elevata, perché si ha un'ottima resa e anche per avere sempre un prodotto fresco e
vitale.
La
stessa operazione si può effettuare anche con un barattolo di vetro ricoperto con una garza,
che va inizialmente riposto al buio, oppure con uno scolapasta sul cui fondo sia stato messo
un tovagliolo e ricoperto con un altro.
Una volta ottenuti, i germogli vanno sciacquati delicatamente in un colino, eliminando
eventuali bucce libere e semi non germogliati; si lasciano scolare per qualche minuto e si
possono mettere in un contenitore di vetro con coperchio (non in busta di plastica!) e, se non
si consumano tutti, si possono mettere in frigo dove si possono lasciare anche fino a 6-7
giorni, sciacquandoli però ogni due giorni
Come
utilizzarli
Una
volta pronti, i germogli si possono mangiare tal quali, crudi o dopo breve cottura (che però
tende ad alterarne la ricchezza vitaminica).
Si consumano da soli, in insalata conditi con un po' d'olio e sale, oppure uniti a verdura o
frutta, anche nella preparazione di frullati e puree, o tritati e uniti a maionese fatta in
casa, puré o salse di vario tipo, o ancora uniti allo yogurt, aggiunti alle minestre di
verdura o agli stufati, pochi minuti prima di servirli a tavola, aggiunti al ripieno dei
tortellini, all'impasto delle polpette, come condimento di pasta e riso, eccetera. Come
vedete, gli utilizzi possibili sono tantissimi, e sono limitati solo dalla fantasia.
I
germogli, sono un vero e proprio concentrato enzimatico e vitaminico. Possono essere posti a
germogliare i semi di tutti i cereali, di frutta (melone e cocomero) e di legumi (azuki, soia,
ceci, lenticchie, piselli) provenienti da coltivazioni biologiche.
In commercio esistono appositi contenitori, i germogliatori, in plastica, ma e' possibile
anche mettere i cereali o legumi in un vaso di vetro della capacita' di
1 litro
, un litro e mezzo. Sciacquare più volte i semi; chiudere il vaso con una garza, fermata da
un robusto elastico; riempire a meta' il vaso con acqua tiepida e lasciarli a bagno per una
notte; scolare l'acqua; senza togliere la garza, sciacquare con acqua tiepida, che dovra'
essere scolata attraverso la garza, rovesciando il vaso; disporre il vaso in posizione
orizzontale, in modo che i semi si assestino sulla parete in uno strato sottile; ripetere il
risciacquo una volta al giorno (due, se l'ambiente e' molto secco), sempre senza togliere la
garza, tenendo il vaso al buio fino a germinazione ultimata (da tre a cinque giorni o più, a
seconda delle temperature e del tipo di seme); continuare il risciacquo giornaliero con molta
delicatezza, per non spezzare i germogli finché questi non avranno raggiunto la lunghezza di
uno/due centimetri.
I germogli saranno bianchi (più delicati) se cresciuti al buio o verdi (più ricchi di
clorofilla) se dopo la germinazione saranno esposti alla luce.
Sciacquare abbondantemente quattro o cinque volte prima di utilizzarli. E' un'operazione
indispensabile per eliminare i prodotti residui della germinazione, che possono anche essere
tossici.
Il modo migliore di consumare i germogli e' al mattino, a digiuno, si possono condire con
tamari, gomasio o anche solo olio e sale; oppure aggiungerli ad insalate, macedonie, yogurt od
anche cuocerli (meglio cotture non prolungate, per non distruggere elementi nutritivi
preziosi).
Il tempo di germinazione dipende dal tipo di seme usato es.:
|
seme
|
risciacqui
|
tempo
di germogliazione
|
lunghezza
ideale del germoglio
|
|
azuki
|
3/4
al giorno
|
3/5
giorni
|
2,5 cm
|
|
fagioli
|
3/4
al giorno
|
3/5
giorni
|
2/4
cm
|
|
ceci
|
4/5
al giorno
|
3/4
giorni
|
1 cm
|
|
lenticchie
|
2/3
al giorno
|
3/4
giorni
|
2 cm
|
|
soia
|
2/3
al giorno
|
4/5
giorni
|
4 cm
|
|
riso
|
2/3
al giorno
|
3/4
giorni
|
0,5 cm
|
|
grano
|
2/3
al giorno
|
3/4
giorni
|
1 cm
|
|
valori
nutrizionali
|
|
Vit
B1
|
aumento
del 50%
|
|
Vit
B2
|
aumento
del 50%
|
|
Vit
B5
|
aumento
del 100%
|
|
Vit
B6
|
aumento
del 100%
|
|
Vit
H
|
aumento
del 100%
|
|
Vit
PP
|
aumento
del 100%
|
|
Vit
C
|
aumento
del 100%
|
|
Vit
E
|
aumento
del 40/50 %
|
Un solo seme e' in grado di far nascere una pianta che sara' a sua volta capace di generare
circa 100 semi.
Ogni singolo seme possiede, quindi, potenzialmente, un'enorme energia vitale. L'energia
potenziale del seme, attraverso il processo della germinazione, si libera e si trasforma in
energia effettiva, rappresentata dal germoglio.
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