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"Usa - La discriminazione genetica bandita dalle aziende"
Il 21 novembre entra in vigore in Usa Genetic Information Nondiscrimination Act (GINA). Ciò significa che le aziende 
non potranno più pretendere dal personale o dai clienti il prelievo del sangue, il Dna, e 
nemmeno porre domande sugli precedenti familiari.

tratto
http://www.aduc.it del 21 novembre 2009

Il 21 novembre entra in vigore in Usa Genetic Information Nondiscrimination Act (GINA). Ciò significa che le aziende non potranno più pretendere dal personale o dai clienti il prelievo del sangue, il Dna, e nemmeno porre domande sugli precedenti familiari. "Un'immensa vittoria per tutti gli americani che non sono nati con i geni perfetti, vale a dire per tutti noi". E' in questi termini trionfanti che la rappresentante democratica di New York , Louise Slaughter, ha salutato l'entrata in vigore del provvedimento. Oggetto di trattativa aperta in Congresso per tredici anni e firmata dal presidente Bush nel 2008, la legge proibisce alle società di oltre 15 dipendenti di chiedere informazioni sul loro profilo genetico e di usarle per assumere, licenziare, promuovere o decidere della copertura sanitaria. La legge riguarda anche le assicurazioni (tranne le polizze vita). Il New York Times considera GINA come "la legge antidiscriminazione più importante degli ultimi vent'anni".


Dall'Italia agli Stati Uniti ecco cosa prevede la legge
tratto da http://espresso.repubblica.it del 09 novembre 2009

Italia
In Italia non esiste una legislazione ad hoc, che esplicitamente impedisca di far analizzare il Dna altrui. "Ma non occorre una nuova legge per ogni situazione", obietta Amedeo Santosuosso, consigliere della Corte d'Appello di Milano: "Chiunque facesse una cosa del genere senza il consenso del diretto interessato violerebbe la normativa già vigente sulla privacy, trattando senza autorizzazione i dati personali altrui, in concorso con l'azienda che concretamente effettua l'analisi. Solo se il fenomeno dovesse davvero diffondersi e aggravarsi sarebbe il caso di pensare a una legge specifica, con un aggravio delle pene".

Gran Bretagna
È l'unico paese in cui a tutt'oggi esiste una specifica legge al riguardo. Dal settembre del 2006, infatti, nel Regno Unito è in vigore lo Human Tissue Act, in base al quale è reato appropriarsi di materiale proveniente dal corpo umano con l'intento di analizzarlo senza il consenso del diretto interessato. Non ci sono ancora state condanne, ma per i trasgressori la pena prevista è una multa e la reclusione fino a tre anni. A spingere l'acceleratore dei parlamentari britannici, in anticipo sui colleghi del resto del mondo potrebbero essere state le questioni dinastiche e il timore di altri scandali a corte: nel 2002 infatti si era detto che qualcuno fosse intenzionato a impossessarsi di alcuni capelli del principe Harry per verificare se non fosse in realtà figlio di James Hewitt, amante della principessa Diana.

Australia
Anche l'Australia sta prendendo in considerazione una legge analoga a quella britannica, con una pena massima di due anni di reclusione.

Germania
I parlamentari tedeschi stanno discutendo l'opportunità di rendere illegali i test genetici effettuati senza il contesto dell'interessato. A sollevare il problema è stata una lunga battaglia legale condotta da un uomo che rivendicava la paternità di un bambino sulla base di un'analisi del Dna condotta su un chewing-gum masticato dal piccolo. Inizialmente la prova è stata accettata, ma alla fine dell'iter giudiziario la Corte suprema federale e quella costituzionale l'hanno considerata inammissibile.

Usa
Negli Stati uniti, dopo 13 anni di dibattiti, l'anno scorso è stato approvato il 'Genetic Information Nondiscrimination Act', spesso citato con l'acronimo GINA, che impedisce in ogni caso l'uso dei dati genetici personali come criterio discriminatorio nel mondo del lavoro e delle assicurazioni. Ciò dovrebbe per lo meno limitare i danni materiali del furto del genoma, mentre per quanto riguarda l'atto in sé, non esiste una legge federale unitaria. I veri pionieri dal punto di vista normativo sono comunque stati i legislatori dello Stato di New York, che già nel 1996 avevano dichiarato illegale effettuare senza consenso test genetici sui residenti e renderne noti i risultati. Negli ultimi cinque anni il Department of Health dello Stato di New York ha scritto ad almeno una ventina di aziende che effettuano test genetici di paternità e infedeltà, ricordando loro che la procedura, per quanto riguarda i cittadini newyorchesi, può essere richiesta solo da chi ha titolo per farlo, medici o autorità giudiziaria. Ma a tutt'oggi non si registrano procedimenti giudiziari a carico dei trasgressori.