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ROMA - Via libera al gelato ogm. Dopo il
semaforo verde della Commissione europea, già quest'estate nei 27 paesi della Ue si potranno
vendere coni "very strong", capaci di resistere a temperature polari senza perdere
cremosità. Grazie a un gene rubato a un pesce artico, i gelati transgenici saranno resistenti
come dischi dell'hockey su ghiaccio: potremo metterli nel più glaciale dei freezer per farli
resistere più a lungo senza squagliarsi.
La proteina sintetica utilizzata dalla Unilever si chiama Isp (Ice Structuring Protein) ed è
derivata da un lievito geneticamente modificato. Avendo ottenuto l'approvazione prima dell'Efsa
(l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) e poi della Commissione europea, potrà
essere inserita nella categoria dei novel foods come ingrediente alimentare nel ghiaccio.
Ma non tutti sembrano apprezzare la concentrazione tecnologica sulle performance termiche del
gelato. "I ricercatori dell'Indipendent Science Panel già nel 2006 avevano dimostrato
che la proteina della Unilever costituisce un allergene - commenta Nicoletta De Cillis, della
Fondazione Diritti Genetici - Per di più il nuovo ingrediente sarà etichettato semplicemente
come proteina Isp in base alla attuale normativa Ue che non sottopone casi come il gelato
della Unilever alla regolamentazione prevista per gli Ogm".
La Unilever
difende la sicurezza del suo brevetto perché il lievito ogm viene rimosso nel prodotto
finale, e sostiene che i nuovi gelati saranno più dietetici e meno costosi. "La
normativa varata nel 2000 è molto rigorosa", aggiunge Leonardo Vingiani, direttore di
Assobiotec. "Non si può essere favorevoli all'Efta quando boccia un prodotto ogm e
contrari quando ne approva un altro. È ora di affrontare la materia in maniera
scientifica".
Preoccupata invece Coldiretti che ha reso pubblica una ricerca Swg da cui risulta che le
proteine transgeniche non sono gradite a tre italiani su quattro. Secondo l'associazione degli
agricoltori, si mette a rischio l'immagine generale di un settore del made in Italy che ha
visto aumentare le esportazioni di gelato del 43 per cento in termini di fatturato nel primo
mese del
2009. In
Italia il mercato dei gelati vale 5 miliardi di euro: 15 chili l'anno a persona per coppe,
coni, bastoncini e vaschette per il 60 per cento di tipo artigianale.
Ed è proprio questo il centro della polemica. I produttori italiani vogliono rafforzare un
trend che ha visto salire i consumi dei prodotti locali e dei gelati a "chilometri
zero": dall'amarone in Veneto al pistacchio di Bronte in Sicilia, dal bergamotto in
Calabria ai frutti di bosco di Cuneo, dal gelso siciliano al latte di asina veneto, dal gelato
di ricotta al gelato al latte di bufala. Grazie alla creatività italiana si è arrivati ormai
a 600 tipi di gusti e le gelaterie artigianali sono ormai 35 mila.
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