"5 motivi per evitare i gelati
convenzionali"
Ingredienti
gonfiati con l'aria, proteine sintetiche ogm, additivi, aromi e coloranti di sintesi: per evitare
tutto questo,
meglio scegliere un buon gelato bio. I gelati industriali vengono preparati mesi prima del
consumo, e
spesso trasportati anche a lunghe distanze.
tratto da
http://www.autocoscienza.org
del 12
luglio 2010 a firma di Giuliana Lomazzi
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Ingredienti
gonfiati con l'aria, proteine sintetiche ogm, additivi, aromi e coloranti di sintesi: per
evitare tutto questo, meglio scegliere un buon gelato bio. In
media, noi italiani mangiamo ogni anno Purtroppo,
dal punto di vista qualitativo non possiamo dire che le cose vanno così bene. Ecco 5 buoni
motivi per gustarsi un buon gelato bio, o biodinamico, piuttosto di uno convenzionale,
industriale o artigianale (sì, perché anche quello artigianale può riservare gelide
sorprese). Se vi sembrano pochi, leggeteli attentamente e scoprirete che sono molto validi! 1. Un cono al pesce Così
ci ritroveremo con un gelato ogm che, a detta del produttore, conterrà però molti meno
grassi. Ma ci ritroveremo anche con il rischio di allergie perché, come sappiamo, i lieviti
sono degli allergeni. Consola sapere che per il momento questa proteina, già impiegata negli
Stati Uniti e in Nuova Zelanda, non verrà usata in Italia. La sua presenza deve essere
comunque dichiarata in etichetta. 2. Quanta aria desidera? Il
risultato? Un prodotto soffice e leggero, con una percentuale di aria che si aggira sul
100-130%. Insomma, come dire che da 5 chili di miscela base (acqua, grassi, zuccheri ecc.) si
ottengono 3. Materie prime poco valide Ricordiamo
che i grassi vegetali ottenuti con sostanze chimiche sono nocivi per l'organismo. Inoltre
spesso dietro questa dicitura si nascondono l'olio di cocco o il grasso di palma, che sono
entrambi saturi; quello di palma in particolare richiede, per la sua produzione, un alto
tributo alle foreste tropicali. 4. Aggiunte a gogò A
questi si aggiungono i coloranti sintetici. Nel bio sono concessi solo coloranti naturali
(come l'estratto di barbabietola per ravvivare lo sciroppo di amarene) e stabilizzanti
ricavati da sostanze naturali come l'agar-agar, la farina di carrube o i semi di guar.
L'emulsionante del gelato bio è la lecitina, utile per ottenere impasti voluminosi senza
usare il tuorlo d'uovo. Ed
ecco qualche numero relativo agli additivi: nel gelato convenzionale si possono usare 48
stabilizzatori diversi, contro i 12 del bio (e soltanto uno concesso nel biodinamico: la
farina di semi di guar). Quanto agli emulsionanti, nel gelato convenzionale si può scegliere
tra 19 tipi diversi, mentre nel bio è concessa soltanto la già citata lecitina. 5. I semilavorati Scegliere un buon gelato Tra
le materie prime che è meglio evitare, oltre a quelle già citate, ricordiamo lo sciroppo di
mais, vietato nel biodinamico. Si tratta di un prodotto economico e con un alto potere
dolcificante, ottenuto lasciando a lungo in immersione il mais in vasche piene di enzimi che
possono essere ogm. Attenzione anche agli sciroppi di glucosio e fruttosio, pure questi
derivati dal mais. La
presenza di pezzetti di frutta fresca o secca è evidentemente indice di un buon prodotto.
Infine, valutiamo il sapore. Se è stucchevole ci può essere troppo zucchero, usato magari
per coprire il gusto di materie prime di scarsa qualità. Anche
un gelato pesante da digerire non è l'ideale: probabilmente abbonda di grassi. O forse
abbiamo esagerato noi con le dosi. Infatti anche queste vanno tenute d'occhio: non
dimentichiamo che il gelato è un prodotto decisamente calorico. Ecco perché è bene
orientarsi su sorbetti e gelati a base di yogurt o soia, a scapito soprattutto di semifreddi,
cornetti e biscotti farciti. L'idea
di pasteggiare con il gelato non è ottimale; meglio fare un pasto leggero e concludere con un
gelatino di proporzioni modeste, comunque non troppo spesso. Il futuro del gelato artigianale di
Giuliana Lomazzi |
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