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"In finanziaria spuntano anche i gruppi di acquisto solidali"  
tratto http://www.acquistiverdi.it/ del 09 gennaio 2008

Agire in maniera singola (magari senza spostarsi di casa) ma all’interno di una rete per acquistare collettivamente prodotti alimentari e di consumo quotidiano rifornendosi preferibilmente da produttori locali e conosciuti.

E' il principio che ispira i Gas, gruppi di acquisto solidale che partono da un approccio critico al consumo e che vogliono applicare il principio di equità e solidarietà ai propri acquisti. I criteri che guidano la scelta dei fornitori (pur differenti da gruppo a gruppo) in genere sono all´insegna della qualità del prodotto, dell´impatto ambientale totale (prodotti locali, alimenti da agricoltura biologica od equivalenti, imballaggi a rendere) e della solidarietà estesa ai membri del gruppo, ai produttori dai quali si riforniscono, ai lavoratori del prodotto in origine.

Nel vasto panorama dei Gas si trovano associazioni riconosciute, gruppi informali, cooperative del settore; con una esperienza nata nel 1994 a Fidenza, proseguita due anni dopo con la pubblicazione della "Guida al consumo critico" fino alla nascita della rete nel 1997, sono più di 300 oggi i nuclei attivi in tutta Italia, riuniti in una rete nazionale e sette reti locali.

E come sempre come quando da una iniziativa sporadica si passa ad un sistema organizzato, con la crescita numerica degli associati ai singoli Gas e la diffusione crescente di queste esperienze sul territorio nazionale, si è posto il problema di una maggiore formalizzazione organizzativa e conseguentemente l'opportunità di definire legislativamente, per quanto possibile, cosa siano e come operano. D'altra parte era necessario che venisse ribadito il fatto che l'esistenza di un Gas e la sua attività sono cosa assai diversa - ai fini fiscali- di una qualsiasi altra attività commerciale.

Da qui la richiesta partita in occasione del settimo raduno nazionale dei Gas a Marina di Massa, di un emendamento da inserire in finanziaria, di cui si è fatta promotrice la senatrice Loredana De Petris e che ha avuto esito positivo.

Nella finanziaria 2008 infatti, all'art.1 commi dal 266 al 268, si definiscono i gas, le attività che svolgono e con quali finalità e che queste non sono da definirsi commerciali ai fini dell'applicazione del regime di imposta, per prevenire eventuali interpretazioni difformi degli uffici tributari a livello locale.
Una derubricazione che ha un costo per le finanze pubbliche valutato in 200.000 euro annui a decorrere dall'anno 2008, cui sempre nella manovra di bilancio si provvede mediante una "corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa".

Un altro passo verso una società in cui il modello di consumo non sia quello imposto da una economia spinta verso una crescita compulsiva, ma dettata da bisogni concreti, cui si cerca con i Gas di dare una risposta alternativa praticabile da subito.


Approvata legge finanziaria con commi sui GAS

tratto da http://www.retegas.org/

E' stata approvata la legge finanziaria 2008 con i commi che riguardano i GAS.

Articolo 1 - Commi 266-268
Gruppi di acquisto solidale.
Istituiti i gruppi di acquisto solidale.
Le loro attività rivolte agli aderenti non sono commerciali ai fini Iva

266.
Sono definiti «gruppi di acquisto solidale» i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e di vendita.

267.
Le attività svolte dai soggetti di cui al comma 266, limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano commerciali ai fini dell’applicazione del regime di imposta di cui al decreto del presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, ferme restando le disposizioni di cui all’articolo 4, settimo comma, del medesimo decreto, e ai fini dell’applicazione del regime di imposta del Testo unico di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

268.
All’onere derivante dalle disposizioni di cui ai commi 266 e 267, valutato in 200.000 euro annui a decorrere dall’anno 2008, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 5, comma 3-ter, del decreto legge 1º ottobre 2005, n. 202, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 novembre 2005, n. 244.


Commenti ai commi sui GAS della finanziaria 2008

La legge finanziaria 2008 contiene i commi da 266 a 268 dedicati ai GAS. Qui sotto trovate i commenti "tecnici" di due giornali e quelli del gruppo di lavoro dei GAS sugli aspetti fiscali. Il testo dei commi, l'emendamento presentato in commissione al Senato e la sua motivazione sono già disponibili come notizie sul sito retegas.  

Italia Oggi - Speciale Guida alla Finanziaria 2008 (in edicola dal 16.1.08) - pag. 176 - Commento ai cc. 266-268 della Finanziaria 2008
"CC. 266-268:
Istituita la figura dei G.a.s., per i quali vengono introdotte disposizioni fiscali di favore.
Sono definiti tali le associazioni non lucrative costituite per acquistare e distribuire beni agli aderenti, senza alcun ricarico, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale.
Le attività svolte da questi soggetti nei confronti dei propri aderenti non si considerano commerciali né agli effetti dell'iva né agli effetti dell'imposizione diretta (fermo il rispetto delle condizioni di cui all'art. 4, 7°c. dpr 633/72 e 148 TUIR: democrazia interna, vincoli patrimoniali di non distribuzione utili, ecc.)."


Il Sole 24 Ore - Documenti - La Manovra Finanziaria (24.12.07) - pag. 55 - Commento ai cc. 266-268 della Finanziaria 2008:
"CC. 266-268:
Istituiti i G.a.s. Le loro attività rivolte agli aderenti non sono commerciali ai fini Iva e Imposte dirette."


Commenti ai commi 266-268 della finaziaria 2008

1) La "nuova" norma ha, di fatto, natura "interpretativa" e non innovativa.
Per come è stato argomentato l'intervento del legislatore (cfr. relazione accompagnatoria all'emendamento, predisposta dall'ufficio giuridico della senatrice De Petris: unica ratio legis di fatto rinvenibile sul punto), i cc. 266 e 267 regolamentano - una volta per tutte - l'attività di chi é già costituito (o si costituirà) in associazione/ente-soggetto associativo/ENC/ecc. (che deve rispettare le condizioni già note di cui all'art. 4/iva e art. 148/imposte redditi, ovvero con statuto contenente determinati requisiti, registrato c/o Ag. Entrate, ecc.) come già succedeva prima del 31.12.07.
Nota: già prima della Finanziaria 2008 le associazioni GAS richiedevano il solo codice fiscale e non aprivano P. Iva, proprio perché già si riteneva, a titolo interpretativo, che la loro attività non rilevasse a fini "commerciali".

2) I gruppi informali - che agivano e agiscono come "gruppi di persone/amici/parenti non costituite in associazione" - gestite con il criterio della intestazione dei singoli acquisti ai codici fiscali delle diverse persone fisiche al solo fine di consumo personale - non sono da considerarsi "enti/soggetti associativi" ai sensi dei cc. 266 e 267 dell'art. 1 della Finanziaria 2008 (non hanno mai redatto un atto costitutivo - in quanto informali - non hanno uno statuto, né l'hanno mai registrato - non hanno obblighi - operano senza codice fiscale "di un ente terzo" e senza P. Iva) e quindi non sono ente/soggetto associativo (ai fini fiscali).

3) Il testo sostanzialmente dice che "la successiva distribuzione di beni (precedentemente acquistati dal Gas pagando regolarmente Iva ai fornitori, ove dovuta) ai soli aderenti al Gas, effettuata senza ricarico, non é considerata "attività commerciale" rilevante ai fini Iva/II.DD (se sono rispettate le condizioni di cui all'art. 4/Iva e 148/TUIR)".

Quindi:

Chi si costituisce in associazione/ente associativo (la nozione é rimasta indistinta per farci star dentro le più svariate forme giuridiche - Ass. culturali / APS/ ecc.) sa ora (definitivamente) cosa fare, senza più dubbi sulla relativa formalizzazione e gli obblighi relativi (che - peraltro - in via interpretativa - ritenevamo già prima sussistere).

Nulla cambia per chi gestisce a livello informale e "privato" un'attivita di acquisto solidale con altre persone/parenti/amici (e non é costituito in associazione/ente associativo).

Il gruppo informale é e rimane certamente, a livello etico, comunque un "Gas": per tutto quello che rappresenta, per le persone che gli danno vita, per la carta dei valori in cui chi ne fa parte si riconosce, per l'attività di rete in Retegas ... ma purtroppo il gruppo informale soffre legislativamente - da sempre - tutti i limiti della propria "invisibilità esterna": non può avere (e non lo poteva avere neanche prima!) "riconoscimento" fiscale, non può stipulare contratti, non può interloquire o essere riconosciuto (dalla maggior parte degli) enti locali, ecc. ecc.

Infine, avere un riconoscimento giuridico dei GAS può facilitare la strada ad un soggetto istituzionale (in particolare un Ente Locale) che voglia intraprendere progetti, iniziative di promozione o di sostegno per questa forma di acquisto consapevole.

I GAS e la finanziaria: comunicato stampa

In sede di Commissione Bilancio del Senato è stato approvato, tra gli altri, il seguente emendamento all’art. 5 del D.D.L. Finanziaria 2008, che prevede l’introduzione dei seguenti commi 47-bis e 47-ter (in attesa di approvazione definitiva da parte delle Camere):

EMENDAMENTO ART. 5 D.D.L. Legge Finanziaria 2008

Dopo il comma 47, inserire i seguenti:

"47-bis. Sono definiti "gruppi di acquisto solidale" i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti", con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e vendita.

47-ter. Le attività svolte dai soggetti di cui al comma 47-bis, limitatamente a quelle rivolte verso gli aderenti, non si considerano commerciali ai fini dell'applicazione del regime di imposta di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.633, ferme restando le disposizioni di cui all'art. 4, settimo periodo, del medesimo decreto, e ai fini dell'applicazione del regime di imposta di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.917”.

L’emendamento è il frutto di un lungo percorso di democrazia partecipativa iniziato all’interno del movimento dei G.a.s. a dicembre 2006, grazie alla sollecitazione e alla collaborazione offerta dalla senatrice dei Verdi De Petris, successivamente proseguito a livello locale ed infine discusso e ratificato a giugno 2007 in occasione del Settimo Raduno nazionale dei Gruppi di acquisto Solidale a Marina di Massa.

Nelle Motivazioni che seguono e che hanno accompagnato in sede parlamentare la proposizione dell’emendamento è possibile rinvenire le ragioni e le opportunità che hanno portato a una prima definizione legale di G.A.S., nonché alla conferma legislativa della piena decommercializzazione ai fini fiscali del modo di operare dei G.A.S. nei confronti dei propri aderenti.


Motivazioni dell'emendamento

Il dibattito su un modello “nuovo” di economia che si fondi su criteri di sostenibilità ambientale e di solidarietà sociale, animato da una nuova etica del consumatore responsabile e informato ha dato vita, a partire dal 1994, allo sviluppo sul territorio nazionale di una serie di esperienze concrete di cambiamento dei rapporti fra produttori e consumatori, conosciute con la denominazione di “G.A.S. - Gruppi di Acquisto Solidale”.
I GAS sono costituiti da cittadini e nuclei familiari che decidono di incontrarsi per acquistare collettivamente beni e servizi, alimentari e non, di uso comune, orientando però le loro scelte nel segno della sostenibilità sociale ed ambientale.
I G.A.S. privilegiano quindi l’acquisto da piccoli produttori locali (per facilitare la conoscenza e il contatto “diretti” e ridurre – ove possibile - i consumi energetici e l’inquinamento legato al trasporto e alla conservazione).
I G.A.S. prediligono inoltre le acquisizioni di prodotti biologici e/o del commercio equo e solidale, che escludano l’impiego di additivi e concimi chimici e forniscano garanzie sulla qualità e la dignità dei rapporti di lavoro (con attenzione rivolta all’intero “ciclo di vita del prodotto” - dal riuso di imballaggi, alla riduzione della produzione di rifiuti e all’impatto complessivo del processo produttivo sull’ambiente e sulle relazioni sociali).
Nei G.A.S. la condivisione delle scelte di consumo mette in moto anche una innovativa e coinvolgente esperienza di “partecipazione” solidale, su base essenzialmente volontaristica e di mutuo aiuto, che crea una rete di rapporti umani e di solidarietà che contribuisce a rompere l’isolamento ed a contrastare la subalternità del consumatore nel mercato globalizzato.
Alcuni GAS hanno costituito negli anni una rete nazionale (www.retegas.org) che oggi associa oltre 300 nuclei attivi sul territorio nazionale e sette reti locali.
Dal punto di vista organizzativo, lo sviluppo dei gruppi è stato fortemente condizionato dalle realtà locali e si articola oggi in varie forme, prive di scopo lucrativo (gruppi di vicinato del tutto spontanei ed informali; associazioni non profit - culturali, di promozione sociale, etc.; cooperative di consumo).
Con la crescita numerica degli associati ai singoli GAS e la diffusione crescente di queste esperienze sul territorio nazionale, si è posto spesso il problema di una maggiore formalizzazione organizzativa e conseguentemente l’opportunità di definire legislativamente, per quanto possibile, cosa sia un G.A.S.
Allo stesso modo si è ritenuto opportuno confermare, senza possibilità di equivoco, la decommercializzazione ai fini fiscali delle attività svolte dai G.A.S. nei confronti dei propri aderenti, anche per prevenire eventuali interpretazioni difformi degli uffici tributari a livello locale.

Il testo definitivo dell’emendamento è frutto delle modifiche via via richieste dai tecnici del Ministero dell’Economia e delle conseguenti revisioni apportate in sede di discussione in Commissione Bilancio del Senato.

   


www.retegas.org