"La frode alimentare non è più reato.
Grazie a Calderoli"
Sembra
definitiva l’abrogazione della legge 283 del 1962, che puniva le adulterazioni alimentari. Ad
accorgersene il pm
torinese Raffaele Guariniello, attualmente occupato nell’azione di contrasto nei confronti
di questo genere di reato.
tratto da http://www.dirittodicritica.com
del 17 gennaio 2010 a firma di Paolo
Ribichini
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Tutto
iniziò con un incendio degno di un film di Hollywood. Era il 22 marzo 2010, quando, vestito
con una giacca in pelle nera, il ministro Roberto
Calderoli decise di semplificare
il sistema normativo italiano. E lo ha fatto alla sua maniera. Non abrogando una legge alla
volta dopo un’attenta analisi. Bensì incendiandone 375mila tutte insieme. Un vero e proprio
genocidio di articoli e norme. E poco
importa che tra quelle ci fossero anche leggi che vietavano di adulterare gli alimenti. Se
è stata evitata in extremis l’abrogazione
del tribunale dei minori, al momento sembra definitiva l’abrogazione della legge 283 del
1962, che puniva le adulterazioni alimentari. Ad accorgersene il pm torinese Raffaele Guariniello, attualmente occupato nell’azione di contrasto nei
confronti di questo genere di reato. Tra
le indagini che il pm, noto per i processi Juventus e ThyssenKrupp,
sta attualmente seguendo, la più nota è quella sulle “mozzarelle
blu”. L’inchiesta relativa alla vicenda che fece scalpore qualche
mese fa, dalla seconda metà di dicembre si trova di fatto bloccata, non avendo più alcuna
normativa a cui fare riferimento. Come si è giunti a questo incredibile errore?
Calderoli aveva dato disposizione di cancellare 375mila leggi precedenti al 1970, senza
eccezioni. Però, proprio per ovviare al rischio di eliminare norme vecchie ma ad oggi ancora
valide ed indispensabili, era stato dato mandato all’ufficio tecnico del ministro della
Semplificazione, di stilare un elenco di leggi da
salvare. Ma in quell’elenco la legge sull’adulterazione degli alimenti non
è stata inclusa. Così la norma risulta di fatto abrogata dall’11 dicembre. Qual è il rischio ora? A causa dell’abrogazione, anche se la legge venisse riesumata, i vari
processi sui cibi adulterati verrebbero archiviati senza un nulla di fatto, in quanto
prevarrebbe il principio di applicazione delle norme più favorevoli all’imputato. Adesso,
quindi, anche se la legge venisse riesumata, i processi si concluderanno con delle assoluzioni
in base al principio che devono essere applicate le norme più favorevoli agli imputati. Intanto
il Pd annuncia un emendamento al
decreto milleproroghe per ristabilire la legge sulla tutela degli alimenti. Ma il danno è già
stato fatto: il 21 dicembre scorso è avvenuto il primo
caso di assoluzione. L’imputato era il gestore di un esercizio commerciale,
salvo “perché il fatto non è più previsto dalla
legge come reato”. |
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