"Ecco perchè l'influenza A non è una
minaccia"
Tom Jefferson della Cochrane Collaboration (l'articolo è comparso su MedConsumers ed è stato
ripreso da TorinoMedica).
tratto da http://www.aamterranuova.it
del 9 ottobre 2009 a firma di
C.B.
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Cosa c'è dietro la "pandemia" di influenza A? Perchè non si può
parlare di grave minaccia? Lo spiega con parole chiarissime Tom Jefferson della Cochrane
Collaboration (l'articolo è comparso su MedConsumers ed è stato ripreso da TorinoMedica).
TJ: Sì, si può
concludere che il virus H1N1 non è così minaccioso come lo si è voluto dipingere. MN: E nessun vaccino H1N1
era a disposizione degli Australiani prima dell’arrivo dell’inverno. TJ: Sì, è vero. Ma la
prego di notare che non ho risposto alla seconda parte della sua domanda iniziale: cioè se
l'Australia sia andata incontro ad una pandemia. Questo perché, sul sito dell'Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS), la definizione di pandemia è cambiata a far data dal mese di
maggio 2009. La versione precedente definiva pandemia
come: "Una pandemia influenzale si verifica quando un nuovo virus influenzale appare in
una popolazione umana che non ha immunità, causando epidemie in tutto il mondo con un numero
enorme di morti e malattie [enfasi presente nel documento originale]." Nel documento
sosia che è attualmente presente nel sito web, la definizione di pandemia è
cambiata: "Una epidemia di una malattia si verifica quando ci sono più casi rispetto al
normale di questa malattia. Una pandemia è un'epidemia mondiale di una malattia. Una pandemia
influenzale si può verificare quando appare un nuovo virus influenzale contro il quale la
popolazione umana non ha alcuna immunità ". TJ: Questa definizione
rende la differenza tra influenza stagionale e pandemia influenzale discutibile. TJ: No, non lo so, ma
quando si legge il documento dell'OMS sulla pandemic preparedness, che è di 62 pagine, si
vede che nel conteggio delle citazioni ci sono solo due riferimenti relativi al lavaggio delle
mani, tre per le maschere, uno per i guanti, 23 per i vaccini e 18 per farmaci anti-virali. Ciò
che andrebbe promosso dalla WHO in tutto il mondo, soprattutto nei paesi poveri, sono gli
interventi di sanità pubblica, invece, ad essere spinti sono gli interventi farmacologici.
Dalle nostre reviews emerge la chiara evidenza che gli studi di vaccini anti influenzali
sponsorizzati dall'industria farmaceutica sono aumentati di importanza e visibilità, molto più
rispetto agli studi non sponsorizzati dall’industria farmaceutica. Tuttavia, questo non è
spiegato dalle dimensioni o la qualità degli studi che risulta essere la medesima. La
spiegazione più probabile, e molto sgradevole, di questo dato è che le riviste scientifiche
più prestigiose pubblicano con maggior probabilità studi sponsorizzati dall’industria
probabilmente a causa dei soldi che guadagnano dalla vendita delle ristampe degli studi e
degli spazi pubblicitari. MN: Ma Tom, molti che
leggeranno tutto ciò diranno, "Sì, forse un sacco di persone si faranno i soldi sulla
nostra paura, ma io comunque mi farò vaccinare". TJ: Prima di tutto, non
è "forse" un sacco di persone stanno per fare soldi. Ecco un
indice azionario dell’influenza suina e aviaria, che dice quanti soldi hanno
fatto, solo negli ultimi sei mesi, le imprese coinvolte nelle ricerche sul vaccino. Quindi, se
vuole sapere come sta andando la pandemia, può consultare questo sito web. Lo chiamo il “pandemiometro",
il barometro della pandemia. Non dimentichi di leggere i commenti a fondo pagina, le
intuizioni e i contributi degli esperti. MN: Vuole dire che questo
sito Web è un barometro della paura della pandemia? TJ: No, penso che sia un
riflesso di ciò che questa pandemia è in realtà: una
operazione commerciale. MN: TJ: Si, le ho. Sono a
conoscenza di un solo studio pubblicato. È apparso di recente nella versione
on-line [11 Settembre 2009] del New England Journal of Medicine. Ho quattro
problemi con questo studio, che è stato condotto in Australia. 1) è stato minuscolo,
solamente 240 adulti. Gli autori hanno rilasciato dichiarazioni rassicuranti sulla Guillain-Barré,
il che è ridicolo, perché MN: Può semplicemente
tornare indietro e spiegare in che modo gli studi del vaccino determinano se un nuovo vaccino
dovrebbe essere approvato? TJ: In tutte le nostre
reviews di studi che hanno coinvolto vaccini contro l'influenza stagionale, abbiamo sempre
cercato i veri outcomes, cioè, i casi di influenza, bronchite e polmonite. [Negli studi di
altri vaccini come questo nuovo dall’Australia], i ricercatori, dopo aver inoculato un
vaccino sperimentale, osservano la quantità e la qualità degli anticorpi [nel sangue] dei
volontari. Se questi ne producono una quantità pre-definita considerata
"protettiva", si presume che, una volta vaccinati, le persone saranno protette.
Quindi la questione principale è come questi marker di laboratorio possono essere correlati
con un effetto protettivo sulle persone. Per rispondere alla domanda abbiamo esaminato tutti
gli studi su vaccini contro l'influenza dal 1948 al 2007. Una risposta netta è resa difficile
dalla scarsa qualità di questi studi, ma i vaccini hanno dato scarsi risultati specialmente
nei pazienti anziani (per i quali sono universalmente raccomandati). Quindi, se questa è la
traccia, perché i ricercatori perseguono la stessa vecchia, stanca e infruttuosa strada? MN: Sì, lo ha detto in
modo molto chiaro nell’intervista del 2006
dopo che aveva pubblicato una relazione dettagliata sul British Medical Journal. Che dire dei
dati statistici prodotti dai CDC che ogni anno i media sparano per spaventarci e spingerci a
vaccinarci: 36.000 decessi ogni anno negli Stati Uniti a causa dell'influenza? Non cambia mai. MN: Ci stiamo riferendo
al vaccino contro l'influenza stagionale, che il CDC raccomanda di solito per alcune fasce di
popolazione come i bambini sotto i due anni e gli anziani ... TJ: Non vi è alcuna
prova che i vaccini contro l'influenza stagionale abbiano alcun effetto, specialmente
negli anziani e nei bambini. Nessuna evidenza di riduzione di [numero di]
casi, di morti, di complicazioni. MN: Ovviamente, non c'è
revisione Cochrane all'orizzonte per il virus H1NI. TJ: Certo che no, non ci
sono ancora i dati da esaminare. Non vi è alcun problema con il virus H1N1. Non è diverso da
qualsiasi altro virus stagionale. In realtà, sembra -dall'esperienza Australiana- che sarà
più lieve e potrà essere gestito con misure di
sanità pubblica, come ad esempio lavarsi le mani, le maschere. |
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