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Con
tutta l’attenzione mediatica incentrata sull’influenza suina o A/H1N1 la gente si è
“leggermente” spaventata e sta prendendo tutte le possibili precauzioni per proteggersi ed
evitare la diffusione della malattia: lavarsi le mani, evitare i luoghi affollati, indossare
le mascherine chirurgiche monouso.
La vendita e l’utilizzo delle mascherine hanno toccato livelli record e, sebbene le scorte
siano elevate, non dovrebbe mancare molto tempo prima che inizino a scarseggiare.
Ma le mascherine chirurgiche offrono il tipo di protezione che le persone cercano?
Non
troppo tempo fa, in ASIA in seguito all’epidemia si SARS furono moltissime le persone ad
indossare la mascherine (immancabili in ogni foto e in ogni collegamento). Negli ultimi anni
però molti studi hanno concluso che le mascherine chirurgiche monouso viste nelle foto non sono abbastanza efficaci nel bloccare le particelle virali sospese
nell’aria come quelle della SARS o dell’Influenza Suina, riescono comunque a ridurre fino
a quattro volte il rischio di contrarre l`influenza.
Malgrado
ciò la produzione e la vendita delle mascherine chirurgiche non è certo aumentata perchè le
persone adottano la filosofia “meglio poco che niente”.
In
realtà c’è mascherina e mascherina.
Quelle che vedete nello foto sono le classiche
mascherine chirurgiche monouso leggere, confortevoli e meno opprimenti. Servono a proteggere
dalle goccioline infette ma non rappresentano però una barriera per le particelle più
piccole. Hanno più o meno lo stesso effetto di quando ci si copre la bocca con la maglietta
per proteggersi dal fumo, quindi non sono certo efficacissime.
Le più raccomandabili sono invece i cosiddetti respiratori
del tipo N95: queste maschere, in apparenza molto simili alle prime, riescono
a filtrare, oltre alle gocce di saliva, anche le particelle più piccole. Sono più efficaci
ma meno confortevoli: i respiratori aderiscono meglio al viso (differiscono infatti per misura
e grandezza), e per questo motivo sono più difficilmente sopportabili per un’intera
giornata. Sono indicate nelle situazioni di “stretto contatto” con una persona infetta
(secondo l’Organizzazione mondiale della sanità “a stretto contatto” vuol dire a meno
di un metro di distanza) e quindi per il personale sanitario. Quelle con filtro al carbonio, costo
dai 30 euro in su, frenano fino al 95% degli agenti infettivi.
E comunque non
lasciatevi prendere dal panico: se proprio non resistete indossatele solo
negli aeroporti o in altri luoghi molto affollati ma evitate di indossarle in auto o a casa
perchè sarebbe solo uno stress inutile.
Gli ultimi dati riportano un calo dei contagi e la
possibilità che il tutto finisca a tarallucci e vino (quelli comprati dalle case
farmaceutiche per festeggiare i miliardi incassati) come è già stato per
la SARS
…
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