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Il modus
operandi dell'autorità in relazione alla cosiddetta pandemia è emblematico. Il
vice-ministro delle malattie, Strazio,
ed i suoi portavoce alternano, nei loro discorsi, blandizie e dichiarazioni spaventose. Chi
non ha ancora compreso la vera natura del potere è frastornato ed è incline a ritenere che
le istituzioni stiano dimostrando inefficienza, riandando con la mente alle celebri pagine dei
Promessi sposi, in cui Manzoni stigmatizza con amara ironia l'insipienza del governo milanese
di fronte all'epidemia di peste, prima pervicacemente negata, poi ridimensionata, poi
obliquamente ammessa con l'ambigua dicitura di "febbri pestilenziali".
La situazione attuale è molto diversa. Il potere sta usando tutte le strategie più raffinate
per conseguire i suoi scopi criminali: sfoltire la popolazione e ridurre in servaggio i
sopravvissuti, senza che i cittadini si accorgano del baratro verso cui essi, spesso
volontariamente, si stanno dirigendo. Non sorprendano le affermazioni all'apparenza
contraddittorie sul fantomatico virus A/H1N1. Bisogna evitare che i sudditi siano presi dal
timor panico che causerebbe un collasso del sistema, ma occorre pure instillare senza tregua
una sottile inquietudine. Questa incertezza deve tenere sulla corda l'opinione pubblica,
spingendola ad accettare
i vaccini, anzi ad esigerli. E' una forma di istigazione al
suicidio, ma abilmente camuffata.
Si assiste ad una politica del bastone (il virus è aggressivo e potrebbe mutare) e della
carota (il numero dei morti causati da questa forma influenzale è inferiore a quello
provocato dall'influenza stagionale). Non è schizofrenia del potere, ma scaltro dosaggio di
un veleno che viene inoculato in vittime che vengono prima cloroformizzate.
Basterebbe osservare il volto del demoniaco Strazio per capire quale scellerato progetto stiano perseguendo le élites:
qui Manzoni viene a taglio, con la descrizione del vecchio mal vissuto, con la sua
"canizie vituperosa". Il cipiglio di Strazio, gli occhi luciferini, la voce dall'inflessione suadente, ma
arrugginita sono lì a testimoniare propositi innominabili. Né si può sottacere del cinismo
che colui non riesce in nessun modo a dissimulare, allorquando cita i morti "fatti"
dall'inesistente pandemia. L'uso del crudo e statistico verbo "fare" tradisce più
che l'indifferenza, il compiacimento per i letali risultati conseguiti, con la gente che
inconsapevolmente si getta nelle grinfie dei suoi aguzzini... e costui è un medico!
Decenni di televisione e di propaganda hanno trasformato gli uomini in pecore di un gregge
atterrito e docile. Le reazioni appunto sono gregarie: l'informazione indipendente ha apppena
incrinato l'ottusa e cieca fiducia nel potere. Basterebbe riflettere per un istante: per quale
misterioso motivo uno stato che scortica i cittadini con i tributi più esosi, che considera i
giovani come carne da cannone, gli anziani come pesi inutili, uno stato che deliberatamente avvelena
l'ambiente, il cibo, l'acqua, uno stato che massacra nelle carceri detenuti
inermi e spesso innocenti, dovrebbe ex
abrupto diventare tanto sollecito da distribuire gratuitamente dosi di vaccino ad
ognuno di noi? E' possibile che non si fiuti l'inganno?
Hanno scelto dei bersagli precisi: bambini, adolescenti, infermi ed anziani. Costoro possono
essere falcidiati. La strage degli innocenti è condicio
sine qua non per perpetuare il controllo mentale e della percezione che sarà
suggellato forse nel 2012, anno dell'instaurazione del superstato
mondiale.
Qualche anno fa, grazie ad un lapsus freudiano, l'attuale ministro delle casse vuote, Tremostri,
intervistato da un giornalista sui problemi di bilancio che attanagliano il sistema
previdenziale, rispose con diabolico candore: "Tanto
prima o poi i pensionati morranno". E' questa la totale insensibilità
dei "politici" che considerano la vita umana alla stregua di un fastidioso ciottolo
sul sentiero. Come si può credere che costoro siano interessati a preservare la nazione
dall'epidemia? Nonostante ciò, quanto più l’incubo diviene angosciante, tanto più si
rafforza nel popolino la visione di uno stato-padre-madre, severo ma amorevole, nel cui seno
trovare rifugio.
Vero è che questo deplorevole cinismo non di rado alligna tra la gentucola che, invece di
combattere e delegittimare le élites
sataniste, invoca "un'igiene del mondo" che colpisca gli sventurati al fine di
risolvere il "problema" dell'incremento demografico. Non sarà poi così irrazionale
la storia, qualora dovesse agire di conseguenza, estirpando il loglio.
E' dunque assurdo, paradossale che le istituzioni si prodighino tanto per salvare e
proteggere: questa sarebbe la vera incoerenza di un sistema che, invece, sa quel che vuole e
come ottenerlo, benché la massa istupidita stenti, per ora, ad orientarsi.
E' la medesima massa che, con lucida cecità, intravede la meta finale: il mattatoio.
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