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Lo studio ha coinvolto 5 500 studenti delle scuole primarie confrontando test
attitudinali e abitudini alimentari. Il risultato è a dir poco curioso: i ragazzi che hanno
ottenuto i punteggi peggiori nelle prove sono stati quelli che si recano nei fast food a
mangiare più di 3 volte la settimana. In sostanza, gli score in lettere e aritmetica sono di
circa il 16% inferiori rispetto alla media. La ricerca proviene dalla Vanderbilt University in
Tenessee.
Complessivamente i ragazzi hanno totalizzato nei test tra i 58 e i 181 punti, con una media
del 141.5. Ma analizzando il segmento di studenti che mangiano al fast food da
4 a
6 volte la settimana, la media del punteggio è più bassa di 7 punti. Se poi il ragazzo
mangia hamburger tutti i giorni, il suo punteggio precipita a meno 16. Questo sia nei test
matematici che di comprensione di brani.
Kerri Tobin, responsabile dello studio, afferma: «Se scientificamente non ci sono prove
significative nelle relazioni tra cibo dei fast food e bassi risultati nei test,
statisticamente il dato è inequivocabile. L’ipotesi è che hamburger e compagnia possano
causare difficoltà cognitive e di concentrazione, che si rispecchiano nei risultati delle
prove sottoposte agli allievi».
Pronta la risposta di un portavoce della Mac Donald’s: «La maggior parte dei nostri clienti
si reca da noi 2 o 3 volte al mese. Detto questo, la varietà del nostro menu assicura una
dieta diversificata e bilanciata».
Detto questo, nelle mense britanniche e nei distributori automatici delle scuole sono già
stati banditi i cibi con alte concentrazioni di grassi e zuccheri.
Luca Bernardini
l.bernardini@slowfood.it
Fonte:
The Telegraph
Times of India
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