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ROMA
- E' il farmaco che a metà degli anni Novanta ha sconvolto l'Europa e rivoluzionato il campo
della terapia antidepressiva, una pasticca cui sono stati dedicati libri, canzoni, film,
persino il nome di un gruppo punk. E' il Prozac, ovvero Fluoxetina cloridrato, comunemente
detto Fluoxetina, e secondo un recente studio inglese la sua efficacia curativa sarebbe quasi
completamente nulla. Stando a una ricerca dell'equipe del professor Irving Kirsch
dell'Università di Hull, pubblicata sulla rivista on line "Public Library of Science (PLoS)
Medicine", la pasticca usata in tutto il mondo per curare depressione, disturbi
ossessivi-compulsivi, bulimia nervosa e attacchi di panico avrebbe nella maggior parte dei
casi un mero effetto placebo.
Lo studio, ha precisato Kirsch, è stato presentato alla FDA (l'ente americano per il
controllo sui farmaci) e sarà sottoposto anche alle autorità regolatorie europee. Gli
antidepressivi come Prozac and Seroxat, stando alla ricerca, indurrebbero miglioramenti minimi
rispetto al placebo, valutabili in due punti sulla scala Hamilton della depressione, che si
compone in tutto di 51 punti. Questo è stato sufficiente perché le molecole in questione
ottenessero l'autorizzazione alla commercializzazione, ma, sottolinea la rivista, in Gran
Bretagna non sarebbe dovuto bastare. L'Istituto nazionale per l'eccellenza clinica (Nice)
stabilisce che sono necessari tre punti sulla scala Hamilton per stabilire una differenza
clinica significativa.
"Stando ai risultati - ha osservato il professor Kirsch - non sembrano esserci grandi
motivi per prescrivere gli antidepressivi se non alle persone affette da depressione grave,
qualora le terapie alternative non abbiano prodotto effetti. Questo studio solleva gravi
interrogativi sul modo in cui vengono concesse le autorizzazioni per i farmaci e sulla
divulgazione dei dati della sperimentazione".
Secondo il dottor Salvatore Di Salvo, psichiatra e presidente dell'Associazione per la ricerca
contro la depressione, l'effetto farmacologico del Prozac è però innegabile: "Io lavoro
con pazienti affetti da patologie gravi ogni giorno e credo che i farmaci antidepressivi
debbano essere somministrati limitatamente ai casi che rispondono ai criteri diagnostici del
DSM quarto, ovvero il manuale diagnostico di riferimento degli psichiatri americani. Al di là
di questi casi un antidepressivo come il Prozac è fuori luogo, bisogna tentare strade
alternative. Ma non possiamo negare la loro efficacia".
Secondo Di Salvo, gli antidepressivi non possono essere usati come farmaci di terapia
preventiva. "Sarebbe un po' come dire che appena uno ha un po' di febbre prende subito
l'antibiotico. E' importante prima diagnosticare la malattia". E, a proposito del famoso
effetto placebo: "Anche questo fa parte della loro proprietà curativa, perché si parla
di psiche, di cervello. Di un organo composto da circa cento miliardi di cellule e dal
funzionamento estremamente complesso".
Lo studio inglese mette sotto accusa le multinazionali farmaceutiche, accusate, scrive il
giornale, di aver manipolato i dati clinici. La popolarità degli antidepressivi, introdotti
negli Usa alla fine degli anni ottanta e in Europa nel 1996, è schizzata alle stelle, scrive
il quotidiano Independent, dopo le campagne in cui le industrie farmaceutiche
assicuravano che si trattava di prodotti sicuri e con minori effetti collaterali rispetto ai
vecchi antidepressivi triciclici. Il libro del 1994 "Listening to Prozac" (Ascoltare
il Prozac), in cui si affermava che chi soffriva di "scarsa gioia di vivere" poteva
curarsi con un farmaco che "ravviva l'umore", è diventato un best seller. La stessa
comunità scientifica italiana continua a guardare con fiducia all'utilizzo di queste
sostanze, che aumentano il tasso di serotonina nell'organismo e ridanno vita all'umore. Anche
nei casi meno gravi, di cosiddetta "predisposizione alla depressione".
"Al di là delle strumentalizzazioni spiega il dottor Francesco Cro, psichiatra e
dirigente medico del Servizio diagnosi e cura di Viterbo, - l'efficacia degli antidepressivi
è comunque innegabile. L'utilizzo di questi farmaci ha fatto diminuire drasticamente il
numero di suicidi negli ultimi 15 anni, e ci sono dati statistici che lo confermano".
Questi antidepressivi sono noti come inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs);
il più diffuso, prodotto dalla Eli Lilly, era il farmaco più venduto del mondo, prima di
essere soppiantato dal Viagra. Lo studio, condotto su sei dei più noti antidepressivi, tra
cui Prozac, Seroxat, prodotto dalla GlaxoSmithKline, ed Efexor, della Wyeth, mostra che sono
efficaci solo su una parte minima dei depressi più gravi.
Dunque quale cura per chi è lievemente depresso? Per chi ancora, cioè, non ha varcato la
terribile soglia di non ritorno che ti costringe a letto atterrito anche solo dall'idea di
respirare? Il dottor Giuseppe Dell'Acqua, già allievo di Franco Basaglia e direttore del
Dipartimento di Salute mentale di Trieste, spiega che la cosa migliore è "ascoltare il
paziente, stargli vicino. La cura farmacologica è l'extrema ratio di un lavoro complesso e
delicato, che lo psichiatra deve saper fare prima come essere umano che come medico.
L'efficacia degli psicofarmaci è nulla, senza un accurato lavoro di assistenza al paziente.
Credo che sia questo il senso profondo della ricerca effettuata in Gran Bretagna e credo che,
più della serotonina e dell'illusione del Placebo, siano le affinità emotive tra medico e
paziente a poter guarire davvero una persona".
(26 febbraio 2008)
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