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Quanti sono a conoscenza che la
maggior parte dei farmaci di uso comune hanno "effetti collaterali" non solo sul
corpo ma anche sulla psiche?
Siamo così deresponsabilizzati e svuotati interiormente che oltre a delegare quotidianamente
ai medici la nostra salute (con i risultati che ben sappiamo), non chiediamo neppure
informazioni e delucidazioni sui pericoli e gli effetti controindicati dei medicinali che ci
vengono prescritti. Ovviamente non è pensabile che un Medico, dall’alto della sua
conoscenza, possa prescriverci un prodotto pericoloso per la salute.
Purtroppo NON esistono in commercio farmaci privi di effetti collaterali anche seri e le
statistiche sulla mortalità parlano chiaro: le cause iatrogene (dovute a errori medici) sono
una delle prime tre cause di morte nel mondo, assieme al cancro e alle malattie
cardiovascolari!
La ricerca statistica (basata su lavori scientifici) pubblicata nel 2003, dal titolo
inequivocabile: "Death Medicine", denuncia negli Stati Uniti le seguenti cifre:
- "Reazioni avverse da farmaci in ospedale" provocano ogni anno 106.000 morti;
- "Reazioni da farmaci non in ospedale" --> 199.000 morti;
- "Gli errori medici" --> 98.000 morti.
Le reazioni avverse di farmaci prescritti da dottori, provocano (negli Stati Uniti) oltre
300.000 morti ogni anno!
Quando andiamo a “farci guarire” dal dottore,
invece di ringraziarlo con reverenza per il tempo dedicatoci, uscendo soddisfatti dallo studio
stringendo nelle mani ricette miracolose, impariamo a fare domande e a pretendere soprattutto
delle risposte, perché questo ci potrebbe salvare la vita.
Per capire qual è la situazione oggi, ecco qualche esempio estrapolato dal libro del dottor
Andrew Weil: “Dal cioccolato alla morfina: tutto
quello che c’è da sapere sulle sostanza che alterano la mente”, ed. Arcana.
Stampate e portate al vostro medico di base…
Antistaminici
Alcune reazioni allergiche
vengono mediate da una sostanza endogena denominata istamina che influisce in modo rilevante
su nervi, vasi sanguigni e altri tessuti. Nel tentativo di eliminare i sintomi allergici, i
farmacologi hanno creato numerosi farmaci sintetici per bloccare l'azione dell'istamina. Sono
molti gli antistaminici attualmente disponibili; in dosaggi elevati vengono prescritti dal
medico, ma in dosi ridotte sono venduti come farmaci da banco: alcuni dei più diffusi sono la
difenidramina (Benadryl),
la clorfeniramina (Teldrin, Chlor
Trimeton), la bromfeniramina (Dimetane), la desclorfeniramina (Polaramine),
la tripelennamina (PßZ, Piribenzamina), la tripolidina (Actidil),
la prometazina (Fenergan), la pirilamina
e la doxilamina.
Gli antistaminici sono dei farmaci forti che influiscono su vari apparati dell'organismo, ma
spesso non sono così efficaci nell'azione che dovrebbero svolgere: contrastare l'istamina ed
eliminare le allergie. Il sistema nervoso centrale è particolarmente sensibile agli
antistaminici. Questi farmaci provocano spesso delle profonde alterazioni dello stato
d'animo, e non in meglio: rendono depressi, acidi, apatici e incapaci di ragionare in modo
chiaro. Alcuni di essi sono chimicamente affini ai tranquillanti forti (come
la Torazina
) e producono effetti analoghi sull'umore. La sedazione a cui danno luogo gli antistaminici
potrebbe interferire nella guida di autoveicoli o in altre attività che richiedono
concentrazione, capacità di ragionamento e buoni riflessi. Tali effetti si intensificano con
l'uso contemporaneo di alcol e altri sedativi. Di recente sono stati prodotti degli
antistaminici che non entrano nel cervello: il più noto è la terfenadina
(Seldane). Non causa sedazione e depressione, ma
spesso dà mal di testa e altri effetti collaterali sgradevoli e inoltre è molto più costoso
dei vecchi antistaminici.
Nonostante la tendenza a mettere il consumatore di cattivo umore, gli antistaminici sono tra i
farmaci più consumati in assoluto: né i medici né i pazienti li vedono come sostanze
psicotrope. Inoltre, gli antistaminici sono ingredienti comuni di molti preparati da banco,
come i farmaci per il raffreddore e sonniferi; a volte vengono addirittura spediti per
corrispondenza come campioni gratuiti. Chiunque soffra di depressione cronica e letargia
dovrebbe accertarsi che non sta consumando queste sostanze chimiche sotto qualche forma. Chi
soffre di allergia dovrebbe poi sapere che i sintomi allergici spesso rispondono a terapie non
farmacologiche, come cambiamenti di dieta e stato d'animo: in questo modo si può interamente
evitare l'assunzione di antistaminici.
Alcuni farmaci di questa categoria sono usati specificamente per prevenire il mal d'auto. Il dimenidrinato
(Dramamine) è il più noto di questi. Come i suoi
farmaci affini, dà spesso sonnolenza e uno stato d'animo sgradevole.
Per quanto sia strano, esiste un antistaminico che viene utilizzato da alcune persone,
soprattutto tossicodipendenti, per sballarsi: è la tripelennamina,
venduta con i nomi commerciali di PBZ e Piribenzamina.
(…)
Un’assunzione di antistaminici in dosi elevate o per lunghi periodi appare dissennata.
Questi farmaci, invero, producono tossicità nel corpo e nessuno dovrebbe perdere più tempo
del necessario con lo stato d'animo che producono.
Corticosteroidi (cortisone e affini)
Oltre a produrre l'adrenalina, le
ghiandole surrenali secernono altri ormoni che controllano il metabolismo e la chimica
corporea: questo gruppo di ormoni proviene dallo strato esterno della ghiandola, o corteccia,
e quello principale viene pertanto denominato cortisone. Il cortisone e le sue sostanze affini
hanno tutti una struttura molecolare caratteristica denominata nucleo steroide (che
condividono con gli ormoni sessuali maschili e femminili descritti più avanti in questo
capitolo). La farmacologia ha ormai imparato a produrre numerosi medicinali semisintetici con
questa stessa struttura, a partire dal materiali grezzi che si trovano in certe piante. Come
gruppo, questi farmaci si chiamano corticosteroidi, o semplicemente steroidi: sia quelli
endogeni, sia quelli prodotti dall'uomo.
Uno degli effetti più manifesti dei corticosteroidi è quello di ridurre l'infiammazione e
alcune reazioni allergiche, come le eruzioni cutanee. In alcuni nuovi steroidi creati in
laboratorio dalla farmacologia tale azione è stata portata al livello massimo. (…)
I medici prescrivono spesso gli steroidi anche per uso sistemico, cioè per essere assunti
internamente. Esistono delle indicazioni chiare per questo utilizzo, ma dato che gli steroidi
sembrano avere quasi dei poteri magici, i medici tendono a prescriverli in modo eccessivo, a
volte somministrandoli per casi blandi come irritazioni da edera del diavolo o da pannolini,
mal di schiena e altre patologie non abbastanza gravi da legittimarne l'uso.
Il problema è che l'utile proprietà antinfiammatoria degli steroidi costituisce solo una
delle varie azioni di questi potenti ormoni: anzi, anche a dosi moderate gli steroidi
sistemici possono sconvolgere in modo drastico l'equilibrio chimico dell'organismo e dare
luogo a grave tossicità, fino al decesso. Possono inoltre arrestare la produzione da
parte del corpo dei suoi stessi steroidi e le conseguenze possono essere: aumento di
suscettibilità, ma anche stress e infezione.
Gli effetti collaterali negativi degli steroidi sono ben noti ai medici, ma poca attenzione
viene prestata alla loro psicoattività. Questi farmaci possono dar luogo a euforia
estrema, simile alla fase maniaca della psicosi maniaco-depressiva: in questi casi, la capacità
di giudizio può essere fortemente limitata e il comportamento può farsi irregolare e
illogico. Con l'uso continuato, questa euforia iniziale può trasformarsi in intensa
depressione. Gli steroidi possono rendere psicotici
alcuni individui o far venire loro manie suicide. Non tutti coloro i quali assumono
steroidi sistemicamente hanno queste gravi reazioni, ma probabilmente molti subiscono dei
sottili cambiamenti d'umore: nervosismo, insonnia, depressione e altre alterazioni mentali a
lungo andare diventano comuni. Chi ha già avuto problemi psichiatrici dovrebbe essere cauto
nel prendere gli steroidi. Tutti, nondimeno, dovrebbero poi sapere che questi composti sono
tra i farmaci più forti che si conoscano e andrebbero quindi circoscritti alla cura di
malattie davvero gravi.
Farmaci gastrointestinali
Uno dei farmaci più diffusi per
la terapia dei crampi intestinali e della diarrea è il Lomotil,
una combinazione di un oppiaceo denominato difenoxilaio
e di atropina, uno degli elementi costituenti delle
solanacee: entrambe riducono il movimento degli intestini paralizzando i nervi che li
controllano. Il difenoxilato è una sostanza chimica strettamente imparentata con la meperidina
(Demerol), uno dei narcotici medici più forti. Analogamente al suo parente, il difenoxilato
può determinare la depressione del sistema nervoso, che può essere intensificata dall'uso
simultaneo di altri sedativi; può anche dare euforia e dipendenza. Molti pazienti che
assumono il Lomotil per problemi intestinali
avvertono degli effetti narcotici sull'umore, ma non hanno minimamente idea del fatto che
stanno prendendo un oppiaceo.
L’atropina in sé ha psicoattività limitata a
basse dosi: quasi tutti la trovano sgradevole a dosi elevate. Alcuni farmaci di combinazione
mescolano l'atropina con altri derivati delle solanacee, compresa la scopolamina:
il principale principio psicotropo della famiglia delle solanacee. Il Donnatal
è un esempio di tale miscela che include altresì del fenobarbital
come sedativo. I medici somministrano spesso questi farmaci ai pazienti, soprattutto a chi
soffre di ulcera, crampi gastrointestinali e disturbi urinari. E’ raro che medici o
pazienti considerino il potenziale di queste terapie nell'alterare stato d'animo e pensiero,
ma, come rilevato nel capitolo sui deliranti, i farmaci derivati dalle solanacee possono
influenzare profondamente il cervello. L’effetto psicotropo che viene notato più facilmente
è con ogni probabilità il torpore, anche se nel tempo o ad alte dosi possono causare
cambiamenti ben più bizzarri.
Broncodilatatori
I broncodilatatori sono farmaci
che aprono le vie aeree nell'apparato respiratorio. Sono molto prescritti, sotto forma di
compresse e spray da inalazione a pazienti con asma per alleviare il respiro affannoso e la
difficoltà di respirare, caratteristiche della malattia. Gran parte di questi farmaci
agiscono stimolando il sistema nervoso simpatico, che regola le pareti muscolari dei tubi
bronchiali: di conseguenza, oltre all'effetto voluto, di norma provocano eccitazione, ansia,
irrequietezza e insonnia. Il paziente non gradisce questi effetti collaterali, ma se vuole
respirare non ha alternativa a tali farmaci.
Un altro problema dei broncodilatatori stimolanti è la loro forte predisposizione a
causare la dipendenza: quando l'effetto di una dose svanisce, la costrizione bronchiale
aumenta in reazione al farmaco, rendendo necessarie altre dosi. Gli asmatici inalano spesso i
broncodilatatori durante tutto il giorno, oltre a prenderli regolarmente per via orale: tale
frequenza d'uso accresce i rischi di assuefazione e cambiamento d'umore.
Uno dei farmaci più ampiamente prescritto in questa categoria, la teofillina,
viene tenuto sotto attento esame come possibile causa di comportamenti violenti e singolari.
La teofillina è il principio attivo del tè ed è
un parente stretto della caffeina. Per molti anni molti asmatici hanno ingerito grosse dosi
giornaliere di questo stimolante, che un tempo veniva considerato un farmaco sicuro ed
efficace. Ora, invece, è sempre più comprovato che tale sostanza può produrre cambiamenti
comportamentali seri, di conseguenza i suoi giorni d'uso nella terapia medica stanno per
finire.
Analgesici "blandi”
I farmacologi non sono riusciti a
produrre degli analgesici (antidolorifici) di forza media per colmare il divario tra aspirina
e morfina. Ci hanno fornito molti derivati degli oppiacei che, a loro giudizio, sono più
efficaci dell'aspirina, ma più sicuri e meno capaci di dare dipendenza rispetto alla morfina.
Se tali farmaci sono efficaci nel controllare il dolore, tuttavia, esercitano sempre una
forte attrattiva sugli oppiomani ed è quindi verosimile che portino alla dipendenza.
Uno di questi farmaci è il propossifene (Darvon),
un analgesico da prescrizione ampiamente utilizzato negli ultimi anni. A volte, per aumentarne
l'efficacia, viene combinato con aspirina e caffeina. Malgrado le dichiarazioni dei suoi
entusiasti produttori, gran parte dei medici e dei pazienti hanno riscontrato che il Darvon
non è poi molto più valido dell'aspirina: anzi, alcuni ritengono persino che quando tale
sostanza viene mescolata con l'aspirina, sia quest'ultima a svolgere la maggior parte del
lavoro. Inoltre il potenziale di abuso del Darvon è analogo a quello degli analgesici
narcotici forti. C'è voluto del tempo perché i medici riconoscessero l'esistenza dell'abuso
di Darvon, ma adesso la conoscono bene e sono molto
più cauti nel somministrarlo.
Oltre ai farmaci di queste categorie, molti altri medicinali da prescrizione hanno effetti
psicotropi, malgrado medici, farmacologi e produttori non li riconoscano. A volte questi
affetti si manifestano in molti pazienti che assumono il farmaco, a volte invece solo in
pochi. Se si comincia una terapia di farmaci prescritti dal medico e si prova sonnolenza,
depressione, stati di ebbrezza, sogni insoliti e altri cambiamenti umorali che non si riescono
a spiegare altrimenti, il responsabile di questi disturbi potrebbe essere proprio il farmaco.
Per provarlo occorrerebbe sospenderne l'assunzione e, dopo un certo intervallo, ricominciare
per vedere se esiste una relazione tra questo e i sintomi.
PREPARATI DA BANCO
Sciroppi per la tosse
Gli sciroppi per la tosse da
banco sono di varia composizione. Alcuni non contengono alcuna sostanza manifestamente
psicotropa. Altri hanno invece noti sedativi come alcol e cloroformio, stimolanti come la pseudoefedrina,
antistaminici o derivati degli oppiacei considerati come non narcotici. A volte chi cerca
disperatamente un po'di droga e non riesce ad avere nulla di meglio, arriva a consumare grosse
dosi di questi preparati tentando di sballarsi.
Il principale sedativo da banco della tosse è una sostanza denominata destrometorfano,
un parente della codeina che calma il nucleo della
tosse, ma che in teoria non produce euforia, dipendenza o altri effetti caratteristici dei
narcotici. Alcuni, tuttavia, la assumono proprio per inebriarsi. Si trova nello sciroppo Robitussin
e nelle compresse per il raffreddore Coricidin (red
devils, triple-Cs), ma può essere venduto anche sul mercato di strada in forma pura come destrometorfano
(DXM). I consumatori ne assumono grandi quantità
per ottenere uno stato da zombie chiamato dexing o robotripping. Il potenziale di
assuefazione e i danni medici prodotti da un uso eccessivo di destrometorfano
sono ancora ignoti.
Farmaci
per il raffreddore
Una larga percentuale nella
vendita dei farmaci da banco è rappresentata da capsule e compresse per alleviare i sintomi
del raffreddore. Come per gli sciroppi per la tosse, i farmaci per il raffreddore sono un
miscuglio di formule di varia efficacia. Gli ingredienti comuni sono: antistaminici, aspirina
e altri analgesici, medicinali derivati dalle solanacee per asciugare la secrezione eccessiva
nel naso e in gola, caffeina e pseudoefedrina o sinefrina per compensare gli effetti sedativi
degli altri ingredienti. Di norma queste miscele sono confezionate in compresse multicolori e
capsule sgargianti perché appaiano esotiche ed efficaci. E’ poi opinabile se influiscano
sul corso del raffreddore o ne riducano considerevolmente i sintomi.
Quel che è certo è che i farmaci da banco per il raffreddore possono influire sull'umore,
di solito in modo spiacevole. Metodi alternativi per la cura del raffreddore, e quindi per
evitare tali problemi, sono un bagno caldo, bere liquidi, mangiare di meno, riposare di più e
diminuire stress e stimolazione.
Decongestionanti nasali
Uno degli effetti fisici degli
stimolanti è quello di contrarre i vasi sanguigni nel naso e nei seni. Tale costrizione
restringe questi tessuti, consentendo all'aria di passare liberamente. L’effetto è
temporaneo e, quando l'effetto stimolante svanisce, di solito viene seguito da una reazione
opposta detta “rimbalzo", nella quale i passaggi nasali diventano più bloccati di
prima. Si tratta di un modello analogo a quello che si verifica con i farmaci broncodilatatori
descritti in precedenza.
I primi inalanti nasali contenevano delle strisce di carta impregnate dianfetamina.
Chi li assumeva provava una stimolazione generica: qualcuno provava ebbrezza, altri ne
diventavano dipendenti. Alcuni, poi, aprivano addirittura il contenitore per estrarne
l'anfetamina e assumerla in altri modi. Alla fine i produttori smisero di utilizzare
l'anfetamina per gli inalanti nasali e la sostituirono con altre sostanze, in teoria meno
stimolanti e con meno capacità di dare assuefazione.
Oggi gli inalanti e gli spray da banco per sbloccare il naso chiuso non sono considerati
psicotropi: alcuni inalanti non contengono droghe ma solo sostanze aromatiche come il mentolo.
Possono essere piacevoli da usare, ma non sono affatto efficaci come le sostanze chimiche che
costringono i vasi sanguigni. Indubbiamente gli spray e gli inalanti che invece contengono
droghe funzionano nel breve termine, ma, malgrado i produttori sostengano il contrario, sono
tuttora stimolanti e danno spesso dipendenza.
Non tutti provano una sensazione di stimolazione generica da questi prodotti, ma solo coloro
che arrivano a farne uso abitualmente. Probabilmente un rischio maggiore di dipendenza sorge
dalla natura temporanea del sollievo che danno: se si continua a usarli per far fronte al
"rimbalzo” che segue alla dose iniziale, in breve non si riuscirà più a respirare
senza. I preparati ad azione più lunga possono essere più sicuri, da questo punto di vista.
Sono disponibili anche alcune forme di decongestionanti orali, per esempio la pseudoefedrina
(Sudafed), un parente stretto dell'efedrina stimolante naturale: questa viene immessa in bocca e non nel naso, quindi è
meno probabile che causi il "rimbalzo” e la conseguente dipendenza, ma per alcuni
consumatori, e ad alte dosi, risulta decisamente stimolante. Anche la sinefrina,
un prodotto ricavato dall'arancia amara, è stimolante.
Inibitori dell'appetito
Abbiamo già menzionato queste
forme orali di stimolanti. Fino a poco tempo fa contenevano efedrina,
a volte associata a caffeina, e vengono
confezionati o denominati in modo da sembrare anfetamina.
Uppers da banco
La caffeina pura viene venduta in
molte farmacie (per molto più di ciò che vale) con forme fuorvianti che sembrano alludere a
potenti anfetamine: per esempio, un prodotto denominato Caffedrine,
venduto in capsule grigio-bianche a rilascio graduale e che ha lo stesso aspetto del Dexamyl
farmaceutico. Sicuramente chi lo compra lo rivenderà poi sul mercato illegale come Dexamyl ad acquirenti ignari. Prodotti meno recenti e ingannevoli sono il Vivarin,
e il NoDoz, sotto forma di semplici compresse
bianche. Se questi prodotti risultano più efficaci del caffè o del tè è solo perché la
gente ha fiducia nelle pillole.
Downers da banco
Nelle farmacie è disponibile
anche tutta una gamma di prodotti che favoriscono il sonno di notte (Nytol,
Sominex, Unisom). Vengono diffusamente prescritti come sostituti da banco dei più forti
tranquillanti minori e dei sonniferi. Tutti contengono antistaminici: di norma difenidramina (Benedryl), pirilamina
o doxilarnina. Come già rilevato, queste sostanze non sono innocue e tendono a
influire sulle funzioni mentali in modo sgradevole: danno sonnolenza, ma possono produrre
anche depressione e possono dare assuefazione.
Noi siamo favorevoli a rimedi meno tossici per l'insonnia: per esempio fare più esercizio
fisico durante il giorno, diminuire l'uso degli stimolanti, soprattutto di sera (ricordate di
leggere le informazioni di ogni analgesico, pasticca per il raffreddore e altri medicinali per
vedere se contengono caffeina o stimolanti vari), tecniche di rilassamento, bagni caldi e
semplici integratori alimentari come compresse di calcio e magnesio: molti trovano rilassanti,
se prese prima di andare a letto.
Analgesici
Gli antidolorifici non
narcotici non influiscono direttamente sul cervello, tuttavia possono cambiare
considerevolmente lo stato d'animo riducendo il fastidio e quindi tendenza a dare assuefazione.
Gli analgesici da banco ordinari, come l'aspirina e l'acetaminofene (Tilenol), sono medicinali
efficaci per un uso occasionale, ma quando il dolore persiste occorrerebbe cercare di
identificare e curare le cause, piuttosto che fare affidamento su questi farmaci. Alcuni
composti analgesici contengono unicamente caffeina per l’effetto stimolante e di tonico
dell’umore.
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