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In uno scioccante nuovo dossier, l'associazione inglese Animal Aid rivela le modalità
secondo le quali vengono fatte soffrire, per poi essere uccise, le scimmie nei laboratori
britannici, oltre alle "ragioni" addotte a sostegno della loro morte.
Tutti gli esperimenti rivelati nel dossier sono stati eseguiti in Gran Bretagna (a parte uno,
eseguito invece negli USA ad opera di uno scienziato britannico) negli ultimi due anni e
pubblicati nel 2006. Si tratta di esperimenti su alcune scimmie il cui cervello è stato
deliberatamente danneggiato e che sono state successivamente spaventate per poterne valutare
le reazioni, e un macaco di 16 anni, al quale è stato somministrato un farmaco che provoca
tremori, rigidità e inabilità.
Ogni anno nei laboratori europei vengono utilizzati circa 10.000 primati, un terzo dei
quali impiegato per esperimenti nei laboratori britannici. Questi dati fanno della Gran
Bretagna la capitale Europea dell'uccisione delle scimmie. Oltre alla sofferenza fisica, le
scimmie provano paura, soffrono di solitudine, frustrazione e grave stress, semplicemente per
il fatto di essere tenute in cattività.
Ora, esiste la possibilità di porre fine agli esperimenti sui primati attraverso una
legislazione che si sta facendo strada presso il Parlamento Europeo. La direttiva 86/609 ha lo
scopo di aggiornare le leggi sul benessere degli animali nei laboratori, ma non porterà alla
cessazione di tutti gli esperimenti sugli animali. In ogni caso, essa offre la possibilità di
proibire l'uso dei primati. La richiesta di un divieto di questo tipo ha già ottenuto
ottenuto il sostegno di quasi 250 legislatori in tutta Europa, cosi come quello di eminenti
ricercatori universitari, scienziati e di 95 gruppi per la tutela degli animali.
Oxford: Danni al cervello nelle scimmie incrementano la loro paura dei serpenti giocattolo
Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Studi Psicologici Sperimentali dell'Università
di Oxford ha studiato gli effetti dei danni al cervello sul comportamento sociale di nove
macachi.
Le scimmie sono state divise in tre gruppi – in ognuno delle quali le scimmie presentavano
differenti tipi di danneggiamento provocati chirurgicamente in aree diverse del cervello. Una
volta riacquisita conoscenza, gli animali venivano studiati per osservarne la reazione a varie
situazioni di minaccia. Fra esse l'esposizione a serpenti di gomma e allo sgurdo fisso di
volti umani sconosciuti.
Esperimenti simili, eseguiti in precedenza dagli stessi ricercatori, avevano dimostrato che
maggiore è il danno al cervello, minore è la socievolezza delle scimmie fra loro. I
ricercatori non hanno rivelato quale sia stata la sorte delle scimmie dopo l'esecuzione degli
esperimenti.
In conclusione, i ricercatori hanno tacitamente ammesso la mancanza di utilità della loro
stessa ricerca. Hanno affermato che gli stessi test eseguiti su soggetti umani (per i quali
sono stati usate apparecchiature non invasive di scansione) erano sostanzialmente più
complessi di quelli che era stato possibile eseguire sulle scimmie.
Rudebeck M, Buckley MJ, Walton ME, Rushworth MFS.
Science 2006; 313:1310-1312. 'A role for the macaque anterior cingulate gyrus in social
valuation.'
Manchester: i cervelli delle scimmie sono unici
Gli scienziati della Facoltà di Scienze Naturali dell'Università di Manchester hanno
eseguito una serie di esperimenti per mettere a confronto l'organizzazione delle cellule nei
cervelli delle scimmie marmoset con quella dei cervelli dei macachi. Quattro marmoset sono
stati anestetizzati, e gli e' stata scorticata la pelle e i muscoli dalla testa, per metterne
a nudo i crani. Su ciascuno di essi è stato fissato, con del cemento dentale, uno strumento
di registrazione in acciaio inossidabile.
Le scimmie anestetizzate sono state sottoposte ad una serie di esperimenti ottici della durata
di circa 60-72 ore, durante le quali sono state alimentate mediante fleboclisi. Al termine
degli esperimenti, tutti gli animali sono stati uccisi con un'iniezione letale.
I ricercatori sono arrivati alla conclusione che ci sono sia somiglianze che differenze nel
modo in cui sono distribuite le cellule nell'area visiva del cervello dei marmoset rispetto ai
macachi. L'utilità
di tale ricerca per la salute umana resta ignota.
Parzialmente finanziato dalla Wellcome Trust.
McLoughlin N, Schiessl I. NeuroImage 2006; 31:76-85. 'Orientation
selectivity in the common marmoset (Callithrix jacchus): the periodicity of orientation
columns in V1 and V2.'
Port Down: Scimmie marmoset usate dal Ministero della Difesa britannico per smentire la
"Sindrome da Guerra del Golfo" (GWS).
A seguito del servizio in zona di combattimento durante
la Guerra
del Golfo nel 1991, un certo numero di veterani britannici iniziò ad accusare una serie di
sintomi di diverso tipo, universalmente noti come Sindrome da Guerra del Golfo (GWS).
Nonostante gli accertamenti ufficiali del 2004 da parte del Comitato Consultivo di Ricerca
americano, che collegano
la Sindrome
da Guerra del Golfo all'esposizione a sostanze chimiche, il Ministro della Difesa britannico
continua a negare tale connessione, basandosi in larga parte sui risultati di alcuni
esperimenti sugli animali finanziati dal governo.
Questi studii – condotti a Port Down nel 2005 – sottoposero 48 marmoset a un intenso
programma di esami del sangue, operazioni chirurgiche e somministrazione di agenti anti-gas
nervino, vaccinazioni multiple, test cognitivi quotidiani e test di resistenza settimanali.
Gli esperimenti durarono 21 mesi, al termine dei quali le scimmie furono uccise per
analizzarne i tessuti. Le ricerche furono completate soltanto su 32 di esse – rispetto al
numero originario di 48. Della sorte degli altri 16 marmoset non vi è traccia.
Finanziato dalla Veterans Policy Unit.
Stevens D, Scott EAM, Bowditch AP, Griffiths GD, Pearce
PC. Pharmacology, Biochemistry and Behaviour 2006; 84:207-218. 'Multiple vaccine and
pyridostigmine interactions: effects on cognition, muscle function and health outcomes in
marmosets.'
GSK, Harlow, Essex: Scimmie vive in salamoia
I ricercatori del King's College di Londra, in collaborazione con
la GlaxoSmithKline
(Harlow, Essex) hanno utilizzato 8 marmoset per studiare il morbo di Parkinson. Agli animali
è stata somministrato un farmaco chiamato MPTP durante un periodo di 18 mesi precedente
all'inizio degli esperimenti veri e propri.
La MPTP
è una sostanza chimica che provoca artificialmente dei tremori simili a quelli del Parkinson.
A seconda della dose, le scimmie sperimentano vari livelli di inabilità, tremori, rigidità e
perdita di movimenti volontari del corpo.
Al termine degli studi, tutte e otto le scimmie sono state uccise per eseguire i test di
laboratorio. La metà di esse è stata uccise con un'iniezione letale. Le altre quattro sono
state anestetizzate e "messe in salamoia" mentre erano ancora vive, attraverso
l'iniezione di un fluido per imbalsamazione, altamente tossico, che alla fine le ha uccise.
Questo metodo di conservazione degli animali sfrutta il fatto che il cuore, battendo ancora,
riesce a far circolare meglio il fluido per l'imbalsamazione attraverso tutto il corpo.
Finanziato dalla GlaxoSmithKline Pharmaceuticals and
Rosetrees Trust.
Zeng B-Y, et al. European Journal of Neuroscience 2006; 23:1766-1774. 'MPTP treatment of
common marmosets impairs proteasomal enzyme activity and decreases expression of structural
and regulatory elements of the 26S proteasome.'
Oxford, Cambridge e Newcastle: Scimmie cerebrolese costrette a guardare i pesci.
Gli scienziati delle Università di Oxford, Cambridge, Newcastle e della Western Ontario
University (Canada), hanno collaborato a uno studio a lungo termine sui comportamenti
cerebrali di due macachi.
Entrambe le scimmie sono state sottoposte a
un'operazione chirurgica al cervello per l'impianto di elettrodi al fine di registrarne
l'attività cerebrale. L'impianto era fissato da viti d'acciaio inossidabile, un bullone da
testa e del cemento dentale.
Le scimmie sono state messe in una stanza insonorizzata, adagiate su una "sedia di
contenzione" appositamente costruita – un apparecchio che limita i movimenti del corpo.
Durante ogni sessione di sperimentazione la scimmia, costretta in quella posizione, veniva
sottoposta alla visione a una serie di immagini in successione. Il suo compito consisteva nel
tenere lo sguardo fisso fino a quando non vedeva un pesce. Tutte le registrazioni sperimentali
sul cervello e sugli occhi venivano monitorate da un computer, e anche la consegna di un succo
di frutta come premio era automatica. Uno sguardo sbagliato, o l'assenza di reazione da parte
delle scimmie risultava nella mancata consegna del premio. Le scimmie sono state sottoposte a
un totale di 67 sessioni di esperimenti. Non vi è traccia alcuna della loro sorte dopo questi
esperimenti.
Everling S, Tinsley CJ, Gaffan D, Duncan J. European
Journal of Neuroscience 2006; 23:2197-2214. 'Selective representation of task-relevant objects
and locations in the monkey prefrontal cortex.'
Edimburgo: Scimmie uccise per dimostrare che il latte artificiale a base di soia è sicuro
Un gruppo di scienziati dell'Università di Edimburgo ha compiuto delle ricerche sugli effetti
che le formulazioni artificiali di latte per l'infanzia a base di soia producono sullo
sviluppo sessuale dei maschi a cui viene somministrato.
Gruppi diversi di cuccioli gemelli di scimmia marmoset sono stati alloggiati con i propri
padri, con la possibilità di vedere le madri, ma da esse separate per mezzo di una rete
metallica, così da impedire il normale allattamento al seno.
In ogni coppia di gemelli, uno veniva stato nutrito con una formulazione artificiale a base di
latte di mucca, mentre all'altro veniva somministrata la formulazione a base di soia, per un
periodo di 30-40 giorni. I piccoli marmoset rimanevano nei loro nuclei familiari fino all'età
di 18 mesi, durante i quali ciascun maschio veniva messo in gabbia con una femmina adulta.
Alle coppie di maschi e femmine era permesso di rimanere insieme (anche con eventuali cuccioli
nati nel frattempo) fino all'età di 120-138 settimane; a quel punto, venivano uccisi con
un'iniezione letale per poterne studiare gli organi in laboratorio.
Il latte artificiale a base di soia è stato dichiarato innocuo per le scimmie. Molti cuccioli
d'uomo vengono nutriti con il latte di soia artificiale. Nella conclusione, i ricercatori
suggeriscono che, negli esseri umani, per ottenere la vera risposta a qualsiasi dubbio
relativo agli effetti del latte artificiale a base di soia, non occorre altro che un'analisi
del sangue.
Finanziato dal Medical Research Council
Tan KAL, Walker M, Morris K, Greig I, Mason JI, Sharpe RM. Human Reproduction 2006; 21(4):
896-904. 'Infant feeding with soy formula milk: effects on puberty progression, reproductive
function and testicular cell numbers in marmoset monkeys in adulthood.'
University College di Londra e Università di Rochester, New York: Scimmie cerebrolese
premiate con del succo di frutta
In uno studio in collaborazione fra scienziati britannici e americani all'Università di
Rochester (New York), due macachi adulti sono stati studiati per valutare la loro reazione a
367 diversi tipi di richiami di altre scimmie. Entrambe gli animali erano stati
precedentemente sottoposti a un'operazione chirurgica per l'impanto di elettrodi nel cervello.
Inoltre, ad uno di essi è stata anche impiantata una spirale ottica – uno strumento
utilizzato per la registrazione dei movimenti dell'occhio, che viene applicato chirurgicamente
dietro la congiuntiva (la delicata membrana che ricopre la parte anteriore del bulbo oculare e
riveste la parte interna della palpebra).
Le scimmie sono state addestrate, usando del succo di frutta come premio, a focalizzare
l'attenzione su un punto centrale, mentre venivano sottposte all'ascolto di vari suoni –
compresi i richiami delle scimmie – emessi da aloparlanti. I ricercatori hanno registrato
l'attività di cellule cerebrali associate all'udito.
Finanziato dal National Institute on Deafness e dalla
Schmitt Foundation
Averbeck BB, Romanski LM. The Journal of
Neuroscience 2006; 26(43):11023-11033. 'Probabilistic encoding of vocalizations in macaque
ventral lateral prefrontal cortex.'
University College di Londra: esperimenti del 1983 sugli occhi delle scimmie, ripetuti nel
2005
I ricercatori del Wellcome Laboratory di Neurobiologia dello University College di Londra,
hanno condotto esperimenti su delle scimmie, per poter identificare esattamente quali cellule
cerebrali siano responsabili del riconoscimento delle sfumature dei colori. Sono stati
utilizzati sei macachi maschi. I test sono stati eseguiti su quattro animali anestetizzati e
su due coscienti.
Le scimmie sono state abituate a sedersi su una "sedia di contenzione" – un
apparecchio che limita fortemente i movimenti del corpo. Sotto anestesia, è stato loro
impiantato nel cranio uno strumento di registrazione, usando viti di acciaio inossidabile e
cemento dentale.
Dopo aver riacquisito conoscenza, sono state immobilizzate sulla sedia e addestrate a fissare
lo sguardo su un punto preciso di uno schermo posto loro di fronte, il cui sfondo cambiava
colore.
Esperimenti simili sono stati eseguiti sulle quattro scimmie anestetizzate, i cui occhi
riuscivano ancora a trasmettere e far registrare deboli onde. Tutti e sei gli animali sono
stati uccisi per studiarne i cervelli.
Gli autori hanno ammesso che gli stessi risultati sulla funzione delle cellule erano stati
ottenuti durante alcuni esperimenti sulle scimmie condotti nel 1983.
Finanziato dalla Wellcome Trust.
Kusunoki M, Moutoussis K, Zeki S. J Neurophysiol 2006;
95:3047-3059. 'Effect of background colours on the tuning of colour-sensitive cells in monkey area V4.'
Oxford: Ricercatori delibitano una scimmia di 16 anni
Un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford ha condotto esperimenti su un macaco di 16
anni, come parte di uno studio in corso relativo ai disordini motori associati al morbo di
Parkinson.
La scimmia, in età ormai avanzata, è stata sottoposta a un intervento chirurgico per
l'impianto in profondità di un elettrodo cerebrale, connesso ad un pacemaker, che poteva
essere attivato o disattivato da un comando a distanza. In esperimenti successivi, l'animale
è stato reso inabile, attraverso la somministrazione dell'MPTP – una sostanza chimica che
danneggia il cervello e compromette seriamente il controllo dei movimenti del corpo.
I ricercatori hanno poi eseguito esperimenti con la combinazione di un comune medicinale
utilizzato per il trattamento di questa malattia (L-DOPA) e l'attivazione o disattivazione del
pacemaker.
E' stato scoperto che i due trattamenti per il Parkinson (L-DOPA e la stimolazione elettrica
attraverso l'elettrodo impiantato in profondità nel cervello) insieme, nel complesso davano
il miglior risultato.
Studi equivalenti condotti su pazienti umani suggeriscono che questa informazione era già
nota almeno dal 1999. Il numero di esperimenti a cui questa scimmia sedicenne era stata
precedentemente sottoposta, così come la sua sorte dopo gli studi su di essa condotti, non
sono stati resi noti.
Finanziato dal Medical Research Council, dalla Templeton Foundatione e dalla Charles Wolfson
Charitable Foundation
Jenkinson N, Nandi D, Oram R, Stein J, Aziz T. Neuroreport 2006; (17) 6: 639-641. 'Pedunculopontine nucleus electric stimulation
alleviates akinesia independently of dopaminergic mechanisms.'
Hull, Bristol, Nottingham e Newcastle: nove scimmie uccise per esperimenti ripetuti alla
vista
In questo studio, gli scienziati delle università di Hull, Bristol, Nottingham e Newcastle
hanno condotto esperimenti alla vista su nove marmoset. Gli animali sono stati anestetizzati e
poi è stata somministrata loro una sostanza paralizzante. L'uso di tale sostanza è di
particolare importanza, perché puo' impedire alle scimmie di esprimere qualsiasi sensazione
di dolore.
Nel cervello di questi animali sono stati impiantati chirurgicamente degli elettrodi, in modo
da registrare l'attività delle cellule cerebrali. Inoltre, nei loro occhi sono state
applicate delle lenti a contatto e poi sono stati esposti a fasci di luce di diverse
frequenze.
Alla fine degli esperimenti, tutti e nove i marmoset sono stati uccisi per iniezione letale. I
loro cervelli sono stati rimossi per studi di laboratorio.
Gli autori sono giunti alla conclusione che i loro risultati si avvicinavano moltissimo a
quelli di alcuni studi sugli animali eseguiti 13 anni fa. Hanno ammesso che recenti studi
sulla formazione delle immagini condotti con tecniche non invasive sugli esseri umani avevano
già contribuito ad importanti informazioni agli studi in questo campo.
Finanziato dalla Wellcome Trust, dal Biotechnology e dal
Biological Sciences Research Council (BBSRC)
Barraclough N, Tinsley C, Webb B, Vincent C, Derrington A. Visual Neuroscience 2006;
23:815-824. 'Processing of first-order motion in marmoset visual cortex is influenced by
second-order motion.'
Oxford: Scimmie danneggiate cerebralmente per renderle indecise
Un gruppo di scienziati dell'Università di Oxford ha compiuto studi sul comportamento del
processo decisionale di nove macachi adulti. Tre scimmie sono state sottoposte a interventi
chirurgici, durante i quali è stata loro deliberatamente danneggiata l'area del cervello
ritenuta importante per il processo decisionale.
Tutti e nove i macachi sono stati costretti ad eseguire vari compiti con la promessa di un
premio. Sono stati ammaestrati a manipolare un joystick per 150 volte al giorno, per cinque
giorni consecutivi. Gli animali dovevano conseguire un risultato positivo per 25 volte di
seguito, dopo le quali il livello di frustrazione aumentava, in quanto i ricercatori
richiedevano loro un diverso tipo di risposta "corretta".
Basandosi sul confronto fra scimmie normali e scimmie cerebrolese, il gruppo di ricerca è
arrivato alla conclusione che la parte del cervello danneggiata è "essenziale per
l'apprendimento del valore delle azioni".
Finanziato dal Medical Research Council, dal Clarendon
Foundation, dal Wellcome Trust e dalla Royal Society.
Kennerley SW, Walton ME, Behrens TEJ, Buckley MJ, Rushworth MFS. Nature Neuroscience 2006;
9:940-947. 'Optimal decision making and the anterior cingulate cortex.'
Versione originale:
FOnte: www.animalaid.org.uk
Link: http://www.animalaid.org.uk/h/n/CAMPAIGNS/experiments/ALL/1505/
Versione italiana:
Fonte: http://www.agireora.org
Link: http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=193
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