"Cosa sono i termovalorizzatori?"
quindi una cosa positiva, la vediamo però associata a proteste e a significati negativi.
tratto dal sito http://www.ecologiae.com
del
9 maggio 2008 a firma di Marco Mancini
|
Da
quando è scoppiato il caso
rifiuti a Napoli abbiamo cominciato a sentir nominare tante parole nuove, o poco
conosciute ai più. Una di queste è “termovalorizzatore“.
Questa che sembra una parola buona, che scomposta sembra significare “valorizzazione del
calore”, quindi una cosa positiva, la vediamo però associata a proteste e a significati
negativi. Ma in
realtà ciò che questi macchinari fanno è quello per cui erano nominati prima: inceneriscono
i rifiuti. Il suffisso “-valorizzatore” è stato aggiunto quando si è
trovato il modo per ricavare energia elettrica dal processo di incenerimento. Infatti, una
volta bruciati i rifiuti, essi producono del vapore, che va a
produrre elettricità (un pò come il principio delle vecchie locomotive a
vapore, in cui era il carbone ad essere bruciato). Il vero
problema di questi termovalorizzatori è l’inquinamento che producono. Infatti essi sono nati
principalmente per ovviare alle discariche
al cielo aperto, che oltre ad essere dannose per l’ambiente e per l’uomo,
potevano portare anche malattie in
caso di infiltrazioni di animali. I termovalorizzatori dovrebbero essere coperti, e invece
molto spesso sono all’aria aperta, permettendo di rilasciare nell’atmosfera nanoparticelle
di prodotti altamente tossici come la diossina,
che finendo nei polmoni attraverso l’aria che respiriamo, potrebbero portare, nel lungo
termine, a malattie dell’apparato respiratorio, o addirittura tumori.
Altro
aspetto che fa arrabbiare quei (pochi) cittadini informati è che gli
inceneritori sono pagati con i soldi pubblici. Nel 1992 il Comitato
Interministeriale Prezzi (CIP)
emise una delibera (la numero 6), con la quale stabili’ una maggiorazione del 6% del prezzo dell’elettricità pagato dai
consumatori finali. Il ricavato avrebbe dovuto essere utilizzato per promuovere le energie
rinnovabili, acquistandole dai produttori ad un prezzo superiore a quello di
mercato. L’obiettivo era spingere le aziende energetiche a riorientare la loro produzione
verso le energie rinnovabili. La
termovalorizzazione però non è vista così male fuori dall’Italia. In tutta Europa infatti
ci sono oltre 350 impianti funzionanti,
e solo in Francia ce ne sono 123, mentre a Vienna ce ne sono 3 addirittura dentro la città.
In Italia sono presenti 48
termovalorizzatori, tra cui quello di Brescia, considerato il migliore al
mondo. In alcuni paesi come quelli Scandinavi o in Germania i rifiuti arrivano ad essere
smaltiti per oltre il 50% in questi macchinari, a differenza dell’Italia in cui viene
bruciata solo il 10% dell’immondizia, e anzi, Tratto da http://www.ivrealabella.org Bugia: Dalla combustione dei rifiuti, con
i termovalorizzatori, si recupera energia sotto forma di energia elettrica e
teleriscaldamento a basso costo che altrimenti andrebbe persa. Smentita: I costi di produzione di energia con questa tecnica sono mascherati dai forti
stanziamenti pubblici. In ultima analisi sono i cittadini a pagare l'impianto e le ditte
gestrici ad beneficiare dei guadagni. Per far tacere le opposizioni locali si regala acqua
calda ed energia elettrica a tariffe agevolate: tanto i costi di impianto sono stati pagati da
altri cittadini. Bugia: E' necessario che ogni cittadino si faccia carico del
problema dei rifiuti anche accettando i
termovalorizzatori, senza delegare ad altri il problema alimentando altre discariche. Smentita: Con i termovalorizzatori la maggior parte
dei rifiuti continua ad essere posta invece che in una discarica di solidi in una enorme
discarica a cielo aperto: i rifiuti vengono immessi in atmosfera sotto forma di gas. Le ceneri
della combustione continuano ad essere poste in discarica dopo essere state inertizzate. Il
cittadino non si fa carico del problema ma lo delega ad altri perché in discarica o in un
inceneritore lo mette sempre a casa di altri. A questa sindrome è stato dato il nome Not in
my courtyard, cioè si ma non nel mio cortile. Bugia molto grave: i
termovalorizzatori, a differenza delle discariche, non nuocciono alla salute. Solo in passato
gli inceneritori per il loro basso contenuto tecnologico potevano rappresentare un potenziale
pericolo, ma adesso, con i termovalorizzatori di
ultima generazione i potenziali pericoli sono minimizzati se non eliminati del tutto. Bugia: L'incenerimento dei rifiuti è il più economico dei
sistemi di smaltimento. Bugia: Siamo in una emergenza: se non si costruiscono
termovalorizzatori le discariche si esauriranno nel giro di poco tempo anzi alcune sono già
esaurite. Smentita: Se emergenza c'è è stata creata dagli stessi che adesso vogliono
i termovalorizzatori, che hanno visto e continuano a vedere nei rifiuti occasione di
guadagno o di carriera, quindi più rifiuti da smaltire più guadagno. Siamo ancora in tempo a
diminuire drasticamente la produzione alla fonte di beni deperibili che diventeranno rifiuti.
Alleggeriremo il carico dei rifiuti da smaltire ( e con questi il guadagno e la carriera di
certa gente ). Bugia: L'unica alternativa all'incenerimento è la raccolta
differenziata, se raggiungiamo almeno il 50 % di raccolta differenziata allora possiamo
costruire i termovalorizzatori perché saranno
molto piccoli e gestibili. Smentita: La raccolta differenziata non diminuisce la mole dei termovalorizzatori ma serve a
isolare potenziali veleni ed a porre in atto il successivo riciclaggio, le discariche sono
sature di prodotti nocivi miscelati a materiali che non sono velenosi e che potrebbero essere
riutilizzati in armonia con l'ambiente. Chi mette il limite del 50% di raccolta differenziata
prima di costruire i termovalorizzatori omette di
dire che se il volume di rifiuti aumenta a questo ritmo anche il 50% di raccolta differenziata
metterebbe in condizioni di costruire enormi termovalorizzatori ingestibili. L'alternativa
principale all'incenerimento ed alle discariche è il drastico aumento della produzione alla
fonte di beni durevoli. Bugia: Non è possibile produrre solamente beni durevoli, qualcosa
continuerà ad essere gettato via e a costituire un rifiuto che non sempre è riciclabile, con
l'incenerimento di questa parte si ovvia alla maggior parte dei problemi, compreso quello del
recupero energetico. Smentita: L'attività umana produce una miscela di beni durevoli ed altri no, soltanto che oggi
una certa industria per vivere senza problemi vuole che l'ago della bilancia sia spostato sui
beni altamente deperibili. Il patto fra l'industria che produce rifiuti e quella che li
smaltisce è rafforzato dal fatto che l'una ha bisogno dell'altra per poter sopravvivere. Lo
ricerca può dare un nuovo impulso alle industrie che possono essere riconvertite in
produttrici dei beni durevoli ad alto contenuto tecnologico, recuperando l'energia sprecata
nella produzione di futuri rifiuti. Bugia: Il piano di smaltimento di rifiuti con l'anello
dell'incenerimento è al momento il più moderno e certo, altre strade come quella della
ricerca di metodi di produzione di beni non deperibili se saranno praticabili lo saranno in un
futuro remoto ed incerto. Smentita: Il piano rifiuti ben proposto dalla Comunità Economica Europea e basato su
ragionevoli studi di fattibilità prevede come punto basilare al quale ogni altra cosa deve
essere subordinata il fatto di produrre beni durevoli. Dopo aver attuato quanto sopra vengono
la raccolta differenziata, ed il riciclaggio. Soltanto dopo aver attuato questo interviene il
recupero energetico e lo smaltimento residuo in discarica. Bugia: Molto si sta facendo per il problema dei rifiuti, anche in
termini di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, anche al fine di minimizzare la quantità'
dei rifiuti e le dimensioni degli impianti di incenerimento. Smentita: Il danaro pubblico viene stanziato per piani in cui la spesa più grossa è quella
destinata all'incenerimento, una minore alle complesse tecniche di riciclaggio, ed una
assolutamente nulla riguarda il punto nelle tecniche di informazione (etichettatura dei
prodotti) e di produzione di beni durevoli considerate primarie dalla CEE. Le cifre della bugia: su oltre 800 miliardi di lire stanziati in una Regione ( Es. Piemonte) 500-700
miliardi sono destinati a i termovalorizzatori e solo per questo danaro viene chiesta con
insistenza la disponibilità necessaria alla costruzione immediata adducendo il pretesto
dell'emergenza. Solo il resto, considerato invece obbiettivo primario della CEE, è destinato
alle tecniche di riduzione dei rifiuti da smaltire. Nulla è destinato alla ricerca medica in
questo settore. Nulla è destinato ai piani di monitoraggio della salute dei cittadini posti
nelle vicinanze de i termovalorizzatori. Nulla è destinato all'istituzione di un fondo per le
spese mediche eventualmente sostenute dai cittadini. Bugia: i
termovalorizzatori di ultima generazione sono talmente sofisticati da non emettere sostanze
tossiche infatti il monitoraggio all'uscita del camino con le apparecchiature più sofisticate
disponibili non rivela tali sostanze. Smentita: Gli apparecchi di misurazione non sono abbastanza sofisticati e sensibili da rivelare
la presenza di sostanze tossiche all'uscita dei camini poiché sono diluite in enormi quantità
di gas, se invece mettete apparecchi altrettanto sofisticati a controllare l'accumulo di
sostanze tossiche nelle vicinanze de i termovalorizzatori ne potrete misurare la presenza. Ciò
è risaputo da chi dovrebbe tutelare la salute della popolazione e che sino ad oggi
sistematicamente si oppone alla misura delle sostanze accumulate nei pressi
( Bugia: I comitati ambientalisti terrorizzano i cittadini sulla
questione de i termovalorizzatori. Smentita: I comitati ecologisti reputano di dover supplire a quanto non viene fatto dalle
istituzioni per contrastare le informazioni inesatte e ambigue se non mendaci che riguardano
i termovalorizzatori e su cui poggia l'incastellatura politica ed economica che
sostiene la loro costruzione. Bugia: La realtà è che studiosi autorevoli sono di opinione ben
diversa dagli ambientalisti e mettono a disposizione le proprie conoscenze scientifiche che
sono alla base della loro opinione spesso senza trarne alcun vantaggio, amministratori
responsabili sono all'opera per risolvere i problemi dell'ambiente, che solo fra le altre cose
prevede l'installazione di impianti di incenerimento, in siti tali da non danneggiare né
l'ambiente né i cittadini. Tutto ciò è effettuato in rispetto delle norme europee, italiane
e regionali in modo completamente trasparente per i cittadini, i quali possono contare su
criteri di correttezza e trasparenza in tutte le procedure. Smentita: Attualmente gli studiosi favorevoli all'incenerimento traggono il vantaggio di
occupare le posizioni di prestigio nei consigli di amministrazione degli enti ed istituzioni
che si occupano e controllano l' ambiente, per contro chi è contrario senza ambiguità non e'
presente in modo significativo in queste posizioni. I siti su cui costruire
i termovalorizzatori sono i più dannosi per la saluti infatti l'iter burocratico
legato alle leggi attuali italiani identifica i siti in aree senza interesse agro silvo
pastorale, dove siano già presenti servizi ( acqua luce gas etc. ) e viabilità, in zone
industriali dismesse, Ciò corrisponde nella maggior parte dei casi nelle periferie delle città
o nelle grandi cinture cittadine, in aree fortemente abitate. I criteri di correttezza e
trasparenza sono solo legati agli atti pubblici, invece gli studi di fattibilità, finanziati
dalle società di raccolta rifiuti, e gli accordi politici, per la loro natura, eludono questi
criteri e rappresentano la maggior parte del lavoro svolto dai soggetti interessati. Bugia: Comunque in ogni momento la popolazione è invitata a
controllare i progetti e potrà verificare l'efficienza e la non pericolosità degli impianti.
Smentita: Il controllo dei progetti è effettuato da istituzioni pubbliche che non sono tenute
in alcun caso a sottoporlo ai rappresentanti dei comitati ambientalisti. Potrebbero essere
ammessi in un futuro sono determinati rappresentanti istituzionali (es. sindaci) o quelli che
accettano di collaborare comunque. Tale tecnica di persuasione è oggetto di approfonditi
studi di psicologia e scienze politiche ed è adottata comunemente al solo fine del
raggiungimento della costruzione degli impianti. Anche ammesso che gli impianti fossero
ritenuti pericolosi dai cittadini durante il funzionamento non esiste nessun strumento
giuridico in grado di fermare un impianto neanche per pochi giorni: una volta innescato un
inceneritore si è vincolati a non spegnerlo più, in quanto l'immondizia non può essere
accumulata altrove, e la produzione di energia elettrica e di acqua calda per il
teleriscaldamento diventano esigenze primarie rispetto alla salute. Bugia: In Italia, a differenza dei paesi più progrediti del
nostro, e per la presenza delle infiltrazioni mafiose che controllano il business delle
discariche, non sono stati costruiti i
termovalorizzatori, che pur essendo meno pericolosi delle discariche, e quindi un male minore
e necessario, intaccherebbero gli interessi delle eco-mafie. Anche per questo gli organismi
pubblici lottano per la costruzione de i termovalorizzatori che rimarrebbero sotto il
controllo pubblico. I movimenti ambientalisti corrono il rischio, con il loro atteggiamento di
contrasto, di favorire questi business illegali. Smentita: Di tutte, questa affermazione, sebbene la più debole, richiede la risposta più
articolata, per non rispondere direttamente che quando si opta per il male minore od il male
necessario si assomiglia a chi ha sostenuto che la costruzione delle mine antiuomo, in quanto
necessarie per combattere i "cattivi", rappresentasse il male minore: a distanza di
anni ci si trova a dover interagire con territori fortemente contaminati, e la
decontaminazione di tali siti, come quelli de i termovalorizzatori rappresenta ancora un
problema aperto. Chi ha collaborato con gli organismi che
sono a conoscenza di tali fenomeni di infiltrazione mafiosa dovrebbe denunziare il fatto oltre
che all'opinione pubblica anche alla magistratura come in taluni casi è stato anche fatto. In
realtà le cosiddette eco-mafie possono trarre altrettanto giovamento dalla costruzione de i
termovalorizzatori e dalla loro gestione e, in quanto ormai inserite in ambienti
economicamente e culturalmente evoluti, potenzialmente possono ambire anche al controllo dei
pacchetti azionari delle società che gestiscono i
termovalorizzatori con il capitale accumulato illegalmente, ottenendo anche il vantaggio di
riciclare il danaro accumulato illegalmente. Chi è favorevole alla costruzione de i
termovalorizzatori corre lo stesso rischio di dover fare continuamente i conti con tentativi
di infiltrazione mafiosa. In epoca di privatizzazioni non è infatti possibile che il
controllo delle società che le gestiscono rimanga totalmente in mano pubblica. Nel caso
specifico de i termovalorizzatori è già capitato, in Italia, che pacchetti siano posti
massicciamente sotto controllo di società private, anche in ambito internazionale. Tratto da http://www.ambientespa.it
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