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Dedico
la mia vita a semplificare la vostra,
mentre voi fate di tutto per complicarvela!
Emile Coué
Non sono un guaritore,
insegno alla gente a guarirsi da sola.
Emile Coué
Le cosiddette “guarigioni miracolose”,
che mi vengono attribuite, sono opera dei malati
che pensavano di essere malati.
Emile Coué
La salute è una cosa troppo importante
per affidarla soltanto ai medici!
Voltaire
Un cordino con 20 nodi, da far scorrere come un
rosario, e una frase da ripetere sottovoce, in modo che l’orecchio senta. Tutto qui.
Il farmacista francese Emile Coué (1857-1926) è noto in tutto il mondo come il padre, o
l’ispiratore, di movimenti quali il pensiero positivo, la visualizzazione, il training
autogeno di Schultz, la sofrologia, l’analisi transazionale (AT) e la programmazione
neurolinguistica (PNL).
Il metodo “originale” di Coué, volendolo semplificare al massimo, si basa su 5 grandi
idee:
-
l’essere è doppio: conscio e inconscio;
-
noi non possiamo esercitare il nostro libero arbitrio se non
impariamo a dirigere il nostro inconscio, invece di essere diretti da lui;
-
l’inconscio è più forte del conscio, ma noi possiamo imparare a
controllarlo;
-
per avere il dominio di noi stessi dobbiamo “immaginare” che
possiamo fare quello che vogliamo fare;
-
l’immaginazione (e non la volontà) è la prima facoltà
dell’uomo. L’immaginazione può far ammalare il corpo, ma lo può anche guarire.
Il Metodo Couè,
noto come tecnica dell’autosuggestione cosciente, può essere utilizzato per prevenire le
malattie, amplificare l’effetto positivo dei medicamenti, guarire con l’effetto placebo.
Si può eseguire da soli, non ha effetti collaterali negativi e non costa nulla. Ecco perché
conviene provarlo con fiducia!
La genialità di Coué sta nell’aver ridotto la tecnica di “autocura” alla semplice
ripetizione di una frase (come un mantra): “ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado
di bene in meglio”.
“Da tutti i punti di vista” non riguarda solo l’aspetto salutistico, ma anche quello
finanziario!
Assaggi
«L’autosuggestione è uno strumento che noi possediamo dalla nascita e questo strumento, o
meglio questa forza, è dotata di una potenza inaudita, incalcolabile che, secondo le
circostanze, produce i migliori o i peggiori effetti».
«Esistono in ciascuno di noi due individui assolutamente distinti l’uno dall’altro.
Entrambi sono intelligenti; ma, mentre l’uno è cosciente, l’altro è incosciente, e per
questa sua peculiare natura, l’esistenza del “secondo individuo” passa generalmente
inavvertita».
«Se paragoniamo l’essere cosciente all’essere incosciente, constatiamo che mentre il
cosciente è dotato spesso di una labile memoria, l’incosciente al contrario è provvisto di
una memoria straordinaria, impeccabile, che registra a nostra insaputa i minimi avvenimenti, i
minimi fatti della nostra esistenza. Ed inoltre esso è credulo e accetta, senza ragionare,
tutto quello che gli si dice».
«Ed ecco che noi, così fieri della nostra volontà, che crediamo di compiere liberamente
ogni nostra azione, non siamo in realtà se non delle marionette, di cui la nostra
immaginazione tiene tutti i fili: noi non smettiamo d’essere delle marionette se non quando
abbiamo imparato a guidare quest’ultima».
«[…] possiamo paragonare l’immaginazione ad un torrente che travolge fatalmente il
disgraziato che vi cade dentro malgrado la sua volontà di raggiungere la riva. È un torrente
che sembra indomabile: tuttavia, se usate i mezzi opportuni, lo distoglierete dal suo corso,
lo condurrete all’officina e là trasformerete la sua forza in movimento, calore ed
elettricità.
Possiamo paragonare l’immaginazione (la pazza di casa, come si è voluto chiamarla) ad un
cavallo selvaggio, che non ha né briglia né redini».
«Se persuadete voi stessi che potete fare una cosa qualsiasi, purché sia possibile, voi la
farete per quanto difficile essa sia. Se, al contrario, vi immaginate di non poter fare la
cosa più semplice del mondo, vi sarà impossibile farla, e le colline diventeranno per voi
montagne inaccessibili».
«Quando la volontà e l’immaginazione sono in conflitto, vince sempre l’immaginazione
senza nessuna eccezione».
«Ogni pensiero che occupi esclusivamente la nostra mente diventa vero per noi ed ha la
tendenza a trasformarsi in atto.
Dunque, se riuscite a far pensare ad un ammalato che la sua sofferenza sparisce, essa sparirà:
se riuscite a far pensare ad un cleptomane che non ruberà più, egli non ruberà più, ecc.».
«[…] l’autosuggestione non è che
l’ipnotismo quale io l’intendo, e definisco: «influenza dell’immaginazione
sull’essere morale e sull’essere fisico dell’uomo. Ora, questa influenza è innegabile».
«Ogni mattina, prima di alzarsi, e tutte le sere, prima di addormentarsi, chiudere gli occhi
per meglio concentrare l’attenzione e ripetere 20 volte di seguito, con le labbra (ciò è
indispensabile) e contando macchinalmente con una cordicella con venti nodi (uso rosario), la
seguente frase:
“Ogni giorno, da tutti i punti di vista, io vado di bene in meglio”, senza pensare a
nulla, poiché le parole “da tutti i punti di vista” comprendono tutto».
Il libro Il dominio di se stessi (ovvero La cura di se stessi con l’autosuggestione
cosciente) è stato pubblicato nel 1922 e, più che in Francia ed in Europa (come iscritto
alla Società Teosofica ogni tanto era invitato a Torino ospite della sede torinese), ha avuto
un grande successo soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti, dove Coué fu chiamato per
una serie di conferenze.
Si racconta che, in una delle serate, fra il vasto pubblico ci fosse Henry Ford, fondatore
della casa automobilistica. Convinto dalle parole dell’oratore, chiese ad un suo dipendente
(James Allen) di scrivere un manuale che potesse servire di stimolo al popolo americano. Così
è nato Sei come pensi di essere (B.I.S. edizioni), che è stato la sorgente del pensiero
positivo americano.
Ma le “note
” del Metodo Coué risuonano ancora forti ai nostri giorni, da quando John Lennon ha incluso
la “frase” nella canzone Beautiful Boy (Darling Boy) nel suo album Double Fantasy.
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Emile Couè
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