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Procedere a una "revisione dei limiti dell'esposizione della
popolazione" alle onde elettromagnetiche e alla "pubblicazione di una guida sulle
opzioni che la riducono". A chiederlo è il Parlamento Europeo. Limite alla
proliferazione di antenne e una campagna di sensibilizzazione sul buon uso dei cellulari,
potenzialmente pericolosi soprattutto per i giovani
Il Parlamento Europeo invita ad "allontanare ripetitori e tralicci da
scuole e ospedali, pubblicare mappe sull'esposizione, condividere antenne e trasmettitori tra
gli operatori e avviare campagne di sensibilizzazione e rafforzare la ricerca".
L'europarlamento, con 559 voti favorevoli, 22 contrari e 8 astensioni, accoglie la relazione
di Frederique Ries (Alde/Adle) sui limiti dei campi elettromagnetici. Lo comunica una nota di
Strasburgo.
Il Parlamento europeo
osserva anzitutto che i campi elettromagnetici (Cem) "esistono in natura e sono sempre
stati presenti sulla terra", ma l'esposizione a tali campi "è
aumentata costantemente a causa della domanda di elettricità e dell'avvento di tecnologie
senza filo più avanzate". Inoltre, l'organo
comunitario rileva che la tecnologia delle apparecchiature senza filo "emette campi
elettromagnetici che possono avere effetti negativi sulla salute umana", anche se
"permangono incertezze sui possibili rischi per la salute, in particolare dei giovani il
cui cervello è ancora in fase di sviluppo".
Si esorta quindi
la Commissione
europea a "rivedere e a informare il Parlamento circa il fondamento scientifico e
l'adeguatezza dei limiti, da 0 Hz a 300 GHz, dei
campi elettromagnetici fissati dalla raccomandazione relativa alla limitazione
dell'esposizione della popolazione" ai campi stessi. Inoltre, sulla base delle richieste
provenienti da Strasburgo,
la Commissione
europea dovrebbe elaborare, di concerto con gli esperti degli Stati membri e di società
elettriche, operatori telefonici e produttori di apparecchi elettrici, una guida alle opzioni
tecnologiche disponibili "in grado di ridurre l'esposizione di un determinato luogo ai
campi elettromagnetici".
Occorre inoltre
"favorire l'elaborazione di una norma unica Ue che consenta di ridurre
al minimo l'esposizione dei cittadini in caso di ampliamento della rete di linee elettriche ad
alta tensione". Con l'accogliemento della relazione di Frederique Riessu, gli
Stati membri e gli enti locali e territoriali sono anche invitati a "creare un sistema
unico di autorizzazione all'installazione di antenne e ripetitori, nonchè ad inserire tra i
piani di urbanizzazione anche un Piano territoriale per lo sviluppo delle antenne". Allo
stesso tempo l'europarlamento esorta i fornitori di servizi a condividere i trasmettitori
"al fine di limitare la proliferazione di antenne e trasmettitori posizionati in modo non
adeguato", e invita Commissione e Stati membri a elaborare orientamenti in tal senso. Le
autorità responsabili, inoltre, dovrebbero anche siglare un accordo con gli operatori del
settore in merito alla condivisione delle infrastrutture "allo scopo di ridurre il volume
e l'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici".
Il Parlamento europeo,
infine, suggerisce a Bruxelles utilizzare una parte dei finanziamenti comunitari destinati
agli studi sui campi elettromagnetici per "sostenere
una campagna globale di sensibilizzazione dei giovani europei in merito alle buone prassi
nell'ambito dell'utilizzo del telefono cellulare", come, ad esmpio, abituarsi a fare uso
di kit vivavoce o ridurre la durata delle telefonate. Queste campagne, secondo
l'europarlamento, dovrebbero anche portare i giovani europei a familiarizzare con i rischi per
la salute causati dagli elettrodomestici e con l'importanza di spegnere tali apparecchiature
anzichè lasciarle in modalità stand-by. Questo anche perchè, conclude la nota
dell'Europarlamento, "esprime particolare preoccupazione per il fatto che le compagnie
assicurative tendano a escludere la copertura dei rischi legati ai campi elettromagnetici Cem
dalle polizze di responsabilità civile, osservando che ciò "dimostra chiaramente che
gli assicuratori europei già applicano una loro versione del principio di precauzione".
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