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"Elettrosmog. L'Europarlamento: rivedere i limiti"  
  Procedere a una "revisione dei limiti dell'esposizione della popolazione" alle onde elettromagnetiche e alla 
"pubblicazione di una guida sulle opzioni che la riducono". A chiederlo è il Parlamento Europeo. 

tratto dal
http://www.aamterranuova.it del 5 aprile 2009 a firma C.B. 

Procedere a una "revisione dei limiti dell'esposizione della popolazione" alle onde elettromagnetiche e alla "pubblicazione di una guida sulle opzioni che la riducono". A chiederlo è il Parlamento Europeo. Limite alla proliferazione di antenne e una campagna di sensibilizzazione sul buon uso dei cellulari, potenzialmente pericolosi soprattutto per i giovani

Il Parlamento Europeo invita ad "allontanare ripetitori e tralicci da scuole e ospedali, pubblicare mappe sull'esposizione, condividere antenne e trasmettitori tra gli operatori e avviare campagne di sensibilizzazione e rafforzare la ricerca". L'europarlamento, con 559 voti favorevoli, 22 contrari e 8 astensioni, accoglie la relazione di Frederique Ries (Alde/Adle) sui limiti dei campi elettromagnetici. Lo comunica una nota di Strasburgo. 

Il Parlamento europeo osserva anzitutto che i campi elettromagnetici (Cem) "esistono in natura e sono sempre stati presenti sulla terra", ma l'esposizione a tali campi "è aumentata costantemente a causa della domanda di elettricità e dell'avvento di tecnologie senza filo più avanzate". Inoltre, l'organo comunitario rileva che la tecnologia delle apparecchiature senza filo "emette campi elettromagnetici che possono avere effetti negativi sulla salute umana", anche se "permangono incertezze sui possibili rischi per la salute, in particolare dei giovani il cui cervello è ancora in fase di sviluppo"

Si esorta quindi la Commissione europea a "rivedere e a informare il Parlamento circa il fondamento scientifico e l'adeguatezza dei limiti, da 0 Hz a 300 GHz, dei campi elettromagnetici fissati dalla raccomandazione relativa alla limitazione dell'esposizione della popolazione" ai campi stessi. Inoltre, sulla base delle richieste provenienti da Strasburgo, la Commissione europea dovrebbe elaborare, di concerto con gli esperti degli Stati membri e di società elettriche, operatori telefonici e produttori di apparecchi elettrici, una guida alle opzioni tecnologiche disponibili "in grado di ridurre l'esposizione di un determinato luogo ai campi elettromagnetici". 

Occorre inoltre "favorire l'elaborazione di una norma unica Ue che consenta di ridurre al minimo l'esposizione dei cittadini in caso di ampliamento della rete di linee elettriche ad alta tensione". Con l'accogliemento della relazione di Frederique Riessu, gli Stati membri e gli enti locali e territoriali sono anche invitati a "creare un sistema unico di autorizzazione all'installazione di antenne e ripetitori, nonchè ad inserire tra i piani di urbanizzazione anche un Piano territoriale per lo sviluppo delle antenne". Allo stesso tempo l'europarlamento esorta i fornitori di servizi a condividere i trasmettitori "al fine di limitare la proliferazione di antenne e trasmettitori posizionati in modo non adeguato", e invita Commissione e Stati membri a elaborare orientamenti in tal senso. Le autorità responsabili, inoltre, dovrebbero anche siglare un accordo con gli operatori del settore in merito alla condivisione delle infrastrutture "allo scopo di ridurre il volume e l'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici". 

Il Parlamento europeo, infine, suggerisce a Bruxelles utilizzare una parte dei finanziamenti comunitari destinati agli studi sui campi elettromagnetici per "sostenere una campagna globale di sensibilizzazione dei giovani europei in merito alle buone prassi nell'ambito dell'utilizzo del telefono cellulare", come, ad esmpio, abituarsi a fare uso di kit vivavoce o ridurre la durata delle telefonate. Queste campagne, secondo l'europarlamento, dovrebbero anche portare i giovani europei a familiarizzare con i rischi per la salute causati dagli elettrodomestici e con l'importanza di spegnere tali apparecchiature anzichè lasciarle in modalità stand-by. Questo anche perchè, conclude la nota dell'Europarlamento, "esprime particolare preoccupazione per il fatto che le compagnie assicurative tendano a escludere la copertura dei rischi legati ai campi elettromagnetici Cem dalle polizze di responsabilità civile, osservando che ciò "dimostra chiaramente che gli assicuratori europei già applicano una loro versione del principio di precauzione".