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"La Psichiatria usa ancora la Terapia dell'Elettroshock sui bambini"
 Un recente articolo pubblicato sul giornale Herald Sun Melbourne Australia ha posto l’attenzione sull’utilizzo 
nella  pratica psichiatrica dell’Elettroshock su bambini anche di quattro anni di età.

 tratto da http://www.naturalnews.com/z025932.html del 26 marzo 2009
a firma di David Gutierrez e tradotto da Pamio Lodovico

Un recente articolo pubblicato sul giornale Herald Sun Melbourne Australia ha posto l’attenzione sull’utilizzo nella  pratica psichiatrica dell’Elettroshock su bambini anche di quattro anni di età.

La Terapia dell’Elettroshock, conosciuta anche come Elettroterapia Convulsivante (ECT), è la pratica di applicare scariche elettriche allo scopo di indurre attacchi e modificare il comportamento danneggiando seriamente parti del cervello. 

“Dopo alcune applicazioni di ECT, i sintomi sono quelli di una moderata contusione cerebrale,” dice il neurologo Sidney Sament. “Il paziente “dimentica” i suoi sintomi perché il danno cerebrale distrugge le tracce mnemoniche nel cervello, e il paziente pagherà per questo con una riduzione delle capacità mentali.

Negli Stati Uniti, molti stati permettono l’uso dell’Elettroshock sui bambini. Anche se la procedura è comunemente meno usata sui bambini che sugli adulti, i critici sostengono che è ancora usata troppo liberamente, in considerazione dei potenziali danni cerebrali di lunga durata.

Dice il psicologo clinico Bruce Levine “Si potrebbe pensare che prima di ricevere dai 70 ai 170 volts di scariche cerebrali e procurare gli attacchi, sia stata prima tentata ogni altra terapia non-traumatica. “Sarebbe logico pensare che prima di ricorrere all’ECT, oltre a provare ogni tipo di psicoterapia, si dovrebbe effettuare uno sforzo approfondito per trovare un terapista con il quale un bambino possa interagire spontaneamente. Si potrebbe pensare tutto questo, ma sarebbe sbagliato”. 

Secondo Levine, gli psichiatri ricorrono regolarmente all’Elettroshock, solo dopo che sono stati fatti pochi tentativi per modificare il comportamento del bambino con i farmaci.

Uno studio pubblicato agli inizi del 2007 ha concluso che, nei pazienti trattati con ECT, sei mesi dopo la procedura, persistono sintomi cognitivi tipo amnesia e processi mentali rallentati. I critici ancora sostengono che non sono stati provati i benefici della terapia; una conferenza del 1985 sull’Electroshock fu incapace di produrre alcuna prova di benefici oltre le quatto settimane, e uno studio del 1999 concluse che l’ECT ha fallito nel conseguire una riduzione della percentuale di suicidi.

Fonte: www.alternet.org