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MILANO - Il teletrasporto della fantascienza di Star Trek ha
compiuto un passo importante verso la realtà. Protagonisti, per il momento, non sono due
astronauti ma due atomi. Può sembrare poco e invece il balzo compiuto è giudicato importante
non tanto per gareggiare con Star Trek, ma per vedere come più vicina e possibile la mitica
frontiera dei computer quantici. Due gruppi di ricerca delle università americane del
Maryland e del Michigan per la prima volta sono riusciti a teletrasportare le caratteristiche
di un atomo A ad un altro atomo B distante un metro. Così si è svolto, in modo semplificato,
l'esperimento.
L'ESPERIMENTO - L'atomo A è stato portato in una condizione quantica bombardandolo con
un impulso di microonde. Entrambi gli atomi venivano poi irradiati con impulso laser
provocando l'emissione da parte di ciascuno di un fotone. Il fotone A provenendo da un atomo
in condizione quantica aveva una certa informazione diversa da quella di B non trattato. È
stato in questa fase che gli scienziati esaminando i fotoni hanno scoperto che grazie al
fenomeno dell'«entanglement» l'atomo B aveva assunto le caratteristiche di A.
Decifrare e spiegare i fenomeni quantistici senza le formule è arduo, ma questo, molto in
sintesi e semplificato, è quello che è accaduto con grande soddisfazione dei ricercatori
autori di un progresso significativo in un campo di studi di grandissimo interesse pratico. «In
passato – ha spiegato Christopher Monroe, leader del gruppo dell’Università del Maryland
- si erano ottenuti fenomeni di teletrasporto fra fotoni, fra fotoni e atomi e fra atomi, ma
sempre con l'azione intermediaria di un terzo elemento esterno. Questa volta il teletrasporto
è assolutamente pulito e realizzato direttamente fra due atomi senza alcun aiuto».
COMPUTER SUPERVELOCI - Il risultato è pubblicato sulla rivista scientifica americana
Science. «Il nostro sistema – aggiunge Monroe – ha la possibilità di formare la base
per un ripetitore quantico di grande scala che può costituire una rete di memorie quantiche
su distanze molto elevate. Inoltre, può essere utilizzato per effettuare operazione quantiche
creando il componente di base di cui ha bisogno il futuro computer quantico». Le ripetizioni
della parola «quantico» possono sembrare disdicevoli, ma in tal caso è meglio essere chiari
ed evitare fraintendimenti. I computer quantici oltre ad essere molte volte più potenti e
immensamente più veloci rispetto agli attuali e ad essere impiegati nei difficili calcoli di
crittografia per costruire codici segreti capaci di proteggere soprattutto le comunicazioni ,
si prestano ad una varietà di applicazioni oggi impensabili. È per questo che le ricerche
delle due università sono state finanziate oltre che dalla National Science Foundation anche
da un contratto del US Army Research Office.
Giovanni Caprara
23 gennaio 2009
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