"Dottori Clown, quando un sorriso aiuta in
corsia"
Dalla formazione del Meyer di Firenze ai volontari del
sorriso di Ridere per Vivere:
testimonianze, informazioni ed esperienze dirette di chi usa l'allegria per guarire prima.
tratto da "http://www.kwsalute.kataweb.it"
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Dottori clown, quando un sorriso aiuta in corsia Trapianti
di nasi rossi, trasfusioni di cioccolata, iniezioni giganti, accompagnate da numeri di mimo,
magia, musica. Sono queste le terapie con le quali i ‘clown dottori’ curano i bambini.
L’allegria è la miglior terapia, ridere aiuta a sentirsi meglio e anche a guarire prima. E
allora, ecco che negli ospedali alle équipe pediatriche si affiancano sempre più spesso veri
e propri staff di ‘dottori in allegria’: clown professionisti che irrompono nelle corsie
degli ospedali pediatrici, e con travestimenti, gag, pantomime, canzoni, fanno ridere i
bambini, alleggeriscono l’atmosfera dell’ospedale, sdrammatizzano cure e interventi,
scacciano ansia e paura. Beninteso, in stretta collaborazione con medici, infermieri,
genitori. I clown
dottori hanno fatto la loro prima comparsa in Italia all’ospedale pediatrico Meyer di
Firenze e al Bambin Gesù di Roma, sei anni fa. Prima in via sperimentale, grazie
all’intervento di sponsor e finanziatori, ora inseriti a pieno diritto nel servizio
pubblico. Ora lavorano anche a Siena e Prato. Al Meyer i professionisti di Soccorso
Clown sono presenti cinque giorni la settimana, e collaborano con il Servizio di
terapia dl dolore. E proprio dal Meyer è partita anche, nel 1999, la prima iniziativa di
formazione dei clown dottori in Italia, grazie a una collaborazione tra Regione Toscana,
Ministero del Lavoro ed Ente Teatrale Italiano. I giovani così preparati hanno dato vita a
una cooperativa, Soccorso Clown, a cui il Meyer ha affidato l'incarico di sviluppare i vari
interventi. "Soccorso
Clown è il creatore e il pioniere di una nuova formazione e di una nuova figura
professionale, che opera una sintesi del circo e del teatro che si raggiunge attraverso due
fasi di lavoro e di apprendimento: da clown-attore a clown-in-corsia", spiega Yuri
Olshansky, che assieme al fratello Vlad ha portato l'esperienza della clownterapia da New
York (dove Vlad è supervisore dei clown-dottori del Columbia Presbiterian New York Hospital)
in Italia. "I professionisti di Soccorso Clown - chiarisce Yuri - sono attori versatili e
pluri-specializzati, non volontari o clown-in-visita che vengono ogni tanto a divertire i
bambini". I
‘dottori in allegria’ sono, appunto, clown professionisti, selezionati per il loro alto
livello artistico e la loro sensibilità, appositamente addestrati con un corso di sei mesi
sui comportamenti e le procedure da osservare nei vari reparti. Devono conoscere l’ospedale,
la sua organizzazione, avere cognizioni di medicina, e lavorare in stretto contatto con medici
e infermieri, per sapere dove andare, che tipo di intervento fare, cosa evitare. Con i loro
interventi, sanno ridurre lo stress da paura e sofferenza, il dolore, il bisogno di farmaci,
affiancano lo staff medico con metodologie sperimentate e rendono la degenza ospedaliera più
sopportabile e a misura di bambino, concorrendo così alla guarigione. "Con
il loro arrivo in reparto è scoppiata la gioia - dice il professor Alberto Vierucci,
primario della clinica pediatrica III dell'ospedale Meyer di Firenze - E' scientificamente
dimostrato che irducendo lo stress da paura e sofferenza cala il bisogno di farmaci. Spero che
l'esperienza di Soccorso Clown sia destinata a durare". E’ il primario del reparto che
sovrintende alla loro attività. Sono vere e proprie unità sanitarie di clown, il cui compito
è rendere più tollerabile la degenza e agevolare le cure mediche. Il loro repertorio prevede
performance che possono durare un minuto come un’ora, secondo le necessità. I clown
di Soccorso Clown portano anche in ospedale il riso e il divertimento, componenti naturali
della vita, e usano il potere terapeutico del buonumore come vero e proprio trattamento
medico. E attraverso il linguaggio universale della comicità riescono a comunicare con i
bambini di tutte le età. “Funziona anche con i bambini piccolissimi – dice Yuri Olshansky
– Ho visto un bimbo di pochi mesi ricoverato in rianimazione voltarsi e sorridere alla
canzoncina cantata da un clown. E quando il bambino sorride, dicono i medici, significa che il
processo di guarigione è già iniziato”. Leggi
la storia della dottoressa
Trombetta, 'donna dell'anno' e di una manovra diagnostica molto dolorosa realizzata per la
prima volta senza anestesia, ma con la tecnica della 'distrazione' messa in atto dai clown
dottori. 17
Febbraio 2003
Barbara,
una 27enne trapiantata a Roma ha sperimentato questa prima bellissima esperienza dopo aver
frequentato un corso di formazione per clown dottori organizzato dall’associazione Ridere
per vivere. Nome che non lascia margine di incertezza sulla finalità di questo gruppo di
persone fermamente convinto nel ricercare, divulgare e utilizzare il valore terapeutico della
risata. “Ero
educatrice in una scuola materna e da 10 anni lavoravo con i bambini – ci racconta Barbara -
ma sentivo il bisogno di andare oltre. L’associazione ogni anno organizza un convegno a
luglio. Ho partecipato a uno di questi seminari, poi mi sono iscritta, ho ricevuto una
preparazione di base e sono diventata volontaria del sorriso. I volontari del sorriso fanno
spettacoli. Non hanno rapporto con il singolo paziente. Solo il clown dottore può scendere in
corsia. Anche io facevo piccoli spettacoli in ospedale. Ma avevo manifestato il desiderio di
diventare clown dottore”. Per
scendere in corsia vestiti da clown e portare un sorriso a chi soffre, adulto o bambino che
sia, occorre una lunga formazione. L’associazione Ridere per vivere organizza corsi in città
diverse anche a seconda delle richieste da parte degli ospedali di queste figure
professionali. Barbara
racconta a Kataweb Salute come si svolge il corso che sta seguendo a Milano: “Dura 12-13
weekend. C’è una prima selezione, possono entrare solo 20 persone e di queste solo 4 o 5
diventano clown dottori, numero deciso anche in base ai progetti e ai posti di lavoro. Gli
altri rimangono in associazione come volontari del sorriso. La mia – continua Barbara - è
una storia particolare: non c’erano corsi a Roma e mi hanno inserita in un corso già
avviato a Milano.” Una
scelta che richiede determinazione e impegno: “per quattro mesi tutti i fine settimana si
inizia alle 9 del mattino e si finisce alle 18. ”Per
imparare attraverso la teoria (psicologia dell’età evolutiva, relazionale, dell’ospedale
e della persona ammalata, igiene e profilassi ospedaliera, etc.), laboratori, stage e infine
un tirocinio di 50 ore, l’arte di far sorridere bambini, anziani, persone sofferenti e per
trasformare il loro sorriso in un’arma terapeutica. Si impara, ad esempio, per quanto
riguarda il lato artistico, come fare giochi di animazione, piccole magie, come truccarsi,
come colorare il camice.” Chiunque
può chiedere di partecipare al corso, uomini donne, persone giovani e meno giovani. “Nel
gruppo di Lucca, a cui mi sono aggiunta per qualche lezione, i miei compagni avevano tutti dai
25 ai 30 anni; a Milano invece c’erano persone che già avevano fatto esperienza in
ospedale. Il gruppo era vario, c’erano aspiranti clown dottori di 35, 40 anni”. Non è
richiesta una particolare formazione o esperienza. L’importante è avere una motivazione
valida e predisposizione. Le richieste sono molte. I criteri per selezionare volontari del
sorriso e medici clown sono, tra gli altri, l’equilibrio della personalità, le motivazioni,
la solarità e l’energia, la capacità di mettersi in gioco. E ora
che il salto a medico clown è stato quasi spiccato, cosa farà Barbara? “Voglio mantenere
il mio ruolo di educatrice, - risponde - ma voglio aggiungere quello di clown dottore. E’
come se si trattasse di un mio bisogno.” 17
Febbraio 2003
Ricevete
molte richieste da parte di persone che vogliono partecipare ai vostri Occorre
precisare che Ridere per Vivere!
opera con tre tipologie di operatori: i gelotologi
(da gelotologia, dal greco ghelos, riso - è la disciplina che studia e applica le
potenzialità terapeutiche del ridere e delle emozioni positive) che ‘lavorano’
direttamente con la comicoterapia attivautile non soltanto a far ridere la persona, ma
a tirar fuori anche la sua vena comico/umoristica mediante un metodo ideato da noi e applicato
da 13 anni ( la cui denominazione è Comicità è salute) . Lo stesso metodo lo
applichiamo nella formazione delle altre due tipologie di operatori: i Clown Dottori,
professionisti - non necessariamente medici - che vengono formati con un lungo training oggi
di 250 ore, ma stiamo lavorando al riconoscimento della figura professionale e quindi alla
biennalizzazione del periodo formativo. Questi operano con le persone in un rapporto 1/1,
occhi negli occhi e sono in grado di modificare in senso positivo le emozioni negative della
persona in difficoltà, sia essa adulta o bambina, ospedalizzata, anziana o ammalata di
Alzheimer.... Mentre
i Volontari del Sorrisooperano nei contesti di ‘dolore’ solo in gruppo, con quello
che noi chiamiamo aiuto concreto-creativo e cioè spettacoli, animazioni. Ogni
giorno riceviamo molte richieste sia per quanto riguarda il volontariato che per divenire
Clown Dottori. Icriteri di selezione sono, nell'ordine di importanza: personalità
equilibrata, motivazione, solarità ed energia da donare, capacità pregresse. Che
tipo di persona è quella che frequenta i vostri corsi? In
realtà ci sono tutte le tipologie: la maggioranza però sono donne, persone comunque di tutte
le età, qualche medico, molti studenti in psicologia o neo laureati, persino alcuni
informatici. Abbiamo
molte richieste e non riusciamo a soddisfarle tutte. I
nostri finanziatori, per lo più enti pubblici, ci incoraggiano, ma aspettiamo anche
contributi da sponsor intelligenti. Studi
recenti della Cattedra di Psicofisiologia dell'Università In
cosa consiste il periodio di formazione? Per i
Volontari del Sorriso si parte con due weekend. Poi via via nel tempo continua la formazione
soprattutto in campi come l'improvvisazione. Per i
Clown Dottori, nelle 200 ore teorico/pratiche si fa, oltre a gelotologia - Comicità è salute
- tre livelli - clowneria, tanta improvvisazione, microprestidigitazione, e poi psicologia
relazionale, evolutiva, dell'ospedale, della persona ammalata, igiene e profilassi
ospedaliera, si incontrano genitori di bambini ospedalizzati, e poi, ovviamente i Clown
Dottori in attività nelle varie tipologie di ospedale o centri diurni, poi si prosegue con il
tirocininio di circa 50 ore. Qualora
si riuscisse a trasformare la formazione in un biennio tutto sarà più articolato (sociologia
dell'ospedale, studio ed utilizzo dell'energia sottile, intercultura. Periodicamente
tutte le persone che oparano nella nostra associazione vengono 'riformati'. Gli
insegnanti sono: gelotologi, primari ospedalieri, caposala, psicoterapeuti, clown, maghi,
attori improvvisatori. Cerchiamo, con i nostri modesti mezzi, il meglio possibile. 'Trombetta', la dottoressa che
ha sconfitto il dolore L'intervento
è stato fatto nel dicembre 2001. Si trattava di un esame diagnostico particolarmente
doloroso, effettuato senza anestesia, ma utilizzando, appunto, le tecniche di 'distrazione'
dei clown dottori. Una bambina albanese di 12 anni, arrivata con la madre al Meyer grazie
all'attività di cooperazione internazionale che il Meyer coordina a livello regionale, doveva
essere sottoposta a una biopsia ossea, un esame molto doloroso, ma necessario per stabilire
l'esatta natura della sua patologia. Ma le condizioni della piccola sconsigliavano il ricorso
all'anestesia di tipo farmacologico. Così fu deciso di utilizzare, almeno in prima battuta e
restando pronti a ogni altro tipo di intervento, la tecnica della 'distrazione', già usata al
Meyer per manovre meno impegnative, e che consiste nell'aiutare il paziente a distogliere la
mente da quanto di sgradevole sta accadendo, concentrandosi invece su eventi più gradevoli. Due
clown-dottori, la dottoressa 'Trombetta' e la dottoressa 'Paciocca', sono andate nella stanza
della bambina e hanno cominciato a farla divertire e rilassare. "La bambina non parlava
l'italiano - spiega Giovanna Pezzullo - quindi abbiamo dovuto affidarci quasi completamente
alla comunicazione gestuale e alla musica. Nella camera abbiamo cominciato con canzoncine e
burattini". Dopo qualche minuto alla bambina è stato fatto respirare un po' di
protossido di azoto, comunemente chiamato 'gas esilarante', che ha anche un blando effetto
anestetico. Quindi la piccola, sempre in compagnia dei dottori clown è stata portata in
medicheria, dove, dopo aver praticato una lieve anestesia locale per neutralizzare il dolore
provocato dall'ago sulla pelle, un medico ha realizzato la biopsia. "Abbiamo continuato
con i nostri interventi, tenendo la mano della bambina e provando vari scherzi - racconta
ancora Giovanna Pezzullo - C'è stata una grande collaborazione del personale e la piccola ha
riso tutto il tempo, è riuscita a superare la paura e ad affidarsi a noi completamente". Cosa
provava durante l'intervento? "In quel momento io non esistevo più - ricorda Giovanna
Pezzullo - Esisteva soltanto la bambina, tutta la concentrazione era su di lei. Era un misto
di concentrazione, emozione forte, timore. Una nostra distrazione poteva significare dolore
per lei". Durante l'intervento, una ventina di minuti in tutto, la bambina non si è
lamentata né si è mossa, concentratissima sui giochi e i sorrisi delle due clown. "Non
avevo mai visto né credo che sia stato mai tentato prima niente del genere - dice il dottor Andrea
Messeri, responsabile del Servizio di terapia del dolore del Meyer - La biopsia ossea è
un esame molto doloroso, più della puntura lombare o dell'aspirato midollare. Normalmente si
fa in sedazione più o meno profonda. Ma in quel caso, considerate le condizioni complessive
della bambina, abbiamo tentato con Soccorso Clown... e il risultato è stato straordinario,
sotto il profilo psicologico e fisico: la bambina non si è mai spaventata, non ha né gridato
né pianto". 17
Febbraio 2003 'Che bravi quei dottori clown!' “Egregio
Direttore Olshansky, ho il piacere di informare Lei e i suoi collaboratori, che il Presidente
della Repubblica ha destinato una targa intitolata al Soccorso Clown in segno di apprezzamento
per l’attività svolta. Con viva cordialità.” IL CAPO DELLA DIVISIONE Dott.ssa
Francesca Romana Reggiani, Presidenza della Repubblica Italiana. “Col
loro arrivo nel reparto è scoppiata la gioia... È scientificamente dimostrato che riducendo
lo stress da paura e sofferenza cala il bisogno di farmaci. Spero che l’esperienza di
Soccorso Clown sia destinata a durare.” Professor Alberto Vierucci, Primario di
Clinica Pediatrica 3, Ospedale Meyer, Firenze. “Non
avevo mai visto nè credo che sia stato mai tentato prima niente del genere... la biopsia
ossea è un esame molto doloroso, più della puntura lombare o dell’aspirato midollare…
Normalmente si fa in sedazione più o meno profonda. Ma in questo caso, considerate le
condizioni complessive della bambina, abbiamo tentato con Soccorso Clown… e il risultato è
stato straordinario, sotto il profilo psicologico e fisico: la bambina non si è mai
spaventata, non ha né gridato né pianto”. Dott. Andrea Messeri, responsabile del
Servizio di Terapia del Dolore dell’Ospedale Meyer di Firenze. “Con
il servizio dei clown in corsia di Soccorso Clown i bambini passano alcune ore in grande
divertimento e ne sentono i benefici anche successivamente.” Milvia Modi, Caposala di
Clinica Pediatrica 3, Ospedale Meyer, Firenze. "Era
presente nel reparto di immunoinfettivologia una bambina di 13 anni con AIDS in fase
terminale...particolarmente afflitta dal suo stato... Dopo aver illustrato la delicatezza
della situazione ai Soccorso Clown e vinto la resistenza di colleghi .... li ho fatti
incontrare con la bambina. L'ilarità e la serenità che in lei sono stati capaci di provocare
è stata sorprendente e tale gioia si è ripetuta per tutti i giorni successivi.... Al di là
di ogni previsione, tra l’altro, le sue condizioni sono migliorate ed è anche stato
possibile dimetterla.... Ritengo personalmente che questo tipo di iniziative sia
particolarmente valido e utile per aiutare i bambini a superare l'angoscia della malattia e
dell'esperienza dell'ospedale, migliorando il loro stato emotivo, aiutandoli a guarire." Dr.
Guido Castelli-Gattinaro dell’Unità Operativa AIDS, dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “L’esperienza
ha avuto riscontri decisamente positivi in tutti i Reparti…. Tale iniziativa rappresenta per
i piccoli degenti….un contributo particolarmente significativo…”Dott. Tommaso
Langiano, Direttore Sanitario dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma. “La
presenza con regolarità del Soccorso Clown presso il reparto di Oncologia pediatrica si è
rivelata di grande aiuto per i piccoli ricoverati, nonché per i genitori che prestano loro
assistenza. … si ritiene indispensabile non interrompere questo servizio per la salute
psichica del bambino, nonché per una maggiore compliance alle terapie, elementi necessari al
miglioramento generale dei piccoli pazienti”. Prof. Manuel A. Castello Primario della
Sezione di Oncologia Pediatrica dell’Università degli Studi “ “…
Soccorso Clown è diverso da tutti i servizi simili che sono stati proposti nel nostro
reparto…Vista l’esperienza estremamente positiva e importante che benefica sia bambini sia
lo staff ospedaliero...vorrei esprimere il mio totale appoggio per stabilire in modo
permanente il loro servizio professionale… è una delle cose più intelligenti che io ho
visto in anni di lavoro in ospedale …”. Prof. Renato Mastrangelo Primario della
Divisione di Oncologia Pediatrica del Policlinico Universitario A. Gemelli, Roma. “
…il loro approccio ai bambini ricoverati e in Day Hospital è stato sempre improntato sulla
massima delicatezza anche in situazioni critiche; i bambini e i loro genitori hanno mostrato
di gradire molto il momento lieto che veniva loro offerto e siamo molto favorevoli alla
continuazione di quest’iniziativa ”. Prof. Franco Mandelli e Prof.ssa Giovanna Meloni
dell’Università degli Studi “ “L’intervento
degli operatori di Soccorso Clown presso di noi ha confermato l’importanza del ruolo che
tale figura professionale è in grado di svolgere… La vita di reparto alla quale eravamo
abituati ha mostrato segni di cambiamento, di giorno in giorno, come pure l’atmosfera del
ricovero, degli esami e dello stare in ospedale non solo per i ricoveri ma anche per gli
operatori sanitari. Si auspica, pertanto, per il bene dei bambini, che quest’esperienza
possa ripetersi e aumentare di frequenza nel tempo, affinché l’episodio del ricovero del
bambino non debba più rappresentare solo un momento oscuro da dimenticare, bensì un momento
diverso di divertimento, nonostante le cure, in un luogo sempre più vicino al mondo dei sogni
che a quello della realtà.” Prof. Paolo Paolucci, Primario della Divisione di Pediatria
dell’Ospedale “Casa Sollievo della Sofferenza” di San Giovanni Rotondo. “Il
servizio del Soccorso Clown ha mostrato d’essere indispensabile per i nostri bambini che
sono ricoverati nella Divisione d’Oncologia Pediatrica e in tutti gli altri reparti dove
sono stati presenti… Ci auguriamo che questo servizio, non solo non venga interrotto, ma che
debba essere intensificato.” Benilde Mauri, Presidente d’Associazione Genitori
Oncologia Pediatrica del Gemelli , Roma; |
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