"Il dolore non dà tregua? Dormiteci su"
di sonno ristoratore risolve più spesso il problema del dolore cronico.
tratto
da http://www.corriere.it del
23 gennaio 2009 a firma di Elena Meli
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Muscoli e ossa doloranti, nulla sembra funzionare. Ma la soluzione potrebbe essere
tanto semplice quanto una buona dormita: secondo uno studio pubblicato su Rheumatology,
chi riesce a garantirsi notti di sonno ristoratore risolve più spesso il problema del dolore
cronico. ASSOCIAZIONE – I dati arrivano dall’EPIFUND Study (EPIdemiological
study on FUNctional Disorder ), una ricerca promossa dall’Arthritis Research
Campaign britannica. I ricercatori sono partiti dalla considerazione che il dolore cronico
diffuso, ovvero la fibromialgia, si associa solitamente a una scarsa qualità del sonno: hanno
perciò voluto verificare se un sonno di buona qualità, viceversa, possa predire la
risoluzione del dolore. Per capirlo sono stati coinvolti 1.061 pazienti che sono stati seguiti
per 15 mesi; all’inizio dello studio sono stati valutati numerosi parametri relativi al
sonno attraverso RILASSAMENTO – «La correlazione fra sonno e fibromialgia
è tanto reale che il primo consiglio da dare a tutti i pazienti è proprio quello di
recuperare un sonno adeguato», conferma Stefano Coaccioli, responsabile dell’Unità di
Reumatologia dell’Azienda Ospedaliera S. Maria di Terni. «La fibromialgia, ovvero il
reumatismo extra articolare, è il problema più diffuso fra i nostri pazienti, ancora di più
dell’artrosi. E uno dei sintomi funzionali più spesso associati a questa condizione è
proprio il sonno disturbato: ecco perché per prima cosa bisogna cercare di riacquistare e
mantenere un sonno adeguato e ristoratore. Per sonno ristoratore si intende quello in grado di
indurre un rilassamento muscolare consistente, tale per cui al mattino ci si sveglia riposati
e in condizioni di affrontare al meglio la giornata: il segreto della risoluzione dei dolori,
infatti, è proprio nel “riposo” notturno dei muscoli». C’è di più: il sonno poco
ristoratore si associa spesso anche alla depressione, che non fa che peggiorare le condizioni
di chi soffre di dolori cronici. «Tanto che nei pazienti con fibromialgia si usano spesso gli
inibitori della ricaptazione di serotonina impiegati solitamente anche come antidepressivi:
nel dolore di tipo neuropatico caratteristico della fibromialgia, infatti, è coinvolto il
triptofano, un aminoacido importante proprio per la sintesi della serotonina, il mediatore
cerebrale del tono dell’umore», spiega Coaccioli. Il sonno perciò è al centro di una
complessa rete di ingranaggi che possono acuire i sintomi dolorosi: garantirsi un riposo
notturno adeguato, quindi, è indispensabile per iniziare a stare meglio.
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