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Sarà difficile, se non impossibile, allontanare gli U.S.A. dal collasso sociale
ed economico sul quale giace instabilmente. La nostra inerzia comune ci sta trasportando
sull'orlo degli abissi. Cambiare il corso richiederà una nuova consapevolezza, un risveglio.
Si deve raggiungere una massa critica, ma nel nostro lungo viaggio non abbiamo neppure
iniziato a riflettere. Avremmo dovuto iniziare molto tempo fa. Adesso potrebbe essere troppo
tardi per tutti noi.
Il popolo americano è vittima di un lavaggio del cervello dovuto alla lunga esposizione al
sistema mediatico, in particolare alla televisione, che ha un interesse finanziario nel
imbottirlo con propaganda varia facendolo vivere in stato confusionale. La religione americana
si basa sul “compra e vendi”. Il Capitale è il Dio tutto e tutti sono sottomessi ad esso.
Le corporazioni sono le persone. Il denaro è la libertà di parola. La realtà virtuale ha
preso il posto della realtà vera e propria.
Con la diffusione degli apparecchi tecnologici e con la l'aumento dei social network
come facebook o twitter, le persone si stanno scavando delle fosse immaginarie sempre più
profonde. In questo processo stanno per venir meno alcune competenze insostituibili. Scrivere
messaggi non sostituisce il contatto fisico umano. Il tocco delle labbra umane e un'occhiata
furtiva sono più significativi di una serie di emoticon inviati con un iPhone. Lo
sviluppo psicologico della salute degli esseri umani richiede un contatto fisico e
un'interazione sociale.
Nonostante la tecnologia sia potenzialmente uno strumento per creare una rete sociale, l'uso
collettivo che se ne fa ha generato l'effetto opposto banalizzando una conversazione e
sminuendo l'interazione sociale. La gente è più innamorata della tecnologia che della qualità
della conversazione. Si spendono enormi somme di denaro per non aver un cellulare di cui
vergognarsi, quando poi la vecchia tecnologia è sufficiente o quando c'è bisogno di un
contatto personale. Una chiacchierata monotona non può sostituire una conversazione reale su
argomenti che ci stanno a cuore.
Con l'avanzare della supremazia tecnologia, le persone dimenticano come comunicare l'uno con
l'altro. Non sappiamo più come vivere nel mondo naturale. Lo spirito ombelicale che ci
connette alla terra e che promuove un senso di appartenenza alla più grande comunità
biologica ha prestato servizio alla tecnologia. Come risultato, gli Homo Sapiens tecnologici
barcollano senza controllo; sono spiritualmente e psicologicamente isolati l'uno dall'altro e
dalla consapevolezza universale.
In parte a causa nel fascino che si prova verso l'innovazione tecnologia, la nostra percezione
della realtà finisce per essere distorta o persa. Vaghiamo senza scopo attorno all'oblio, ai
messaggi e alle chiacchierate come parassiti meccanici che cercano di estrarre un significato
dal mondo in cui le leggi della fisica non esistono e tutto è possibile, compreso
l'impossibile. Questo è il fascino della realtà virtuale: puoi credere a quello che vuoi e
immaginare che sia vero. Si sta tentando di ricavare nutrimento da un blocco di styrofoam
[bioplastica n.d.t.]. Stiamo morendo dentro.
Telefoni cellulare, iPod, Blackberry, Androidi, televisori ad alta definizione e giochi per il
computer sono dei giocattoli poco più costosi creati per allontanarci dall'autenticità della
vita. Come la pornografia, gli apparecchi elettronici isolano le persone evitando loro di
creare delle reti sociali significative capaci di promuovere idee rivoluzionarie.
In tutto il mondo, forse più di un bilione di persone sono disconnesse da altre a causa della
loro dipendenza dalla tecnologia che li rende schiavi del potere comune. Il modo in cui questi
apparecchi onnipresenti vengono utilizzati tende a dividere piuttosto che ad unire le persone.
Il loro utilizzo ha fatto poco per sollevare la coscienza pubblica o per creare dei cittadini
migliori o più partecipi. La nostra infatuazione tecnologica va contro la rinascita
collettiva e la sopravvivenza della specie a lungo termine. Come ha lamentato Thoreau molto
tempo fa, “gli uomini sono diventati strumento dei loro strumenti”. Ma oggi chi legge
Thoreau? Leggere letteratura è un'idea d'altri tempi, i resti di un'era passata. A chi serve
l'alfabetizzazione quando puoi comprare un iPhone o un bellissimo lettore MP3? A noi.
Innovazione tecnologia e capitalismo vanno a braccetto. Il Capitalismo incoraggia la sconfitta
della natura e incentiva il consumo superfluo e lo spreco. Le materie prime dell'industria e
della tecnologia vengono estratte dalla terra, annientando le popolazioni indigene e
promuovendo la colonizzazione. Guidati da una filosofia espansionistica infinita, l'ideologia
della cellula cancerogena, la crescita della popolazione viene incoraggiata in modo da
incrementare la scorta di consumatori, e anche per ottenere carne da cannone per le frequenti
incursioni militari inerenti al capitalismo.
Il bombardamento pubblicitario crea delle esigenze artificiali e promuove l' usura-prestito.
Ciò porta ad un peonaggio [situazione in cui un lavoratore è obbligato, per insolvenza di un
debito, a lavorare sul fondo del creditore quasi gratuitamente n.d.t] che riduce la sovranità
personale mentre promuove simultaneamente la dipendenza da beni e servizi gratuiti. Il
militarismo e l'occupazione sono caratteristiche di spicco nel capitalismo, come anche la
disumanizzazione della forza lavoro. Queste attività hanno un impatto enorme sulla biosfera e
sulle relazioni umane.
La dipendenza penetrante dalla tecnologia complessa ha portato all'evoluzione di una cultura
del consumatore passivo incapace di agire per i propri interessi. Ha smanettato i fili del
cervello riducendo l'intervallo di attenzione in modo significativo. Come risultato, la
capacità di scrivere e leggere sta calando. Le interazioni sociali più intricate stanno
scomparendo. Le persone si isolano e si estraniano sempre di più dai loro vicini e dalle loro
comunità. Alienate per natura. Le persone vivono in mondi virtuali perché non possiedono più
la capacità psicologica, la fermezza d'animo spirituale e l'abilità sociale che occorre per
vivere autenticamente nel mondo reale.
Noi americani veniamo intrattenuti fino alla morte. Avendo perso la nostra connessione
viscerale con la natura, non possiamo più capire la differenza tra il vero e l'artificiale.
Pensiamo di poter credere ciò che vogliamo, senza badare ai fatti, e quest'ignoranza in
qualche modo ci protegge dalle conseguenze della falsa consapevolezza. Ignoriamo l'effetto
esponenziale dell'incoscienza a nostro rischio e pericolo.
Comportarci come se le leggi della fisica non valessero per il mondo reale non lascia
presagire una lunga sopravvivenza. Decidiamo di vivere come dei coglioni rifiutando la realtà
perché è troppo complessa da comprendere. Informarsi ci sta scomodo. Conoscere e capire è
troppo faticoso, vorrebbe dire vivere una vita migliore e più semplice. Non desideriamo una
vita all'insegna di significati e scopi ma di starcene seduti su un divano a bere birra,
mangiare del formaggio e guardare
la TV. Così
scegliamo l'intrattenimento per lenire i nostri sensi e sopprimere la vera consapevolezza dal
risveglio. Le nostre vite sono pavimentate dalla velocità e unite con l'ansia. La vita è una
visione che imita la velocità degli elettroni attorno al nucleo. Il microchip e la
scheda-madre di un computer sono il microcosmo delle nostre città e delle nostre vite
tormentate da una disperazione non così calma.
La vita scorre con poca consapevolezza. Siamo tutti di fretta senza andare da alcuna parte.
Stiamo accelerando quando dovremmo rallentare per scrutare il mondo e e vedere dentro di noi.
Proviamo in vano di colmare il vuoto delle nostre vite con giocattoli e aggeggi tecnologici
cercando di trovare qualcosa che abbia le sembianze di “significato” nella nostra vacua
esistenza.
L'età tecnologica ha creato una specie umana che non è più in grado di vivere nella natura.
Così distruggiamo la sola biosfera fonte di tutta la vita. Viviamo come se non ci fossero
conseguenze per quello che facciamo. Cause ed effetto possono non esistere nei mondi virtuali
che creiamo per noi stessi, ma è un principio fondamentale in natura. La tecnologia non
sostituisce la capacità di carico.
Incapaci o non propensi a comprendere l'implicazione di eventi come quello sotto falsa
bandiera delle operazione dell'11 Settembre o la questione del cambiamento del clima globale,
ci ritiriamo negli abissi della nostra fantasia. La tecnologia elettronica è l'oppio delle
masse. Presa in eccesso, la tecnologia diventa una forma di evasione non meno distruttiva del
mondo illusorio creato dalle droghe pesanti ludiche o dalla pornografia. La fantasia non ci
fornisce i significati di vivere una vita autentica nella natura. Inoltre, non ha prodotto una
cultura vantaggiosa per una comunità compatta basata sul bisogno comune con grande
considerazione per il benessere pubblico e per la salute del pianeta.
Non possiamo far fronte all'ingiustizia della disparità sociale ed economica, al militarismo,
al colonialismo, al consumo insaziabile, o all'estinzione di massa della flora e della fauna,
fin quando non sappiamo delle loro esistenza. Ciò richiede di vivere nel mondo reale con la
sua meravigliosa biodiversità e complessità. Richiede di aprire gli occhi e le menti alla
possibilità di un mondo vero. Dobbiamo sforzarci di risvegliare la nostra coscienza e anche
quella di chi ci circonda. Ciò richiede un contatto reale con le persone implicando un
dialogo rilevante. Dobbiamo imparare ad essere del tutto presenti nelle nostre vite.
Charles Sullivan è fotografo, scrittore freelance e attivista sociale
dell'entroterra della Virginia occidentale.
Titolo originale: "Technology Addiction and Virtual Reality "
Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
Link
22.11.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di NINO VITALE
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