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"Diossina nello yogurt, inchiesta esclusiva su Il Salvagente"  

tratto da http://www.sestopotere.com del 06 settembre 2007 Fonte: "Il Salvagente"

Roma - 5 settembre 2007 - Diossina nello yogurt. La nuova crisi alimentare che si prepara ad agitare i sonni di consumatori e autorità europee, si è manifestata con un caso clamoroso che, purtroppo, è solo la punta di un iceberg dalle dimensioni molto più vaste.Il bubbone scoppia in una tranquilla giornata estiva, attraverso l’iniziativa di una filiale “periferica” della multinazionale Danone. È il 22 agosto e in Romania l’azienda interrompe bruscamente l’intera produzione di yogurt alla frutta. La notizia fa il giro del mondo e a colpire sono le motivazioni di un provvedimento che ha pochi precedenti: sospetta contaminazione da diossina. A molti sembra un caso isolato, addirittura un provvedimento precauzionale, ma in realtà è uno dei primi atti di quella che abbiamo scoperto essere una vasta crisi alimentare. Da quello che Il Salvagente ha ricostruito, infatti, emerge che la pericolosa sostanza - provatamente cancerogena - ha raggiunto un’enorme quantità di prodotti di vario tipo, per un tempo lunghissimo: almeno due anni.

Paola Testori Coggi è il direttore generale aggiunto del dipartimento per la Salute e la tutela dei consumatori della Commissione europea, responsabile di sicurezza alimentare.
Ed è lei, senza mezzi termini a spiegarci il pericolo per i consumatori in questo allarme diossina.

"I livelli di diossina - spiega la Testori Coggi - sono molto alti. Perciò l'additivo contaminato, il guar gum che proviene dall'India, è pericoloso"

C'è un rischio immediato?

La diossina è un potente teratogeno mutageno. Gli effetti sono a lungo termine: l'intossicazione non è immediata. Chi si trova esposto alla sua influenza, non subisce immediatamente gli effetti. Le conseguenze sono a lungo termine, legate di un'esposizione prolungata. Ma l'organismo umano non è in grado di smaltire queste sostanze. Vengono accumulate. Chi è stato esposto alla diossina oggi, può essere di nuovo esposto anche domani, o fra dieci anni. Così, la quantità della sostanza assimilata aumenta. Ecco perché interveniamo subito.

Dottoressa Coggi, come è stata scoperta la contaminazione?

Il guar gum è prodotto in India. Raggiunge l'Europa tramite un importatore svizzero. È un additivo con funzione addensante. L'allerta che abbiamo emanato il 25 luglio, fa riferimento a un controllo svolto in Svizzera. È stato ordinato il ritiro del prodotto in tutta Europa. Si sono attivate tutte le autorità competenti. Il problema è che di questo addensante si fa un larghissimo uso.

Come mai la diossina è finita in un prodotto alimentare?

L'origine non si sa ancora. Ma esistono delle ipotesi. Il guar è utilizzato anche per scopi diversi da quello alimentare: ad esempio, per uso tecnico industriale. È ancora presto per dirlo, ma il guar potrebbe essere stato trattato con dei funghicidi. Per scoprire le cause, comunque, stiamo organizzando una missione dell'ufficio alimentare veterinario in India. Stiamo dialogando con le autorità indiane. I nostri ispettori partiranno nelle prossime settimane: vogliamo controllare tutte le produzioni di guar.

Le partire di guar contaminato sono già state ritirate?

Abbiamo un sistema di allerta che collega le autorità competenti, per cui hanno potuto organizzare il ritiro dal mercato. La Danone rumena, però, ha deciso di bloccare la produzione di yogurt.

Il guar gum alla diossina potrebbe essere ancora presente nei magazzini delle aziende?

È stata data l'informazione a tutte le autorità nazionali. Quindi dovrebbe essere stato ritirato.

Non è possibile che sia arrivato sul mercato al dettaglio?

Non posso né escluderlo né confermarlo. Dal momento in cui si è saputo della contaminazione, il 25 luglio, l'allerta è stata inviato a tutti i paesi europei.

Quindi, il compito di far ritirare tempestivamente la mercé spetta al ministero della Salute.

Si, certo. L'informazione parte da noi. Sul territorio, però, operano le autorità nazionali.

Fonte dell'articolo: Il Salvagente