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«Globesità»,
«diabesità». Sono neologismi, probabilmente anche un tantino cacofonici, che però rendono
bene l’idea della diffusione inarrestabile del soprappeso e dell’obesità nel mondo
occidentale[1]. Una marcia inarrestabile che porta con sé anche l’aumento di una serie di
malattie. Questa situazione ha generato un’attenzione via via maggiore da parte delle
politiche sanitarie e dei media sui pericoli legati ai «chili di troppo».
LE SCORCIATOIE – Buona cosa, se
non fosse che l'effetto collaterale è stato il dilagare di diete e di integratori per
raggiungere nel minor tempo possibile il risultato agognato. Diete monotone, diete di singoli
alimenti, diete iperproteiche, diete dissociate, diete senza carboidrati, cerotti mangia
grasso, pasticche anti assorbimento, saune, liposuzioni, creme snellenti ed altre sirene sono
lì ad ammaliare il povero consumatore con una serie di inconsistenti premesse e false
promesse.
IL MEZZO E IL FINE - Questo sta
spostando l’attenzione dal mezzo al fine. Il raggiungimento (o il mantenimento) di un buono
stato di salute è il fine cui bisogna tendere ed il dimagrimento (o il mantenimento del peso
ideale) è il mezzo attraverso cui lo stato di salute si raggiunge. Significa che non sempre
dimagrire (più spesso è perdere peso) è associato a un miglioramento dello stato di salute,
perché gli strumenti attraverso i quali si attua possono essere sbagliati, inadeguati,
tossici ecc. Insomma non è il dimagrimento ad essere salutare, ma è il come lo si ottiene.
LA VERA CAUSA
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Se si escludono situazioni particolari, come quelle dei grandi obesi o le persone affette da
disturbi comportamentali, l’eccesso di peso nella maggior parte dei casi è dovuto solo alla
sedentarietà. Certo mangiare troppo non aiuta, ma, contrariamente a quanto si pensa di
solito, non è affatto la prima causa. Qualche dubbio? A levarlo ci pensano i dati che
affermano come i consumi alimentari siano in netta diminuzione negli ultimi anni, mentre sono
in aumento la sedentarietà e l'eccedenza di peso. Ecco quindi che la naturale predisposizione
umana alle scorciatoie conduce all’autoprescrizione di strane diete trovate su alcune
riviste (spesso passate di mano in mando durante le sedute dal parrucchiere), oppure apprese
dal vicino di casa il cui cognato ha un’amica che ha fatto la dieta del «cavolo», o di
integratori che bruciano i grassi o quelli che limitano l’assorbimento, o i farmaci antifame
ecc ecc. I più virtuosi si autoriducono le porzioni di pane o di pasta, stanno attenti
all’indice glicemico e stimolano il metabolismo con le proteine. La via più sana, quella più
logica, quella che porta al successo maggiore forse perché è la più scontata non viene
presa in considerazione: l’aumento di attività fisica.
COME PERDERE SALUTE – Dimagrire
in salute è una faccenda faticosa, perché richiede impegno, ma perdere peso in sé non è
difficile, basta trovare il modo migliore per smettere di mangiare senza soffrire. Una
famosissima dieta iperproteica a questo riguardo è didattica: è una dieta terribile,
caratterizzata da una restrizione così marcata dei carboidrati, frutta compresa e di tutto ciò
che non sia carne o pesce con conseguente distruzione del glicogeno muscolare (e dell’acqua
ad esso legata…che pesa, sì, ma non è grassa), cui segue una cannibalizzazione del muscolo
per inattività (come fa poveretto a contrarsi se gli manca la benzina?) e per deficit
energetico (da qualche parte bisognerà pur trarre energia); in questo modo si sta perdendo
peso, ingrassando. E non si sente nemmeno il sacrificio di una dieta ipocalorica, perché si
può mangiare carne a volontà, salsicce, wurstel…ecc. La sazietà è assicurata e
l’astinenza da carboidrati provoca un’intossicazione dell’organismo così marcata da
portare ad una forte diminuzione dell’appetito e addirittura alla nausea[2]. Si perde quindi
peso senza grossa fatica, mettendo a repentaglio la salute. Un po’ come il doping nello
sport. Quando si valuta l’efficacia di varie diete sul dimagrimento in realtà ci si accorge
che tutte le diete funzionano nella stessa maniera e che la cosa che più condiziona il
risultato non è il metodo, ma l’aderenza alla dieta)[3-5]. Dopo i primi periodi di dieta,
infatti, gli individui progressivamente l’abbandonano (ne proveranno un’altra e poi ancora
un’altra fino a esaurimento diete disponibili, per poi ricominciare) e riprendono
progressivamente peso.
La Atkins
è quella che viene seguita per un tempo maggiore (e grazie!) quindi giudicata fra le
migliori.
COME GUADAGNARE SALUTE - Eppure
il miglior modo per dimagrire in salute è quello più banale: aumentare il dispendio
energetico usando la dieta come supporto, cioè mangiando in modo sufficiente alla copertura
dei fabbisogni dei vari nutrienti, ma non tanto da vanificare l’indubbio sacrificio di
mezzora di corsetta o di cyclette ogni giorno. Senza diete strane, o monotone che non sono in
grado di assicurare all’organismo tutto il necessario e che possono essere seguite senza
danno per brevi periodi di tempo, senza ricorrere a integratori miracolosi che millantano di
aumentare il metabolismo, di indurre inappetenza, di bruciare i grassi, di distruggere
calorie. Semplicemente muovendosi di più e seguendo la vecchia, vituperata dagli
iperproteici, dieta mediterranea, in grado non solo di consentire un dimagrimento sano e
duraturo (ancorché accompagnata da esercizio fisico), ma anche il miglioramento dei parametri
di rischio per la salute cardiovascolare e addirittura l’insulinoresistenza tipica della
malattia diabetica e delle sindrome metabolica[6, 7].
Referenze bibliografiche
1.Straughan, J.L., Focus on metformin - a major cardiovascular medication. 'Diabesity - the
biggest epidemic in human history'. Cardiovasc
J Afr, 2007. 18(5):
p. 331-3.
2.Astrup, A., T. Meinert Larsen, and A. Harper, Atkins and other low-carbohydrate diets: hoax
or an effective tool for weight loss? Lancet, 2004. 364(9437): p. 897-9.
3.Dansinger, M.L., et al., Comparison of the Atkins, Ornish, Weight Watchers, and Zone diets
for weight loss and heart disease risk reduction: a randomized trial. Jama, 2005. 293(1): p.
43-53.
4.
Gardner
, C.D., et al., Comparison of the Atkins, Zone, Ornish, and LEARN diets for change in weight
and related risk factors among overweight premenopausal women: the A TO Z Weight Loss Study: a
randomized trial. Jama, 2007. 297(9): p. 969-77.
5.Padwal, R., The Atkins diet led to more weight loss than the Zone diet in overweight and
obese premenopausal women at 12 months. Evid Based Med, 2007. 12(5): p. 138.
6.Esposito, K., et al., Effect of a mediterranean-style diet on endothelial dysfunction and
markers of vascular inflammation in the metabolic syndrome: a randomized trial. Jama, 2004.
292(12): p. 1440-6. 7.Esposito, K., et al., Effect of weight loss and lifestyle changes on
vascular inflammatory markers in obese women: a randomized trial. Jama, 2003. 289(14): p. 1799-804.
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