|
Gli antidepressivi non sono
tanto più efficaci del placebo nei casi di depressione moderata o grave, di cui soffre circa
la metà dei pazienti cui sono prescritti.
Il loro effetto è invece marcato nei casi più gravi. Lo dimostra un vasto studio
di revisione di precedenti ricerche eseguite confrontando gli effetti di un farmaco con quelli
del placebo, una pillola di zucchero, condotto da Robert DeRubeis, della University of
Pennsylvania a Filadelfia. Pubblicato sul Journal of the American Medical Association, lo
studio si è basato sulla revisione dei dati di sei ricerche su due farmaci
antidepressivi molto comuni, l'Imipramina (nome commerciale Tofranil) e
la Paroxetina
(nome commerciale Paxil).
La depressione si riferisce come molto grave quando su una scala numerica dei sintomi il
paziente totalizza 24 o più di 24; si classifica invece come grave o moderata quando il
paziente totalizza un punteggio da
23 in
giù. Lo studio indica che nei casi davvero gravi (24 o più) i farmaci riducono il punteggio
di 13 punti, contro una riduzione di soli 9 punti indotta dal placebo che comunque ha molta
efficacia sui pazienti con depressione. Ma sui pazienti con depressione da moderata a grave
(punti fino a 23) l'effetto dei farmaci (riduzione di 8 punti) non è così dissimile da
quello del placebo (riduzione di 7 punti).
Solo in America nel 2008 le prescrizioni per antidepressivi sono state oltre 164 milioni, pari
a 10 miliardi di dollari di vendite; il conto globale degli antidepressivi è stato circa
il doppio; chiaro che se il loro effetto non supera di troppo quello di un placebo questo
massiccio uso andrebbe ripensato, conclude l'autore del lavoro.
|
|