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L’ex
candidato a sindaco per la lista di Beppe Grillo lancia «il primo vero progetto alternativo a
Camp Ederle 2 con evidenti vantaggi per la città»
Marchiani: «Qui può sorgere la più grande area di pannelli fotovoltaici d’Europa che può
coprire i consumi di più della metà delle famiglie vicentine».
«Cosa fare del Dal Molin? La più grande area di pannelli
fotovoltaici d'Europa: una soluzione che farà risparmiare e guadagnare tanti soldi alle
famiglie vicentine». La nuova proposta arriva da Davide Marchiani, ex candidato sindaco della
lista "Vicenza Comune a Cinque Stelle - Amici di Beppe Grillo", che di mestiere fa
proprio il rappresentante di una ditta che vende impianti fotovoltaici. «Ma in questo caso
non c'è nessun interesse personale», spiega Marchiani. «Infatti io metto il mio progetto,
chiamato 'Dal Molin 2.0', al servizio di tutte le aziende concorrenti del settore affinchè ne
certifichino la fattibilità. Poi sarà l'Aim a realizzarlo». Un'idea, quella di Marchiani,
che potrebbe pesare in vista della consultazione popolare del 5 ottobre prossimo. «Variati
vorrebbe salvare l'aeroporto ma ha commentato positivamente la mia proposta che, se ci fosse
la volontà politica, sarebbe fattibile. Più difficile che sia praticabile: la condizione
infatti è che il terreno venga ceduto dallo Stato al Comune di Vicenza. Il mio comunque è il
primo vero progetto concreto per la città alternativo alla base militare».
In realtà quelli del Coordinamento dei comitati, attraverso l'ingegner Vivian, hanno più
volte lanciato l'idea del polo scientifico. «Ma la mia», ribatte Marchiani, «è una
proposta economicamente molto più vantaggiosa per i cittadini. In questo senso penso che potrà
interessare anche i vicentini che sul Dal Molin non hanno un'opinione specifica. E dovrebbe
stuzzicare anche chi non ha particolarmente a cuore l'ambiente ma nel fotovoltaico vede un
investimento vincente».
La sfida al famoso indotto per la città tanto reclamizzato dal
fronte del "Sì" alla base è quindi lanciata e Marchiani è sicuro di avere in mano
le carte per vincerla: «Più della metà delle famiglie vicentine riceverà energia
gratuitamente. Questo il primo punto del progetto: costruire 75 impianti fotovoltaici della
potenza di 1MWp l'uno. Questi impianti produrranno nel complesso più di 86mila Mwh/anno: sono
i consumi medi annuali di 25mila famiglie. Gli impianti costeranno complessivamente 375
milioni di euro. Il contributo statale sarà di 37,95 milioni di euro il primo anno e si
concluderà al 20esimo anno con un totale di oltre 744 milioni di euro. I pannelli verranno
installati su pensiline frangisole per automobili permettendo la creazione di un grande
parcheggio cittadino non asfaltato».
E precisa: «Non fare un parcheggio significherebbe infatti rinunciare a 135 milioni di euro
di contributo statale. Secondo punto: ottenere i fondi per il progetto tramite un
finanziamento bancario al 6% a tasso fisso per vent'anni significherebbe che la rata annuale
sarebbe di oltre 32 milioni di euro, cioè circa 5 milioni in meno del contributo statale. Il
progetto quindi si ripaga interamente da solo, da subito, senza richiedere anticipi. Il Comune
però, coadiuvato da Aim Vicenza elettricità, potrà attivare una raccolta fondi cittadina,
aperta solo agli utenti Aim, che tramite obbligazioni al 4% a tasso fisso per 20 anni,
abbasserà la spesa annuale a 27,5 milioni di euro, avanzando così 10 milioni di euro dal
contributo statale. L'investimento frutterà, oltre agli interessi sul prestito, anche uno
sconto sulla bolletta elettrica pari alla produzione elettrica annuale della parte specifica
di impianto sovvenzionata. L'ultimo punto riguarda Aim che, con i 10 milioni di euro all'anno
ricavati dalla differenza tra sovvenzionamento statale e i benefici annuali agli investitori,
potrà creare e mantenere due tratte di filobus elettrici gommati: uno lungo la
circonvallazione e uno per il centro storico. In alternativa quei soldi possono servire a
ripianare il debito della stessa Aim». E a settembre, come garanzia della proposta, dovrebbe
tornare in città Beppe Grillo.
Enrico Soli
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