|
Si raccontano troppe balle su questo crollo delle banche. La finanza
e' un argomento lontano mille miglia dalla nostra mente ma maledettamente vicino alle nostre
tasche.
Forse sarebbe quindi il caso che anche noi ne capissimo qualche cosa. Se spiegati chiaramente,
i grandi meccanismi della finanza sono veramente semplici. Anche perché senno' i banchieri
non riuscirebbero a capirli. E’ noto infatti che i grandi squali della finanza hanno dello
squalo anche la misura del cervello.
Per farvi da guida nei misteri del crollo economico senza dire cazzate spaventose ho
intervistato Francesco Terreri, direttore di Microfinanza (http://www.microfinanza.it),
persona stimabile, con anni di esperienza nella finanza etica, di lui mi fido e periodicamente
lo interpello quando inizio a non capire piu' niente su come vanno i soldi.
La prima questione da capire e' da dove e' arrivata la crisi.
Ci sono essenzialmente due aspetti.
Punto primo: il nostro sistema finanziario permette di moltiplicare il denaro artificiosamente
attraverso un sistema perfettamente legale di leva finanziaria.
Si tratta di un sistema ad alto rischio che attualmente non e' sufficientemente regolamentato
e controllato (Bush ha continuato l’opera intrapresa da Reagan, di togliere risorse al
sistema federale di controllo sulle operazioni finanziarie).
Questo punto e' centrale. Si e' operato consciamente per lasciare briglie sciolte a tutti i
furbi che hanno potuto legalmente portare il gioco finanziario a livelli di rischio immensi
per tutto il sistema. Questa e' la ragione del tracollo.
Come funziona la leva finanziaria
Questo meccanismo nasce da un’esigenza elementare. Se oggi vendo chiodi che dovro'
consegnare fra sei mesi sono esposto al rischio che il prezzo del ferro sia salito quando fra
tre mesi lo dovro' comprare e quindi io mi ritrovi a essere pagato per dei chiodi che mi sono
costati piu' del previsto.
Per ovviare a questo problema posso garantirmi comprando al prezzo di oggi titoli di
proprieta' su partite di ferro che mi verra' consegnato fra tre mesi e che io paghero' quindi
tra tre mesi al prezzo di oggi. In questo modo ho garantito il guadagno che otterro' dalla
vendita dei miei chiodi senza dover sborsare subito i soldi per comprare il ferro. Me la cavo
offrendo alla banca una garanzia sulla mia capacita' di comprare il ferro fra tre mesi. E
siccome si da' per scontato (perché mai?) che il ferro avra' un ondeggiamento di prezzo
comunque limitato non devo offrire garanzia sul valore totale del metallo che comprero' ma
solo su una percentuale del valore che viene considerata a rischio, ad esempio il 10% del
valore dell’intera partita acquistata.
Se qualcuno e' convinto che il ferro tra tre mesi costera' meno di oggi puo' vendermi questi
titoli di possesso futuro (che si chiamano appunto FUTURE) e dovra' garantire
questa vendita con una garanzia bancaria, non con denaro contante, e la garanzia non
riguardera' il valore di tutto il ferro promesso in vendita ma solo la quota del suo valore
che potrebbe eccedere il prezzo di oggi, ad esempio il 10%.
I future sono prodotti geniali che hanno una grande utilita' pratica ma diventano una bomba a
orologeria se vengono usati senza controllo e senza limiti.
Quel che e' successo in pratica e' che molti manager che dirigono le maggiori banche e
assicurazioni Usa si sono messi a giocare con questi titoli di acquisto futuro utilizzando
sempre gli stessi soldi per garantire decine di scommesse su quotazioni future di merci e
azioni.
C’e' chi parla di manager che hanno usato la leva finanziaria (garantendo con gli stessi
soldi decine di scommesse) fino ad arrivare ad aver puntato 60 dollari per ogni dollaro che
gestivano. In questo modo hanno ottenuto grandi guadagni, per le loro aziende e per loro
stessi (facendo lievitare fino a 18 volte il loro stipendio negli ultimi 5 anni), ma
contemporaneamente hanno minato la solidita' delle aziende che dirigevano creando un sistema
che ovviamente doveva esplodere.
Tutto quanto fino a qui spiegato e' un comportamento avventato, suicida (per le aziende, non
per i manager), lesivo degli interessi dei proprietari delle grandi multinazionali
finanziarie. Ma e' al contempo un comportamento perfettamente legale.
La miccia dell’esplosione l’hanno fornita invece alcuni comportamenti apertamente illegali
che sono stati facilitati dalla mancanza di controlli da parte del governo Usa.
Molti manager hanno scoperto che potevano contrarre mutui con persone che evidentemente non
sarebbero state capaci di pagarne le rate mensili, molti revisori hanno classificato questi
mutui come accettabili, altri manager hanno scaricato il rischio costruendo prodotti
finanziari che contenevano questi mutui taroccati.
Spiega Terreri: “Il rischio cresce se si presta a soggetti meno affidabili. Il punto e' che
questi prestiti ad alto rischio sono stati scaricati attraverso strumenti finanziari di nuovo
tipo.
Hai fatto 10 mutui da 1000 euro, li rivendi sul mercato attraverso delle obbligazioni, che
vengono remunerate attraverso le rate di restituzione di chi ha acceso i mutui.
Il punto non e' che sono stati fatti mutui a poveracci che non sono riusciti a pagarli
ma che sono stati costruiti dei pacchetti avvelenati che le banche poi si sono scambiati tra
loro, mettendo in circolazione un rischio piu' ampio per tutto il sistema.”
Per gestire questi bocconi avvelenati i furbastri hanno poi sfruttato le facilitazioni offerte
dai paradisi fiscali, ci spiega sempre Terreri: “E’ piu' facile fare queste cose se le
realizzi da un paradiso fiscale, oltre al fatto che risparmi soldi evadendo le tasse. Come
funziona? Nel caso delle cartolarizzazioni dei mutui si costituiscono nuove societa'
domiciliate nei paradisi fiscali. In questo modo la banca scarica i rischi dai suoi bilanci e
l’operazione sui mutui a rischio viene realizzata dalla societa' fantasma, domiciliata nei
paradisi fiscali, evitando anche fastidiosi controlli fiscali.”
Un altro comportamento illegale, estremamente diffuso, e' l’uso di informazioni riservate,
diffuse ad arte o tenute segrete, utilizzate per sapere in anticipo quali azioni saliranno o
scenderanno. Qualcuno si e' spinto un po’ piu' in la' organizzando graziosi complotti allo
scopo di far crollare un’azienda dopo aver scommesso in borsa vendendo nel futuro le azioni.
Sopra questa torta avvelenata c’e' una ciliegina altrettanto velenosa.
Il sistema dei future, privo di controllo e limite, diventa una macchina per distruggere.
Infatti i piu' grossi guadagni si ottengono quando la quotazione di un’azione aumenta o
diminuisce notevolmente. Ma in generale e' difficilissimo che un’azione guadagni 99 dollari
in pochi giorni. Simili sobbalzi spaventosi del listino sono invece frequenti quando
un’azione crolla, e lo abbiamo visto in questi giorni. Quindi se il mio gioco e' guadagnare
al di la' di ogni sogno piu' smodato sara' probabile che io speri nei crolli e se sono un
bastardo che manipola il mercato gestendo informazioni riservate (vere o false che siano)
cerchero' di usare il mio potere di manipolazione per distruggere un’azienda piuttosto che
per farne schizzare in alto la quotazione. Distruggere e' piu' facile che costruire,
diffondere il panico e' meno costoso che diffondere l’ottimismo.
Aggiunge Terreri: “Ad esempio, esistono i Credit default swap, un tipico prodotto in cui tu
vinci se il credito concesso da una certa azienda va male.”
La grande finanza americana si e' cosi' trovata a pagare stipendi da favola a manager che
lavoravano per ottenere il crollo piu' rovinoso possibile del sistema. Una cosa molto
intelligente che dimostra che i signori del mondo sono un po’ tanto pirla e che qualunque
complotto umano e' impossibile perché siamo complessivamente troppo stupidi.
Detto tutto questo e' chiaro che noi poveri risparmiatori resteremo sempre e comunque fregati
da un sistema che (per quante regole adesso si possano aggiungere) restera' sempre drogato…
L’unica soluzione, ci spiega Terreri, e' lo sviluppo della finanza etica. Di un sistema
parallelo e alternativo.
Abbiamo cioe' bisogno che si sviluppino prodotti finanziari etici, sottoposti a regole di
trasparenza e a controllo diretto da parte dei risparmiatori, che non mettano i nostri soldi
in scommesse azzardate ma in investimenti chiari: ad esempio costruire impianti di produzione
di energia elettrica da fonti rinnovabili. In questo caso il rendimento e' certo perché
legato a fattori concreti: il finanziamento dello Stato per ogni kw prodotto, il prezzo
dell’energia (in crescita), il tutto e' protetto dalle assicurazioni e le garanzie di
copertura.
Ma simili prodotti oggi in Italia non esistono.
L’altro sbocco per il risparmio etico e' investire in microimprese come fa Banca Etica. E
qui ci spiega Terreri: “La sfida della finanza etica e' quella di gestire in modo diverso il
rischio. Quando prestiamo i soldi al contadino del Burkina Faso lo sappiamo benissimo che
affrontiamo il rischio in modo diverso, inventando nuove forme di garanzia come le garanzie
collettive, seguire da vicino il micro imprenditore, i gruppi solidali.”
(Banca Etica emette delle obbligazioni che hanno un rendimento garantito che copre abbastanza
l’inflazione)
E per finire due consigli per chi ha soldi in contanti in banca, sempre da parte di Francesco:
“1 - Titoli di stato di paesi ad rating alto (ad esempio quello olandese e danese) come
stanno facendo in molti.
2 - Fondi di investimento etici. Ad esempio quelli di Banca Etica lo stanno facendo bene.
Affidabilita' etica, basso rischio del prodotto. Oppure comprare le azioni locali di una Banca
di Credito cooperativo di cui ti fidi (che non realizza operazioni avventate) e' un’azione
prudente. Ad esempio io mi fido della Cassa Rurale di Trento che fa prima di tutto il buon
vecchio mestiere del prestare il denaro.”
Una precisazione: la rete è piena di informazioni
sbagliate sulla finanza
Molti fondamentalisti anti-bancari se la prendono con la leva finanziaria che riguarda i soldi
depositati in banca facendo un po’ di confusione. Mi riferisco al fatto che quando la banca
riceve il mio euro, poi lo ripresta a un altro, questi a sua volta lo deposita in un’altra
banca che a sua volta lo ripresta.
La banca e' obbligata ad accantonare solo una quota del mio euro. Infatti ha bisogno di una
certa liquidita' e se la garantisce non imprestando completamente il mio euro ma prestandone
solo una parte. Il ragionamento e' che non tutti i risparmiatori si presenteranno
contemporaneamente a chiedere i loro soldi.
Ma questo meccanismo non e' perverso se la banca detiene una quota ragionevole del denaro che
ha ricevuto. Attualmente la quota conservata dalla banca e' per legge del 2% piu'
un’aggiunta che la banca deve fare a seconda di una serie complessa di fattori. Diciamo che
siamo intorno all’8%.
Non sono in grado di dire se questa percentuale sia sensata o no ma voglio chiarire che nel
fatto in sé (che la banca presti il denaro che io le ho dato ad altri e che questo denaro poi
viaggi ancora) non c’e' nulla di male. La banca, anche una banca etica, e' per definizione
il punto di incontro tra il denaro presente e il denaro futuro. Prestare denaro vuol dire dare
soldi in cambio di garanzie di pagamento. La banca “crea denaro virtuale” non perché per
ogni euro che ha in cassa ne presti direttamente molti di piu', ma perché il sistema bancario
NEL SUO COMPLESSO ha la funzione di trasformare il denaro che verra' restituito in denaro nel
presente.
Ci spiega Terreri: “L’aspetto economico moltiplicatore del credito effettivamente esiste
ma e' positivo. Un tuo deposito mette in moto una serie di altre attivita' che moltiplicano il
valore del tuo deposito.
Il ruolo della banca e' quello di fare prestiti (semmai la domanda da porsi e': le banche
fanno ancora questo antico mestiere?). La banca presta i soldi e aiuta a mettere in moto delle
attivita', ci sono moltiplicazioni del volume di risorse che abbiamo messo da parte. Il
problema sta nelle regole, meccanismi giuridici (Banca d’Italia, Banca internazionale)
devono verificare la correttezza del sistema. La banca per prestare i soldi deve dare una
garanzia generale delle risorse che sta gestendo, deve avere dei suoi soldi, deve avere delle
risorse per coprire quello che mette in campo. La polemica sta sulla quantificazione del
rischio e degli accantonamenti che devi realizzare a seconda del rischio che affronti. E ovvio
che e' necessario avere meno risorse proprie quando fai prestiti a soggetti piu' affidabili.
Se presti denaro a soggetti che appartengono a una classe di rischio maggiore i prestiti sono
piu' a rischio ed e' necessario che tu accantoni piu' denaro per essere sicuro che potrai
restituirlo a chi lo ha depositato.”
Riserva frazionaria e moltiplicatore monetario
Come spiegato efficacemente dal Nobel Samuelson, a fronte di un nuovo deposito, una banca puo'
concedere un prestito aggiuntivo per un ammontare massimo pari al nuovo deposito meno la somma
trattenuta sotto forma di riserva a qualsiasi titolo.
Chi ottiene il prestito spende la somma ricevuta, che prima o poi viene depositata presso
un'altra banca da chi la riceve in pagamento.
La banca a sua volta agira' come la prima, trattenendo una quota della moneta sotto forma di
riserva e prestando il resto.
Il meccanismo continua fino a quando non ci sono piu' nuovi prestiti e nuovi depositi.
A fronte di un nuovo deposito accade che a livello di sistema bancario (e non di singola
banca, come molti ritengono erroneamente) si genera un nuovo prestito, poi nuovo deposito
presso una seconda banca e poi un nuovo prestito da parte della seconda banca e cosi' via.
Poiché ad ogni deposito una percentuale del denaro dev'essere trasformato in riserva, ogni
successivo prestito risultera' inferiore al precedente cosi' come ogni deposito risultera'
inferiore al precedente.
La somma di tutti i prestiti effettuati da piu' banche generati da un primo nuovo deposito
risultera' un multiplo del primo deposito. Allo stesso modo la somma di tutti i depositi sara'
un multiplo del deposito iniziale.
Si parla pertanto di moltiplicatore monetario, che agisce a livello di sistema bancario e non,
come ricorda Samuelson, a livello di singola banca.
Questo significa, per fare un esempio, che a fronte di una percentuale di riserva pari al 2%,
il sistema bancario (e non la singola banca) puo' arrivare a prestare fino a 50 volte tanto.
Conseguentemente aumentano anche i depositi presso il sistema bancario.
|
|