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Il consumo critico, consiste nella scelta dei prodotti non solo in base al prezzo e alla qualità
o pensando solo alle proprie tasche, ma anche in base alla storia dei prodotti stessi e al
comportamento delle imprese che li offrono. Scartando i prodotti che non rispettano l'uomo e
l'ambiente, si invia alle imprese un messaggio chiaro: si comunica loro che non siamo d'accordo
con quello che stanno facendo e lo facciamo utilizzando le loro stesse regole economiche. In
altre parole ai produttori si comincia a richiedere una caratteristica in più alla merce:
quella dell'eticità.Il consumo critico, quindi, ricerca consapevolmente ed esclusivamente
prodotti il provenienti da aziende che adottano sistemi di produzione che non nuocciono
all'ambiente ed alla salute dei consumatori, e si sono distinte per l'impegno in campo sociale
e per l'attenzione nei confronti delle condizioni di lavoro dei propri dipendenti diretti,
delle aziende appaltatrici o comunque dell'intera filiera produttiva. E' importante ricordare
che chi va al supermercato esprime una valutazione per ogni prodotto che acquista; segnala così
alle imprese i comportamenti che condivide e quelli che condanna. L'acquisto può trasformarsi
in un sostegno alle forme produttive corrette o in uno ostacolo alle altre.
Che
cos'è
A
cosa serve
Il
panorama attuale
Che
fare
CHE
COS'E'
Il CONSUMO
CRITICO, consiste nella scelta dei prodotti non solo in base al prezzo e alla
qualità o pensando solo alle proprie tasche, ma anche in base alla storia dei prodotti stessi
e al comportamento delle imprese che li offrono.
Scartando
i prodotti che non rispettano l'uomo e l'ambiente, si invia alle imprese un messaggio chiaro:
si comunica loro che non siamo d'accordo con quello che stanno facendo e lo facciamo
utilizzando le loro stesse regole economiche.
In
altre parole ai produttori si comincia a richiedere una caratteristica in più alla merce:
quella dell'eticità.
Il
consumo critico, quindi, ricerca consapevolmente ed esclusivamente prodotti il provenienti da
aziende che:
-
adottano sistemi di produzione che non nuocciono all'ambiente ed alla salute dei
consumatori, (tendenzialmente aziende biologiche e biodinamiche, ma non necessariamente
in campo alimentare; negli altri settori aziende che si distinguono per una politica di
riciclaggio, attenzione agli scarichi o utilizzo di energie alternative)
-
si sono distinte per l'impegno in campo sociale e per l'attenzione nei confronti delle
condizioni di lavoro dei propri dipendenti diretti, delle aziende appaltatrici o comunque
dell'intera filiera produttiva.
E'
importante ricordare che chi va al supermercato esprime una valutazione per ogni prodotto che
acquista; segnala così alle imprese i comportamenti che condivide e quelli che condanna.
L'acquisto può trasformarsi in un sostegno alle forme produttive corrette o in uno ostacolo
alle altre.
A COSA SERVE
Nel
sistema economico mondiale la funzione del consumo gioca un ruolo determinante. I risultati
sono ormai noti: il nostro consumo è al livello dello spreco, così come sappiamo anche che
il nostro - fittizio - benessere non è più sostenibile dal pianeta:
- da un
punto di vista delle risorse ambientali: è possibile calcolare "quanta natura",
"quanto territorio" utilizziamo per sostenere il nostro stile di vita: occorrono
circa 2.85 pianeti!
- per
quanto riguarda il livello socio-economico: questo consumo di risorse non è per tutti uguali,
il 20% della popolazione mondiale consuma l'80% delle risorse disponibili!
Molti
vivono un senso di impotenza ma affermano che non si può competere col potere del sistema.
Invece cambiare si può .
La
prima forma di consumo critico è quella di interrogarsi se gli acquisti che facciamo
riguardano beni di cui abbiamo veramente necessità. Ridurre il livello dei nostri consumi,
oggi in prevalenza indotti e superflui, è la prima priorità. Consumare meno non significa
vivere peggio, significa semplicemente porre l'attenzione su quei beni, materiali e
immateriali, di cui abbiamo veramente necessità.
Anche
se potente il "sistema" è vulnerabile e proprio i consumatori possono infliggergli
i colpi più duri. Possono paralizzarlo o, quanto meno, cambiarlo. Intanto cominciando
a domandarsi se i prodotti che acquistiamo servono veramente, poi valutando da chi e come sono
stati prodotti .
Per
questo, prima di comprare qualsiasi prodotto è importante conoscere anche il comportamento
generale delle imprese produttrici e, di conseguenza, porsi alcune domande. In quali
condizioni di lavoro sono stati ottenuti? E' stato pagato un prezzo giusto ai produttori?
Anche se a volte il singolo prodotto può risultare perfetto da tutti i punti di vista, che
dire se è stato fabbricato da una multinazionale che possiede tante altre attività
inquinanti, che esporta rifiuti pericolosi nel Terzo Mondo, che nell'Europa dell'Est sfrutta i
lavoratori, che è compromessa col militare?
IL PANORAMA
ATTUALE
Oltre
al consumo critico esistono già possibili alternative per la costruzione di un'economia
sociale e solidale fondata sui principi della giustizia, sostenibilità e cooperazione, anziché
sulla ricerca del profitto. In particolare oltre alle campagne di pressione e il boicottaggio
abbiamo:
- il
commercio equo e solidale
- i G.A.S. (gruppi di acquisto solidali)
- Le Reti di Economia Solidale (R.E.S.)
Il Commercio Equo e solidale
Se il
consumo critico è nato con lo strapotere delle multinazionali il commercio equo e solidale
comincia a vedere i suoi primi vagiti fra gli anni '50 e '60 del secolo scorso.Un piccolo
gruppo di olandesi di Kerkande, invece di pensare ad atti di elemosina verso il sud del
mondo, decise di eseguire atti di solidarietà diretta. Avviò così dei progetti in America
Latina dove mandò dei volontari.
Questi
presero contatto con le terribili realtà locali dei produttori di caffé, rendendosi ben
presto conto della grave situazione in cui versavano e essendo altrettanto consci
dell'impossibilità di cambiare l'intero sistema in un sol colpo, decisero di cominciare a
dare una prospettiva diversa almeno ai soggetti con cui erano entrati in contatto: la
soluzione era comprare DIRETTAMENTE dai contadini il caffé a prezzi dignitosi.
Nacque
allora una cooperativa di importazione in Olanda e i contadini vennero aiutati nella
costruzione di una propria struttura per l'esportazione. In questo modo si saltava
l'intermediazione delle multinazionali e si creava un commercio diverso, che non aveva il solo
scopo del profitto, ma al contrario si ispirava a i principi di equità e solidarietà.
Il gruppo si chiamava SOS.
Sulla
scia di questa esperienza, successivamente alcuni gruppi aprirono in tutta Europa dei punti
vendita chiamati "Le botteghe del Mondo" che attualmente sono circa 500 dove
possiamo comprare prodotti alimentari e artigianali.
GRUPPI DI ACQUISTO SOLIDALE (G.A.S.)
Quando
un gruppo di persone decide di incontrarsi per riflettere sui propri consumi e per acquistare
insieme prodotti di uso comune, utilizzando come criterio guida il concetto di giustizia e
solidarietà, dà vita a un G.A.S. Ogni G.A.S. nasce per motivazioni proprie (procurarsi cibi
più genuini, conoscere direttamente i produttori, stare insieme, riflettere e approfondire i
temi del consumo, ridurre l'impatto ambientale degli acquisti che vengono fatti etc.). In
generale però si può dire che alla base vi è una critica profonda verso il modello di
consumo e di economia globale, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito.
Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi
esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte. A volte decidono di occuparsi anche di
progetti di cooperazione sociale e a volte si danno anche la forma di associazione.
Essere
un G.A.S. non vuole dire soltanto risparmiare acquistando collettivamente e direttamente dal
produttore, saltando i tanti passaggi dell'intermediazione commerciale, ma soprattutto
chiedersi che cosa c'è dietro a un determinato bene di consumo.
E' per
questo che i Gruppi di Acquisto "Solidali" si distinguono dai gruppi d'acquisto
tout-court (ad esempio, le cooperative di consumatori), che possono non presentare
connotazioni etiche, ma essere solo uno strumento di risparmio.
cosa fa un G.A.S.?
Si
comincia a parlare dell'idea degli acquisti collettivi in un gruppo di persone (amici,
conoscenti, membri di uno stesso ente, associazione, nel luogo di lavoro, ecc.), e se si
trovano altri interessati si forma il gruppo. Insieme ci si occupa di ricercare nella zona
piccoli produttori rispettosi dell'uomo e dell'ambiente, di raccogliere gli ordini tra chi
aderisce, di acquistare i prodotti e di distribuirli. Anche qui non esistono ricette: esistono
G.A.S. che fanno riferimento a una zona o a un territorio, più o meno ampio, altri che hanno
in comune l'appartenenza a una associazione; alcuni fanno acquisti molto frequenti, altri solo
alcune volte l'anno.
Ogni
G.A.S. tende a farsi conoscere principalmente con il passaparola e con la partecipazione a
vari eventi (banchini, feste,manifestazioni, fiere etc).
I
gruppi cercano prodotti provenienti da piccoli produttori locali per avere la possibilità di
conoscerli direttamente e per ridurre l'inquinamento e lo spreco di energia derivanti dal
trasporto. Inoltre si cercano prodotti biologici o ecologici che siano stati realizzati in
condizioni di lavoro rispettose della dignità umana e dei ritmi e dei tempi delle stagioni e
della terra. Perciò, gli acquisti dei G.A.S. saranno indirizzati per prodotti locali, tipici,
stagionali, bio-ecologici, acquistati a un prezzo giusto. I gruppi di acquisto sono collegati
fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo
scambio di informazioni. Attualmente in Italia sono censiti oltre
200 G
.A.S..
I G.A.S. nella realtà fiorentina
La
realtà fiorentina dei gruppi di acquisto ha assunto, in particolar modo negli ultimi tempi,
una certa rilevanza. Molti sono gruppi informali, alcuni si sono strutturati in associazioni;
in ogni caso lo scopo è quello di sensibilizzare circa i nostri consumi quotidiani cercando
di renderli sicuramente più responsabili, ma anche maggiormente compatibili con l'ambiente.
Si stanno creando anche delle piccole reti composte da più G.A.S. per effettuare acquisti da
produttori lontani (produttori siciliani di arance o pasta di "libera", a titolo di
esempio) ed un coordinamento a livello cittadino.
I
G.A.S. partecipano alle varie manifestazioni sulle pratiche di vita sostenibile (Terra
Futura), intrattenendo incontri tanto con i propri fornitori quanto con i visitatori,
ottenendo per lo più un notevole interesse.
CHE FARE
1) Compra di meno
Non esistono prodotti ecologici, ma solo meno dannosi di altri. Ogni prodotto (anche un
bicchier d'acqua) comporta un invisibile "zaino ecologico" fatto di consumo di
natura, di energia e di tempo di lavoro.
2) Compra leggero
Spesso conviene scegliere i prodotti a minore intensità di materiali e con meno imballaggi,
tenendo conto del loro peso diretto, ma anche di quello indiretto, cioè dello "zaino
ecologico".
3) Compra durevole
Buona parte dei cosiddetti beni durevoli si cambia troppo spesso. Cambiando auto ogni 15 anni,
invece che ogni 7, ad esempio, si dimezza il suo zaino ecologico (25 tonnellate di natura
consumate per ogni tonnellata di auto). Lo stesso vale per mobili e vestiti.
4) Compra semplice
Evita l'eccesso di complicazione, le pile e l'elettricità quando non siano indispensabili. In
genere oggetti più sofisticati sono più fragili, meno riparabili, meno duraturi. Sobrietà e
semplicità sono qualità di bellezza
5) Compra vicino
Spesso l'ingrediente più nocivo di un prodotto sono i chilometri che contiene. Comprare
prodotti della propria regione riduce i danni ambientali dovuti ai trasporti e rafforza
l'economia locale.
6) Compra sano
Compra alimenti freschi, di stagione, nostrani, prodotti con metodi biologici, senza
conservanti né coloranti. Spesso costano di più, ricorda però che è difficile dare un
prezzo alla salute delle persone e dell'ambiente.
7) Compra più giusto
Molte merci di altri continenti vengono prodotte in condizioni sociali, sindacali, sanitarie e
ambientali inaccettabili. Preferire i prodotti del commercio equo e solidale vuol dire per noi
pagare poco di più, ma per piccoli produttori dei paesi poveri significa spesso raddoppiare
il reddito.
8) Compra prudente
In certi casi conviene evitare alcuni tipi di prodotti o materiali sintetici fabbricati da
grandi complessi industriali. Diversi casi hanno dimostrato che spesso la legislazione è
stata modellata sui desideri delle lobby economiche, nascondendo i danni alla salute e
all'ambiente.
9) Compra sincero
Evita i prodotti troppo reclamizzati. La pubblicità la paghi tu: quasi mezzo milione all'anno
per famiglia. La pubblicità potrebbe dare un contributo a consumi più responsabili, invece
spinge spesso nella direzione opposta.
10) Investi in giustizia
Ecco due esempi: finanza etica e impianti che consumano meno energia. In Italia puoi investire
nelle MAG (Mutua Auto Gestione) e nella Banca Etica. Investendo poi nell'efficienza energetica
puoi dimezzare i consumi e i danni delle energie fossili come carbone e petrolio.
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