Il
numero del Salvagente in edicola, dopo lo scandalo scoppiato in Germania e poi in tutta
Europa, documenta l'esito delle analisi in Italia.
Un nuovo caso rischia di rovinare la colazione degli
italiani. Ancora inchiostro che dall’imballaggio “migra” inspiegabilmente negli
alimenti. Nel
2005 a
far scalpore era stato il caso del latte per bambini contaminato con Isopropyl Thioxanthone,
un fotoiniziatore usato per fissare l’inchiostro nella stampa delle confezioni. Oggi a
“sporcare” la tavola dei consumatori è un altro fotoiniziatore, il 4-metilbenzofenone
(4-Mbp) i cui dati sulla tossicità sono ancora pochi e incompleti, ma la cui presenza nei
cereali da colazione ha messo in allerta l’intero sistema di controllo europeo.
Da febbraio, quando in Germania è scattato il primo allarme, prodotti contaminati o a rischio
contaminazione sono stati ritirati in Belgio, Spagna, Portogallo e Grecia. Subito si è mossa
anche
la Commissione Europea
incaricando l’Efsa di valutare la tossicità del 4-metilbenzofenone e fissando la quantità
massima di questo agente chimico ammessa negli alimenti.
L’inchiesta
di Salvagente
Ora, seppure nel totale silenzio delle autorità
competenti, l’allarme arriva anche in Italia. Un’inchiesta del settimanale il Salvagente -
pubblicata nel numero in edicola da oggi e firmata da Giorgia Nardelli - rivela che la
contaminazione non ha risparmiato il nostro Paese.
Su 21 tipologie di cereali di diverse marche fatte analizzare in laboratorio una ha mostrato
una quantità di 4-Mbp di quasi tre volte superiore al limite consentito dalla Comunità
europea, pari a 0,6 mg per Kg di alimento. Si tratta dei cereali Choco-Honey della marca Crown
Field, frumento soffiato con cioccolato, che viene venduta dalla Lidl.
La Lidl
ci ricasca
La catena discount europea già finita nel mirino lo
scorso febbraio, ci ricasca. Allora a risultare positivi all’inchiostro erano stati i
cereali della marca master Crumble e
la Lidl
aveva assicurato di aver ritirato da tutti i punti vendita europei le confezioni a rischio
contaminazione. Evidentemente non erano le sole scatole contaminate, visto che ora risultano
inquinati anche i cereali Crown Field.
La Commissione
europea in un documento del 6 marzo lascia la palla alle aziende e ai singoli Stati.
Tocca alle prime dimostrare con una documentazione di supporto che i loro prodotti sono
“puliti” e agli Stati monitorare la qualità degli alimenti già sul mercato.
Come mai allora i cereali Choco-Honey erano ancora in vendita? E il ministero del Welfare
italiano non ha niente da dichiarare?
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