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"Circo, gli animali vanno in pensione"
Basta con le esibizioni di leoni, tigri ed elefanti sotto il tendone del circo. E' questa la proposta del Parlamento, la cui  
maggioranza e opposizione proseguono a braccetto verso una legge che vieti l'uso degli animali nell'attività circense. 

tratto
http://notizie.virgilio.it del 21 settembre 2009

Basta con le esibizioni di leoni, tigri ed elefanti sotto il tendone del circo. E' questa la proposta del Parlamento, la cui  maggioranza e opposizione proseguono a braccetto verso una legge che vieti l'uso degli animali nell'attività circense. Molti dei circhi italiani continuano a basare gran parte dei propri numeri sull'utilizzo degli animali, ma negli ultimi anni sono notevolmente aumentate le amministrazioni comunali, schierate con le associazioni animaliste, che vietano la sosta dei circhi con animali sul proprio territorio.

Parlamento
"Da oltre un quarto di secolo lo spettacolo circense è messo sotto accusa dalla crescente sensibilità dei cittadini nei confronti dei diritti degli animali", dice la deputata del Pdl Gabriella Giammanco, prima firmataria di una delle proposte di legge bipartisan per la graduale dismissione dell'uso di animali da parte dei circhi. "Una sensibilità - aggiunge Giammanco - divenuta una vera e propria acquisizione culturale che sta conducendo il circo italiano verso un inesorabile declino, nonostante la stessa attività circense sia apprezzabile per i contenuti artistici rappresentati da clown, giocolieri, acrobati, trapezisti e illusionisti. Ma l'uso degli animali l'ha confinato nel vicolo dell'anacronismo".

Ambientalisti
Secondo gli animalisti non è naturale per un orso ballare o per delle foche giocare con un pallone. Oppure per un elefante mantenere il suo peso di diverse tonnellate sulle sole zampe posteriori, o per dei felini saltare attraverso un cerchio infuocato, considerato anche il loro terrore atavico per il fuoco. Oltetutto gli animali vivono lontano dal loro habitat naturale, spesso bloccati da catene e rinchiui in piccole gabbie, in orribili condizioni igieniche.

Contributi statali
La vita del circo dipende ormai indissolubilmente dai contributi statali, mentre la sua popolarità è in costante declino. La legge sul circo del 1968 riconosce alle imprese circensi una "funzione sociale" e tale status garantisce loro contributi, vicini ai sette milioni di euro all'anno, che controbilanciano il continuo calo di spettatori.

Cirque du soleil
Nel mondo esistono vari esempi di spettacoli circensi di grande prestigio e successo che non utilizzano gli animali, primo fra tutti il Cirque du Soleil. Secondo gli animalisti il circo senza animali non solo è possibile ma è necessario per recuperare un rapporto tra uomo e natura. Non è un caso che l'Italia abbia il più alto numero di condanne per i circhi tra i Paesi dell'Ue". Vietare l'utilizzo degli animali negli spettacoli circensi equiparerebbe la legislazione italiana a quella di altri quindici Paesi europei che hanno proibito, del tutto o parzialmente, l'esibizione di circhi con animali.

I circensi
Roger Falk, il più giovane domatore d'Europa, difende senza riserve la sua professione: "la mia famiglia lavora nel circo da sette generazioni. Gli elefanti e le tigri sono i miei animali di compagnia. Sono nati in cattività e conoscono solo questo. Siamo sempre con loro, hanno bisogno del contatto umano. E' bene che vi siano controlli ancora più severi per la tutela di questi animali. Ma senza di loro il circo muore".

Parole che comunque non faranno cambiare idea ai parlamentari che hanno sottoscritto le proposte di legge per vietare l'uso degli animali nel circo.