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Mai più animali costretti ad esibirsi nei circhi, a subire addestramenti a suon di frusta e una vita itinerante nelle gabbie di
questi spettacoli viaggianti: questo l'obiettivo della Proposta di Legge "Norme per la
graduale dismissione dell'uso degli animali da parte dei circhi e per il sostegno allo
spettacolo circense", presentata questa mattina, presso
la Sala Stampa
della Camera dei Deputati, dall'On. Gabriella Giammanco (PdL) - membro dell'Intergruppo
Parlamentare Animali, coordinato dalla LAV - insieme a Gianluca Felicetti (presidente LAV) e
Carla Rocchi (presidente Enpa). In Europa sono circa 15 i Paesi che hanno proibito - del tutto
o parzialmente - l'esibizione di circhi con animali. Belgio, Austria e Polonia hanno stabilito
di limitare il divieto all'utilizzo di animali di sole specie selvatiche.
"Questa Proposta di Legge si ispira a principi etici e va sottolineato che non intende minimamente affossare lo spettacolo
circense, ma si limita a intervenire su un aspetto importantissimo quale l'utilizzo degli
animali per divertimento - dichiara Gianluca Felicetti, presidente della LAV - Lo sfruttamento
fatto dai circhi nei confronti degli animali è una pratica che non è più civilmente
accettabile e, giustamente, è tempo che si metta mano alle attuali norme per ridefinire il
concetto di arte circense, che non può pretendere di fregiarsi di tale titolo se offre
spettacoli basati sull'esibizione di poveri animali tenuti in perenne regime di privazioni e
costrizioni".
L'antiquata legge sul circo del 1968 riconosce alle imprese circensi una
"funzione sociale" e questo status garantisce loro contributi che sopperiscono alla continua diminuzione
di spettatori. Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ogni anno elargisce agli
spettacoli circensi cifre elevatissime. Le sovvenzioni appartengono principalmente al capitolo
di spesa del Fondo Unico dello Spettacolo (FUS) - strumento finanziario per sostenere le
attività del cinema e degli spettacoli dal vivo - che comprende sussidi per una miriade di
voci. Un altro strumento di finanziamento è costituito dalle risorse derivanti
dall'estrazione del gioco del Lotto del mercoledì. La legge 662/96 stabilisce, infatti, che
una parte degli utili debba essere destinato al Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
I fondi provenienti dal Lotto sono assegnati in base ad un programma triennale, che per il
2004-
2006 ha
assegnato 130 milioni di euro al settore dello spettacolo. Il FUS ha assegnato al circo:
7.5.966,78 euro nel 2005, 5.691.814,97 euro nel 2006, 6.692.770,97 euro nel 2007.
Il Fondo Unico dello Spettacolo ha visto aumentare le risorse a sua disposizione per il 2007 con un incremento del 17% rispetto
al 2006. Nel dettaglio, tutte le aree del Fus hanno subito un aumento nella stessa
percentuale: +17,6% per enti lirici, musica, danza, prosa, circo. Alle notevoli cifre di
denaro devolute in favore di questo genere di intrattenimento del pubblico non corrisponde
un'azione di controllo efficace rispetto ai casi di maltrattamento e/o di acquisizione e
impiego di animali appartenenti a specie protette ed esotiche, poiché la legge proibirebbe,
in tali casi, l'erogazione di qualsiasi sostegno economico, ma ciò di fatto non avviene.
2008 - redattore: VC
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