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Il cibo biologico è davvero un hobby per pochi ambientalisti, ricchi e
possibilmente contrari a qualunque innovazione tecnologica? Oppure è un alimento più sano,
la cui coltivazione va di pari passo con il rispetto dell'ambiente, con meno spreco di
energia, meno rischi per la salute, più rispetto degli animali allevati e, non da ultimo, più
gustoso e nutriente? Il dibattito è aperto da anni e nell'ultimo decennio, di pari passo con
la presa di coscienza generale che la temperatura del pianeta sta aumentando a dismisura a
causa delle emissioni umane, ha assunto spesso i toni di una crociata onnisciente in cui, da
una parte e anche dall'altra, l'opposizione ideologica ha la meglio sulla dialettica e sul
confronto tecnico. Tuttavia la questione dello sviluppo dell'agricoltura, cioè del
sostentamento umano per eccellenza dal momento che anche chi mangia animali alla fine consuma
i frumenti bruciati in precedenza per lo sviluppo dell'allevamento, è naturalmente un nodo
centrale, che raccoglie il cuore del dibattito sullo sviluppo dell'umanità e la sua
interazione col pianeta e le risorse di cui dispone.
I testi che seguono sono il riassunto di uno dei dibattiti più interessanti, ospitati di
recente sulle pagine di un quotidiano prestigioso, il britannico The Independent , che ha
capito da tempo come la questione climatica e dell'alimentazione sia primaria per decidere le
sorti della nostra presenza in questo mondo, e forse anche della sopravvivenza del mondo che
conosciamo con o senza l'umanità. Due articoli, il primo del professor Rob Johnson,
scienziato e esperto di ambiente, che mette in discussione quelli che chiama "i
miti" del biologico. Il secondo è del professor Peter Melchett, membro della Soil
Association of Britain, l'associazione che riunisce i coltivatori biologici, non solo difende
"i fatti", ma rilancia gli innumerevoli benefici dell'agricoltura biologica. Ne è
risultato un botta e risposta di grande interesse, che riportiamo non in quanto panoramica
completa su tutti i vantaggi o gli svantaggi della questione, ma come elemento per un
dibattito di qualità.
Francesca Marretta e Ivan Bonfanti
UN MITO CHE IL MONDO NON PUO’ PERMETTERSI
Mito primo: Agricoltura e allevamento biologici giovano all'ambiente
Secondo uno studio finanziato dal dipartimento dell'Ambiente britannico (Life Cycle Assessment
-Lca) la produzione di latte e derivati è uno dei maggiori fattori di emissione di gas a
effetto serra (Ghg) Mito primo: Agricoltura e allevamento biologici giovano all'ambiente
Secondo uno studio finanziato dal dipartimento dell'Ambiente britannico (Life Cycle Assessment
-Lca) la produzione di latte e derivati è uno dei maggiori fattori di emissione di gas a
effetto serra (Ghg). Chi compra biologico dovrebbe riflettere sul fatto che per produrre un
litro di latte biologico occorre l'80% in più di pascolo. Lo stesso litro di latte ha un
potenziale di emissioni da "effetto serra" superiore del 20% rispetto a quello
"normale" e rilascia il 60% il più di nutrienti nell'acqua e contribuisce per un
ulteriore 70% alla formazione di piogge acide.
Secondo i sostenitori della teoria del "mito organico", la mucca "bio"
rutta il doppio del metano di quella "ordinaria". E il metano, non ti da una mano,
ma è venti volte più potente come gas a effetto serra del Co2. Carni e pollame sono i
maggiori "fornitori" di emissioni di gas nell'ambiente imputabili al settore
agricolo. Se è vero che si brucia energia per ottenere pesticidi usati per la produzione dei
mangimi per bestiame, è vero anche che la produzione di un chilo di carne biologica provoca
il 12% in più di emissioni Ghg, dunque maggiore inquinamento degli stessi nutrienti e più
piogge acide.
Mito secondo: Agricoltura e allevamento biologici sono più sostenibili
Per produrre patate biologiche si consuma meno energia per la produzione di fertilizzati. Ma
si brucia più combustibile per l'aratura.Inoltre un ettaro terra coltivata in maniera
convenzionale produce oltre il doppio delle patate prodotte secondo il metodo biologico. Per
riscaldare le serre in cui si producono i pomodori Made in Britain, si brucia, a paritá di
quentitá prodotta, cento volte l'energia necessaria a far maturare pomodori in Africa. La
resa del pomodoro biologico è pari al 75% di quello convenzionale, ma impiega il doppio
dell'energia. Per semplificare: il pomodoro biologico prodotto in serra in Gran Bretagna (ma
sarebbe lo stesso in un altro paese europeo) fa più male all'ambiente che quello importato
dal Kenya. Oltretutto, per produrre pomodori biologici nel Regno Unito si usa il 25% di acqua
in più rispetto alle coltivazioni convenzionali.
Mito terzo: L'agricoltura biologica non fa uso di pesticidi
Chi produce o pubblicizza cibo biologico generando allarmismo sul consumo di prodotti
convenzionali, dice che il biologico fa bene alla salute perchè non fa uso di pesticidi. Al
contrario quello "normale" fa male, dato che li contiene. Ebbene anche per produrre
cibo biologico usano pesticidi. La differenza è che gli agricoltori biologici usano pesticidi
biologici. Ma chi dice che fanno meno male? Ad esempio, mentre i pesticidi moderni sono
biodegradabili, le soluzioni di rame consentite per alcuni interventi in agricoltura sono
tossiche per i terreni. Il fitofarmaco di origine naturale rotenone, usato in agricoltura
biologica è neurotossico per gli esseri umani e puó provoacre sintomi simili a quelli del
morbo di Parkinson.
Mito quarto: La quantitá di pesticidi presenti nel cibo convenzionale è dannosa
I paladini e testimonial del cibo biologico, come l'attice Gwyneth Paltrow, dicono che il
normale produce una sorta di effetto cocktail di pesticidi dannoso. C'è chi parla addirittura
di epidemia di cancro causato dai pesticidi. Nei fatti non esiste nessuna epidemia di cancro
tra chi mangia cibo "normale". Le statistiche non lo dimostrano.
Se ci fosse una relazione diretta tra pesticidi e cancro i primi ad essere colpiti sarebbero
gli agricoltori. Inoltre gli effetti cancerogeni dei pesticidi dovrebbero manifestarsi sotto
forma di cancro allo stomaco, ma questo tipo di cancro è proprio quello più in diminuzione
da 50 anni. Sessant'anni fa tutto il cibo prodotto in Gran Bretagna era bologico. E si viveva,
in media, poco oltre i sessant'anni. Con l'agricoltura moderna, (quella che impiega agenti
chimici ben testati), si produce cibo sicuro e più economico. E si vive oltre gli ottant'anni.
Mito quinto: Il cibo biologico fa bene alla salute
Studi condotti in Olanda, Danimarca e Austria, hanno dimostrato che in presenza di
contaminazione da batteri appartenenti al Campylobacter, il 100% dei polli da allevamento
biologico finisce per risultarne affetto a cusa della rapida diffuzione del batterio, mentre
negli allevamenti convenzionali ne risulta contagiato un terzo. Lo stesso vale per la
salmonella. Non utilizzare antibiotici o altri farmaci per esempio i vermicidi, per curare gli
animali quando serve, perchè non è naturale, causa maggiori esposizioni alle malattie per
gli animali e duqnue una loro maggiore sofferenza. Una ricerca realizzata in collaborazione
tra studiosi austriaci e olandesi mostra che i maiali biologici sono più esposti alla
polmonite rispetto ai porcellini "normali" e che i piccoli nati in allevamenti
biologici hanno un tasso di mortalitá doppio. Le malattie sono la ragione principale per la
quale spesso gli animali allevati biologocamente pesano quasi la metá di quelli
convenzionali. Insomma l'allevaento organico non fa necessariamente bene all'animale.
Mito sesto: Il cibo biologico è più nutriente
Alcuni studi dimostrano che esiste una percentuale leggermente più alta di alcune sostanze
nutritive nei prodotti biologici, come i flavonoidi nei pomodori biologici e gli acidi grazzi
omega-3 nel latte "bio".
Per aumentare la concentration di nutrienti nel cibo basta lasciarlo in ambiente areato
diversi giorni. Il cibo disidratato contiene una concentrazione maggiore di carboidrati e
nutrienti. Ma la disidratazione puó essere anche il sintomo di una patologia. Ad esempio lo
stesso studio che ha individuato una concentrazione maggiore di flavonoidi nei pomodori
biologici spiega che ció accade in seguito allo stress causato dalla mancanza di nitrogeno.
La pianta smette di produrre polpa pet produrre sostanze chimiche di difesa, come i flavonoidi.
Mito settimo: Siamo in presenza di un boom della domanda di cibo biologico
Meno dell'1% del cibo venduto in Gran Bretagna è biologico. Ma non sembrerebbe così stando a
quello che raccontano i media. Il principale ente di certificazione "Bio" nel Regno
Unito,
la Soil Association
, scrive, sul proprio sito Web, di essere la "principale organizzazione che promuove e
pratica lo sviluppo sostenibile". Questa organizzazione è allo stesso tempo un'impresa,
a cui fa capo una potente lobby commerciale, che usa ogni mezzo mediatico per promuovere e
convincere il pubblico della crescita del consumo biologico nel paese, dunque della sua bontá.
Nonostante il "boom" del biologico cui si parla, la quantitá di terra coltivata col
sistema biologico è in diminuzione dal 2003. Questo significa che sono sempre di più gli
agricoltori ed allevatori che tornano al metodo "convenzionale". Tutto il cibo
prodotto in Gran Bretagna è sicuro. In un'epoca seria non bisognerebbe creare falsi miti
ricorrendo ad una informazione scorretta per aumentare le vendite.
Fonte: http://www.liberazione.it/
25.05.08
PERCHE’ IL MONDO PUO’ PERMETTERSI IL BIOLOGICO
Fatto primo: Il biologico è migliore per l'ambiente
Le colture biologiche non sono perfette; sono state sviluppate circa 60 anni fa e c'è ancora
molto da imparare Fatto primo: Il biologico è migliore per l'ambiente Le colture biologiche
non sono perfette; sono state sviluppate circa 60 anni fa e c'è ancora molto da imparare.
Durante questi anni la ricerca sul biologico non ha potuto usufruire della maggioranza dei
fondi perché la gran parte degli investimenti è stata assorbita da studi per nuovi pesticidi
o dalle colure geneticamente modificate. L'agricoltura biologica è il frutto di ricerche di
scienziati e contadini che volevano sviluppare quello che oggi possiamo chiamare un modo più
sotenibile per produrre cibo. La loro preoccupazione primaria era e resta una miscela che
leghi il terreno sano, il cibo sano e la salute umana. I benefici sono stati evidenti sin dal
principio, non solo per i pionieri che hanno promosso le colture. Intanto le colture
biologiche sono decisamente più efficaci nella protezione degli animali selvaggi, come la
scienza ha chiaramente registrato. La letteratura scientifica spiega che tra le colture
organiche sono presenti il 30% in più di animali selvatici e conservano oltre il 50% in più
di biodiversità. Per la stessa ragione anche il governo inglese, sulla base di prove
scientifiche, ha messo in chiaro come le colture scientifiche abbiano chiari benefici
ambientali - sono migliori per la vita selvatica, perché inquinano molto meno l'atmosfera
data l'assenza degli spray, non producono scorie chimiche e diossido di carbonio. La
commissione governativa sullo sviluppo sostenibile ha identificato infatti la certificazione
organica come "lo standard migliore" per la produzione di cibo sostenibile
dall'umanità. Risultati peraltro visibili dopo pochi anni per chiunque passi da una
produzione non organica a quella biologica.
Fatto secondo: E' vero che il cibo organico è più sostenibile
Uno degli errori principali di chi sostiene le coltivazioni chimiche è la credenza che -
esempio - i pomodori biologici assorbono il doppio dell'energia per crescere. E' falso, e tra
l'altro dipende dai differenti tipi di pomodori. Anche sull'impatto del biologico nel
surriscaldamento globale si omette spesso di ricordare uno degli aspetti positivi chiave: che
il "bio" immagazzina nel suolo, anziché nell'aria, il carbone. Se si include anche
questo fattore l'impatto dei cibi biologici che contribuisce al climate change scende dall'80%
al 12%. Gli studi commissionati dal governo britannico, altro esempio, hanno dimostrato come
in quasi tutti i settori le coltivazioni organiche usano addirittura il 26% in meno di energia
rispetto ai non-biologici.
L'articolo qui a fianco ignora la straordinaria e urgente sfida a cui l'umanità è chiamata.
Dobbiamo ridurre le emissioni di gas serra in modo drastico - dell'80 per cento entro il 2050
- comprese naturalmente quelle derivati dall'agricoltura e dall'industria del cibo. Occorre
adattarsi ad un mondo in cui petrolio e gas naturali saranno risorse in declino. C'è bisogno
di mitigare gli effetti del climate change, ad esempio ottimizzando le irrigazioni e tagliando
al minimo gli sprechi di acqua potabile. Viviamo in un mondo dove le condizioni metereologiche
saranno sempre più estreme e dobbiamo adattarci. Come faremo tutto questo è il cuore della
sfida che oggi investe l'umanità per la sopravvivenza.
Fatto terzo: E' vero che il biologico usa molti meno pesticidi
Nessuno ha mai detto che le coltivazioni biologiche non usano alcun tipo di pesticida.
Tuttavia la coltura biologica ricorre ad alcuni pesticidi solo in determinate condizioni e non
c'è paragone con il non-biologico. Eppure la grande maggioranza di agricoltura biologica non
usa alcun tipo di spray e se tutte le coltivazioni fossero organiche, l'uso di prodotti
chimici e spray cadrebbe dell'98 per cento. Scusate se è poco. Per essere comunque chiari, il
biologico può usare pesticidi più che altro nelle colture di patate o nei frutteti, tuttavia
i pesticidi permessi dalle associazioni di produttori biologici sono di origine naturale (come
il Rotenone, un estratto di tropicali della famiglia delle Leguminose) o semplici prodotti
chimici - composti di rame o zolfo. Gli igredienti attivi del Rotenone o della "soft
soap" si consumano in pochissimo tempo dopo che sono stati esposti alla luce solare,
minimizzando i rischi per l'ambiente. Rame e zolfo sono invece presenti naturalmente nel suolo
e nessuno dei due elementi viene riscontrato alla fine nei cibi organici, al contrario dei
prodotti non-biologici. Il nostro obiettivo è, comunque, arrivare a colture completamente
libere dagli spray.
Fatto quarto: E' vero che il livello di pesticidi presenti nel cibo
"convenzionale" è pericoloso
Di certo è rischioso e potenzialmente è pericoloso. Nell'Unione Europea un cibo su 30
contiene livelli di pesticidi superiori alle norme legali dell'Ue. Circa 40 pesticidi che
erano stati descritti ai consumatori come fuori da ogni rischio sono stati di recente vietati
o ritirati dall'uso. Le persone che vogliono ridurre la loro esposizione a pesticidi
potenzialmente dannosi farebbero quindi meglio a rivolgersi al cibo biologico. Uno studio del
governo Usa ha dimostrato, ad esempio, che nei bambini che seguono una dieta biologica non c'è
traccia di pesticidi, mentre anche dopo un giorno di dieta non-biologica la presenza di
pesticidi nelle urine viene riscontrada immediatamente. I cocktails di spray non sono testati
e se un pesticida viene considerato «non pericoloso» non è detto che mischiandolo con altri
non lo diventi. La fertilità maschile si è abbassata del 50 per cento in coincidenza con
l'uso di pesticidi e seppure non ci sono prove (un advisor del governo Brown di recente ha
imputato la causa alle «troppe biciclette e ai jens stretti») non c'è neppure la
dimostrazione che non vi siano legami con l'aumento dei prodotti chimici. La scienza non ha
provato che i pesticidi non fanno male e le persone che credono che l'assenza di additivi
artificiali o di pesticidi può beneficiare loro o i loro bambini possono, per fortuna,
rivolgersi al mercato dei cibi biologici.
Fatto quinto: L'agricoltura biologica è più sana
In termini di sana alimentazione, l'inglese Food Standard Agency ha detto che «non c'è
differenza» tra cibi organici e cibi non-organici. L'organizzazione animalista Compassion in
World Farming tuttavia ricorda come «l'agricoltura biologica ha il potenziale di offrire di
gran lunga gli standard più alti per la salute e la vita degli animali». Perché gli animali
sono tenuti in condizioni migliori, sempre liberi di circolare e non sottoposti al continuo
bombardamento di antibiotici, il cui uso è vietato dalle associazioni biologiche.
L'Organizzazione mondiale della Sanità ha espresso «preoccupazione crescente per iu residui
antibiotici che si trovano nella carne e un consumo frequente può causare una resistenza
antibiotica in batteri prevalenti negli esseri umani, con il risultato di ridurre l'effetto
degli antibiotici usati dagli umani per trattare malattie». E' bizzarro che i sostenitori del
non-biologico dicano che «le malattie sono la ragione principale per cui gli animali allevati
con metodi biologici sono la metà del bestiamo allevato con additivi e metodi convenzionali,
ragione per cui il biologico non è necessariamente una buona cosa per il welfare degli
animali». Non c'è verità in questa affermazione. E' chiaro che gli animali "bio"
non vengono rimplizati artificialmente né fatti ingrassare oltremodo con additivi e
antibiotici, ma mentre nelle fattorie biologiche si registrano meno malattie.
Fatto sesto: Il cibo biologico è più nutriente
Le pubblicazioni scientifiche dimostrano che, di norma, il cibo biologico contiene un livello
maggiore di vitamina C e materiali essenziali come calcio, magnesio, ferro, cromo, così come
antiossidanti anti-cancerogeni. Il latte organico è naturalmente più ricco di acidi grassi
Omega 3, vitamina E, vitamina A (beta-carotene) e altri antiossidanti. Malattie come eczema,
asma e allergie affliggono i bambini sempre di più. Il dieci per cento dei bambini
dell'Unione Europea soffre di eczema. Ricerche dei governi svedese e olandese (pubblicate nel
novembre dell'anno scorso) hanno registrato un 36% in meno di incidenza dell'eczema in bambini
nutriti con prodotti freschi biologici rispetto a quelli allevati con agricoltura
convenzionale. Gli standard biologici proibiscono l'uso degli additivi che gli scienziati
classificano come "potenzialmente pericolosi per la salute", come grassi idrogenati,
Msg (monosodio glutammato), così come aromi o coloranti artificiali. Anche
la Food Standard
Agency ha provato tramite ricerche come alcuni comuni additivi causano iperattività nei
bambini. Dunque, il biologico può essere un'ottima soluzione contro una larga quantità di
potenziali reazioni allergiche o di additivi nocivi.
Fatto settimo: E' vero che il business del biologico sta crescendo
La produzione biologica è ancora di dimensioni ridotte. Eppure le vendite locali e dirette di
prodotti biologici salgono al ritmo di circa il 32% l'anno. Nel 2006 (ultimo anno di cui
abbiamo a disposizione le statistiche) vendite di catering e al dettaglio hanno fruttato,
nella sola Gran Bretagna, oltre 3mila milioni di euro, mentre il mercato complessivo del
settore è cresciuto del 27 per cento all'anno rispetto alla decade passata. lo stesso è
accaduto per l'indotto dell'agricoltura bio. Inoltre il business biologico non è più un
mercato per la classe medio-alta. Oltre il 50% delle spese di prodotti bio sono compiute dalla
fascia meno ricca della popolazione e molti stanno iniziando ad acquistare direttamente dai
produttori, con gli schemi via-posta o nei farmers-shop, annullando la differenza con il cibo
non-biologico a disposizione nei supermercati e nella grande distribuzione. Tre quarti delle
famiglie si rivolgono al biologico per i prodotti dedicati ai bambini, che rappresentano la
metà delle vendite di settore. Ugualmente è aumentata la richiesta e la pressione affinché
le mense scolastiche si dotino di una dieta biologica. La verità è che il settore "bio"
è in crescita costante, peraltro in costrasto con il generale declino dell'agricoltura
europea, la cui forza lavoro è scesa dell'80% negli ultimi 50 anni. I coltivatori biologici
tendono ad essere giovani, più ottimisti e la loro forz lavoro include molte più donne. La
scelta che abbiamo di fronte è tra una produzione basata sui combustibili e appoggiata sui
fertilizzanti al nitrogeno, oppure una produzione basata sull'energia solare con un sistema
organico. Produrre una tonnellata di nitrogeno rilascia nell'atmosfera l'equivalente di 6,7
tonnellate di CO2. I materiali grezzi per produrre nitrogeno, infine, sono i sempre più
scarsi gas naturali e le fattorie ne usano una quantità paurosa. La produzione organica è
invece basata su processi rinnovabili, col trifoglio usato per fissare il nitrogeno e
arricchire la terra di elementi organici naturali. Anche nell'incertezza, in un mondo dove i
combustibili fossili stanno scomparendo, la coltivazine biologica assicura l'unico sistema
sostenibile per
la Terra
, sia a livello ambientale che a liello economico. Questo non significa che la coltivazione
biologica sia la risposta a tutte le domande. E' semplicemente la migliore risposta per un
cibo libero da pesticidi e additivi, per un'agricoltura che si alimenti con l'unica fonte
infinita di cui disponiamo, il Sole, amica degli animali e della natura.
Versione originale:
Fonte: www.independent.co.uk
Link: http://www.independent.co.uk/environment/green-living/the-great-organic-myths-rebutted-822763.html
8.05.08
Versione italiana:
Fonte: www.liberazione.it
25.05.08
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